Destinare alcuni degli ambienti (opportunamente restaurati) a museo etnologico-etnografico della civiltà contadina, allestendo una mostra permanente dei presepi…
La Civetta di Minerva, 27 maggio 2016
A noi sembra che l’apertura episodica del Borgo antico di Cassibile (fruibile, da quanto ci risulta anche in occasione della manifestazione teatral-religiosa del venerdì santo, che si svolge con un corteo in costume che accompagna il Cristo condannato e che si conclude presso il Calvario, approntato proprio nel sito in questione) debba opportunamente e logicamente preludere a un impegno collettivo per un recupero funzionale perenne e per una valorizzazione sociale e turistica del borgo, che andrebbe restaurato e restituito a nuova vita, a nuove funzioni, a nuovi scopi. Sociali, culturali, ricreativi, turistici, ecc.
Ci chiediamo perché non aggiungere, alle iniziative possibili, l’organizzazione di un presepe vivente in occasione del Natale, come già avveniva in passato. Perché non destinare alcuni degli ambienti (opportunamente restaurati) a museo etnologico-etnografico della civiltà contadina. O perché non valorizzare altri ambienti con l’esposizione, la cura e la custodia degli straordinari presepi realizzati, su modelli di ambienti locali minuziosamente ricostruiti in scala, dal palazzolese Giovanni Leone. O perché non esporre anche (arricchendolo nel tempo) il noto presepe di cassibilese cartapesta. Perché non mettere altri ambienti del borgo a disposizione della locale compagnia teatrale amatoriale per le prove degli spettacoli in allestimento. O perché non coinvolgere la parrocchia nella valorizzazione del sito, attraverso assidui usi culturali ed educativi.
Già i cassibilesi hanno dato prova di capacità di automobilitazione lo scorso anno, realizzando da soli (su sollecitazione coinvolgente di Paolo Romano e di altri volenterosi) il disboscamento del campo sportivo e delle relative aree di pertinenza, schiaffeggiando in tal modo l’ignavia dell’amministrazione comunale siracusana, troppo spesso indifferente alle esigenze della frazione o del municipio di Cassibile Fontane Bianche. Siamo sicuri che saprebbero mobilitarsi anche per collaborare al recupero e alla salvaguardia del borgo. Avvierebbero i restauri con iniziative di gruppo, anche volontariamente, pur di svegliare e sollecitare l’amministrazione, che spesso li ignora e li trascura. E la fruibilità assicurata dai locali rimessi in sesto li solleciterebbe ad ideare e a mettere in atto mille altre iniziative, non occasionali ma integrate in un progetto-cornice: incontri culturali, ricreativi, teatrali, ecc.
Affinché tutto ciò sia reso possibile,vogliamo sperare che l’amministrazione prenda l’iniziativa di sussurrare al marchese l’idea di fare un regalo alla comunità dei cassibilesi, che potrebbero ricambiare la sua generosità attribuendo o associando per sempre il suo nome a quello del sito. Suonerebbe bene «Borgo Loffredo» e una targa bene in vista potrebbe consacrarlo per sempre come dono del marchese Loffredo alla comunità dei cittadini. Fantasie? Non crediamo. Forse solo modesti suggerimenti che un popolo di persone operose come le formiche non avrà difficoltà a tradurre in azioni concrete, se il Comune di Siracusa non continuerà a distogliere l’attenzione da quella frazione umile ed operosa e se il marchese non preferirà lasciar deperire il sito, limitandosi a concedere il permesso di usarlo solo sporadicamente. La Civetta si augura di poter annunciare la resurrezione del borgo a nuova vita. Con soddisfazione di tutti per un possibile segno di concordia e di collaborazione attiva ed operosa. A vantaggio di tutti.

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