“Terribile – dice il coach filosofo e scrittore – Se si vuole, si è sempre migliorabili. Devi mettere in discussione ciò che in te appare come ovvio, giusto, scontato”
La Civetta di Minerva, 29 aprile 2016
50 anni. Mente eclettica scevra da possibili categorie ideologiche. Formatore dalla straordinaria umanità, Gianfranco Damico è un coach apprezzato in Italia e all’estero. A differenza di altri intellettuali “de noantri”, alterna il lavoro sul “miglioramento delle persone” al ruolo di cameriere intrattenitore presso il ristorante di famiglia “La Foglia” a Siracusa.
La Voglia di Miglioramento precede la consapevolezza di sapersi migliorabili?
La precede in quelle persone che non hanno un’idea statica della loro identità e che sono affascinati dall’idea di poter continuamente evolversi, espandersi. La loro vita è un cammino di crescita, probabilmente per andare a trovare il meglio di ciò che sono. Poi ci sono anche milioni che né hanno voglia di migliorare, né si sanno migliorabili. Sono semplicemente paghi di sé. Li lasci lì, e li ritrovi identici a se stessi 40 anni dopo. Terribile. Ne ritrovo molti nei cosiddetti “posti fissi” a tutela blindata. Fissi come loro. La fissità, come ha ben identificato con uno sberleffo Checco Zalone, è una categoria antropologica e spirituale. Un modo di condurre la vita che mi fa venir voglia di tagliarmi le vene.
Viviamo un’epoca oscurantista nella quale tutti ci vendiamo per quello che non siamo. L’uomo primitivo che c’è in noi domina la nostra vita. Qual è la tua visione?
La mia visione è che non mi sembra come dici tu. Mai il mondo ha goduto di standard di qualità così elevati – economici, medici, giuridici, scientifici. Se ti sembra drammatico adesso è solo perché ti scordi quale teatro di sangue e sopraffazione continua è stato da sempre e in mano a persone che avevano potere assoluto. Una cosa però è nuova: il potere di manipolazione della materia comporta un rischio molto più elevato di far del male al pianeta. E’ questo il rischio che dobbiamo fronteggiare, prendendoci la responsabilità di trovare vie sostenibili allo sviluppo e rispettose di nostra madre terra; così come dei suoi figli meno fortunati. Perché società più integrate ed eque creano anche più sicurezza per il pianeta.
Quanto la cultura è responsabile delle nostre scelte e dei nostri comportamenti?
Lo è in misura molto ampia. Si nasce e si cresce dentro un contesto che ti fornisce già un ricco apparato di mediazione simbolica del mondo. Ma non lo è mai, per me, quanto la decisione che devi prendere a un certo punto di essere uomo o donna che compie le sue scelte e mette in campo le sue azioni. Di cui sarai per me sempre il principale responsabile. Niente scuse, niente alibi, mi spiace!
Il tuo terzo libro completa un percorso di formazione e realizzazione di “un uomo nuovo” rinnovato, liberato dai propri “Tic e tabu’. Vuoi esporci il processo attraverso il quale è possibile questa liberazione da ‘noi stessi’?
Quanti numeri della “Civetta” ho a disposizione? Scherzo. Un modo facile di risponderti è tornare alla tua prima domanda. Bisogna innanzitutto vivere la propria esistenza e soprattutto la propria identità come un percorso di evoluzione. Tu puoi migliorare. Se questo c’è, allora la domanda diventa: “come posso migliorare? Che altro di grande, di più splendido, posso essere, che non sono ancora?”. E qualunque risposta tu possa darti, il primo passo è sempre quello della consapevolezza, della capacità di guardarsi, di mettere in discussione ciò che in te appare come ovvio, giusto, scontato. Con inflessibile attenzione. Si potrebbe dire che il lavoro è quello di rimuovere ostacoli al campo di visibilità del tuo occhio, è quello di aprire prospettive, essere un campo aperto, liberare le tue mani dai lacci delle abitudini.
Poi viene il resto. Il resto che costruisce eccellenza e che ho provato a delineare nei miei libri. Ma senza questo, nulla parte. Non scordarsi naturalmente di divertirsi, giocare, sparare minchiate, essere anche un po’ fatui e frivoli, e con una forte dose di auto-ironia. Questo ti impedisce di diventare poi una specie di insopportabile parrino dello sviluppo personale e spirituale. Che a quel punto il panettiere e l’elettrauto sotto casa tua rischiano di essere persone migliori di te. E spessissimo lo sono. Un abbraccio! E che bellezza e meraviglia siano sempre con voi.

Commenti recenti