“Nel nostro piccolo vogliamo farne punto di incontri sociali, piazza del sapere”. A Santa Lucia una gran varietà di iniziative e progetti rivolti a persone di tutte le fasce d’età
La Civetta di Minerva, 13 maggio 2016
Un singolare avventore entra in una piccola biblioteca di quartiere. Nello spazio angusto scaffali di libri di ogni genere: dalle fiabe che un pifferaio magico, sindaco della città surreale sospesa tra l’acqua e la terra, ha fatto sparire da ogni luogo di lettura perché non corrompano i bambini, agli ingombranti tomi dell’Enciclopedia, l’opera spartiacque tra lo stato di minorità dell’uomo e la civiltà del “Sapere aude”. Ma al provocatore futurista i libri non interessano:” Non avete l’ultima copia della Repubblica? Perché non le chiudono le biblioteche!”
L’incipit grottesco sembra quello di una novella pirandelliana e invece è il principio di un accaduto testimoniato da Luciana Pannuzzo, responsabile della biblioteca dello storico quartiere S. Lucia, interlocutrice attonita dell’omino bizzarro.
Come fronteggiare, infatti, il Marinetti di turno, il cultore del presente incendiario, dell’<eterna velocità>, il demolitore dello Spazio e del Tempo, dei musei, delle biblioteche, delle accademie, simboli di una cultura passatista?
In un tempo in cui l’immaginaria borgesiana biblioteca di Babele sembra risolvere il paradosso della sua “finitezza rispetto alla presumibile infinità di cose ed eventi che possono essere descritti, espressi, narrati, teorizzati” materializzandosi nell’universale biblioteca digitale, occorre ripensare la funzione stessa del luogo: “In un paese in cui si legge sempre di meno – dichiara Luciana Pannuzzo – nella convinzione che Internet abbia soppiantato totalmente il libro, la biblioteca, per sopravvivere, deve divenire punto di incontri sociali, una grande piazza del sapere, frequentata da persone che, attratte dalle attività che in essa si svolgono, vi si avvicinano e, in questo modo, vengono a contatto anche con i libri; dunque anche un “non lettore” si ritrova spesso catapultato nel magico mondo della lettura”.
Parole che richiamano alla memoria quelle di Umberto Eco, per il quale la biblioteca deve essere trasformata “in un universo a misura d’uomo, anche con la possibilità per due studenti in un pomeriggio di sedersi sul divano, di consumare parte del loro flirt nella biblioteca, mentre si prendono o rimettono negli scaffali alcuni libri di interesse scientifico”.
“Trattandosi di una piccola biblioteca di quartiere – chiarisce la Pannuzzo – non può che essere ancora lontana dal modello proposto da Eco, ma sono convinta che, anche con i pochi mezzi a disposizione e con tanta buona volontà, ci avvicineremo sempre di più a questo ideale. Peraltro il cortiletto annesso alla biblioteca è già stato usato più volte per la proiezione di un film, per laboratori didattici con grandi e piccini, o, più semplicemente, per leggere e scrivere, magari davanti a una tazza di tè”.
La varietà di iniziative e progetti rivolti a persone di tutte le fasce d’età, che caratterizzano la gestione della biblioteca S. Lucia da parte della Pannuzzo, ne hanno preservato in questi anni il tradizionale ruolo di mediazione culturale, rivisitato in funzione dei bisogni formativi e sociali dei suoi fruitori: “Dai corsi di lingua inglese e spagnola e di alfabetizzazione per stranieri a quelli di erboristeria e fitoterapia, dalla scrittura creativa ai laboratori di disegno e pittura, dai salotti di lettura agli incontri sulle bellezze monumentali della nostra città con annesse visite guidate, dai laboratori teatrali ai cineforum, dalla palestra di yoga ai laboratori di piccolo artigianato creativo”. Diverse anche le proposte culturali per la scuola, tra cui il progetto “Vivere la Biblioteca”, articolato in percorsi di lettura e scrittura creativa, che ha coinvolto scuole di ogni ordine e grado e ha avuto esiti sorprendenti.
Tra i numerosi libri ordinati sugli scaffali, alcuni dei quali ricevuti in donazione dagli stessi utenti, attirano la nostra attenzione le favole Piccolo blu e piccolo giallo, Dov’è il mio papà, Piccolo uovo, sottoposte a censura nelle scuole dal sindaco di Venezia: “Leggere le favole ai bambini – spiega la responsabile della biblioteca – è un atto d’amore e ne favorisce la crescita. Le favole, da quelle classiche a quelle più moderne, sono un intramontabile strumento magico che, attraverso la morale, ci permettono di insegnare ai più piccini i valori non più riconoscibili in una società che sembra aver smarrito i suoi riferimenti etici. Nello specifico, le fiabe inquisite sono veri e propri capolavori della letteratura per l’infanzia, adorati dai bambini, dai genitori, dagli educatori , da noi bibliotecari, perché trattano con delicatezza temi oggi molto attuali, quali quello della famiglia diversa da quella tradizionale, nella quale l’amore e l’amicizia alla fine trionfano sempre; siamo veramente molto lontani dallo spauracchio “gender” che qualcuno, con malizia e poca competenza, ha voluto vederviˮ.
Altro spauracchio la previsione della diffusione dell’e-book su grande scala: saprà la biblioteca rispondere anche a questa sfida? “Non temo una fine delle biblioteche, almeno non nell’immediato e, soprattutto, non qui. La biblioteca continuerà a vivere come fucina di cultura con le sue attività culturali e di aggregazione sociale; magari con un signor Vittorini o Pirandello che faranno capolino da un computer o un Pinocchio saltellante su un’app scaricata su un tablet di ultima generazione”.
Al termine della conversazione un altro avventore si ferma davanti agli scaffali con sguardo indagatore: “Vorrei poter ricorrere al prestito nazionale. Cerco un libro che nessuno vende più, Germania senza lutto: Psicoanalisi del postnazismo, di Alexander Mitscherlich”.
Luciana emette un sospiro di sollievo. E noi con lei.
Quell’uomo, inconsapevolmente, come il piccolo Daniel de L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon, nel Cimitero dei Libri Dimenticati, sta per salvare dall’oblio un libro e, insieme ad esso, il senso stesso dell’esistere del luogo che, come un tempio sacro, lo preserva dall’incendio futurista della rivoluzione digitale.

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