Storica fontana abbeveratoio di Buscemi a rischio crollo

A ridosso del frontone le radici di grandi alberi, spingendo, inclinano la muratura. L’opera monumentale ha rifornito d’acqua per secoli la comunità e dissetato il suo bestiame

 

La Civetta di Minerva, 15 aprile 2016

Non solo la nostra Fontana di Diana cade a pezzi, ma vi sono anche quelle che rischiano addirittura di crollare come, per esempio, la storica fontana-abbeveratoio “Madre di Dio”, in Buscemi. Un patrimonio di manufatti monumentali di arredo urbano o di pubblica utilità “dedicati” all’acqua che rischia di andare in rovina per l’incuria e l’abbandono.

Ho potuto costatare di persona (v. foto) la precaria e pericolosa situazione della storica fontana abbeveratoio “Madre di Dio” che, come tutti i manufatti di quel genere edificati all’entrata dei paesi, ha rifornito d’acqua per secoli la comunità e dissetato il suo bestiame. La monumentale Fontana, da anni in stato di abbandono e di degrado, presenta anche evidenti problemi statici in quanto il frontone in blocchi di pietra è fortemente inclinato in avanti sia a causa della “spinta” degli apparati radicali degli alberi d’alto fusto che lo sovrastano, sia per la scarsa coerenza del terreno del pendio cui è addossato tutto l’edificio.

La condizione del manufatto, segno irrinunciabile della memoria storico-antropologica della comunità che lo edificò, richiede un immediato intervento di bonifica del costone, nonché un altrettanto importante intervento di restauro che ne recuperi il decoro e la funzionalità. L’acqua è la grande ricchezza degli Iblei; ne segna e ne ha disegnato il paesaggio; gli conferisce piacevolezza; ne costituisce un forte elemento di attrazione. Tutti buoni motivi perché l’acqua torni a sgorgare dalla cannella della fontana “Madre di Dio”. Se ne curi nell’immediato la doverosa “messa in sicurezza” e in quanto l’inclinazione del frontone costituisce un potenziale pericolo per quanti transitano lungo quella strada, che è anche luogo abituale di lunghe passeggiate extra moenia di residenti e visitatori. Ogni comunità ha il dovere di custodire la propria memoria storica; le istituzioni preposte hanno il dovere di garantirne l’integrità e la conservazione. Si sollecitano pertanto le istituzioni preposte (Comune e Soprintendenza) ad intervenire al più presto, per quanto di competenza.

 

*Vicepresidente Regionale Italia Nostra

Da leggere

CASTELLI IN ARIA, AL TEATRO GRECO

“Io veramente volevo nascere  scogghiu re ru frati” disse la sacra pietra. Per me che …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti