“Ma possiamo produrre cultura, stimolare creatività, attirare talenti mettendoli a sistema…”. Seconda parte dell’intervista. Fra i temi: parcheggio Talete, villa Reimann, Teatro Comunale
La Civetta di Minerva, 4 marzo 2016
Nella prima parte della nostra intervista al vicesindaco Francesco Italia abbiamo trattato il problema della mancata candidatura a Capitale Italiana della Cultura.
A giustificazione di ciò tu affermi di aver compreso le raccomandazioni della Commissione e di voler costruire responsabilmente le condizioni per diventare competitivi. In parole più semplici, cosa significa?
Semplicemente che non c’erano le condizioni minime, non abbiamo fondi, né possiamo garantire sufficienti investimenti in merito. Ma dobbiamo lavorare per ritentarci a breve. Nel frattempo, alleniamoci, seminiamo, creiamo nuove mentalità, sinergie significative, partenariati con privati…
Però questo fatto che non ci sono fondi non è un alibi? Non vale anche per altre città che pure riescono a realizzare eventi significativi?
Bisogna tenere presente da dove si parte e con quali mezzi. Noi ci siamo insediati a luglio 2013 con le casse del tutto vuote, ma soprattutto abbiamo dovuto innescare dei meccanismi operativi innovativi e stiamo cercando di imprimere una mentalità gestionale del tutto nuova che ribalti la logica con cui finora si è operato. L’assessorato alla cultura non si può occupare soltanto di consumare eventi, ma deve abilitare alla produzione culturale, a stimolare creatività, ad attirare talenti mettendoli a sistema. La Cultura non va intesa come un simposio di filosofia, ma è anche formazione, sostenibilità, inclusione sociale. Anche i criteri inseriti nel bando della refezione scolastica hanno segnato un salto culturale, parlando di prodotti biologici, di territorio, di sostenibilità ambientale.
Rimane il problema della mancanza di fondi. Come si risolve?
Evitando ulteriori spese, risparmiando sui costi che già si sostengono e attivando servizi che prevedono un ritorno economico per le casse comunali. E poi dobbiamo creare le condizioni per essere attraenti per gli investitori privati pur mantenendo fissa la cornice pubblica di indirizzo e controllo.
Qualche esempio in concreto.
La gestione delle visite di alcuni siti (Arthemision, Latomie dei Cappuccini, Villa Reimann, Teatro Comunale) affidata in convenzione ad una società privata ha consentito di ampliare l’offerta turistica, produrre reddito e annullare le spese correnti. In più si dà lavoro a giovani qualificati. Nei primi sei mesi questi siti hanno registrato circa 30.000 visitatori. Altro esempio? La mostra su Leonardo da Vinci che in due anni ha totalizzato quasi 32.000 presenze. Anche qui spazi comunali recuperati con fondi privati, ampliamento dell’offerta turistica, divulgazione culturale e didattica, risparmio per l’Amministrazione e piccoli fondi che entrano in bilancio (10% dello sbigliettamento)
Vabbè, mica tanto…
Non sarà molto, ma rispetto a zero che c’era prima è sicuramente qualcosa, un inizio. Un altro esempio può essere rappresentato dal fatto che abbiamo istituito la Tassa di Soggiorno che ci auguriamo crescerà progressivamente.
Gli albergatori si lamentano che non ne vedono la ricaduta.
Gli albergatori vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto. Con questa entrata finanziamo “Siracusa d’Amare”, il servizio di bus navetta elettrici che ha riscosso un grande successo proprio tra i turisti. Noi abbiamo deciso di investire nella mobilità, ritenendolo uno strumento indispensabile per una città turistica. Pensa, siamo un sito Unesco, Patrimonio dell’ Umanità insieme alle necropoli rupestri di Pantalica, che non si può raggiungere perché manca un qualsiasi collegamento. Ti sembra normale? Sono del tutto assenti i collegamenti nel territorio. Per questo abbiamo progettato e proposto un servizio di “Car Sharing” su area vasta che speriamo sia inserito dalla Regione nella programmazione 2014/2020.
Torniamo al Parcheggio Talete. Sempre nella prima parte dichiari che potrebbe diventare altro… ma allora non si vuole abbattere?
Secondo me non si può abbattere una infrastruttura costruita con apposito finanziamento. Si commetterebbe un’illegalità ed economicamente sarebbe un’operazione quasi impossibile se si pensa che a suo tempo l’ing. Capo dell’ufficio tecnico stimò in circa 2 milioni di euro il costo per abbatterlo, cioè il doppio di quanto calcolato dai promotori dell’abbattimento. E inoltre, gli oneri che dovrà versare la Ditta Russotti (albergo ex Palazzo delle Poste) per contratto devono essere utilizzati per la manutenzione e non per l’abbattimento. Quel mostro esiste non per colpa nostra, dobbiamo cercare di trasformarlo in un’opportunità. Abbiamo diverse ipotesi che presto vaglieremo.
Altra polemica che alcune associazioni ti rivolgono riguarda Villa Reimann
Ce ne stiamo occupando nei limiti delle nostre possibilità. E se si pensa che anche qui siamo partiti da zero e da come l’abbiamo trovata, abbiamo fatto davvero tanto. Abbiamo sistemato alcuni locali, sistemato il giardino, ripulito la casa del custode, e resa parzialmente fruibile. Certo ci sarebbe molto altro da fare ma stiamo aspettando che si sblocchi la questione dei fondi dello sbigliettamento bloccati alla Regione da luglio ‘14 e tutto il 2015. (1.700.000 euro). Inoltre, nel prossimo bilancio comunale abbiamo previsto un apposito capitolo sia in entrata che in uscita (non c’è mai stato).
La nostra è una città strana dove trova molto spazio la polemica inutile e sterile e dove, per partito preso, non si riesce ad apprezzare le cose che si realizzano. A dicembre abbiamo inaugurato il Parco Tematico alla pista ciclabile, nell’ambito del Progetto “Re-Building The Future”, preceduto da tre giorni di convegni. Abbiamo realizzato una vera e propria galleria d’arte contemporanea all’aperto, coinvolto scuole, artisti e operatori culturali di livello internazionale, eppure non sono mancate le polemiche di chi lo ha considerato uno sperpero di soldi (sbagliando perché il finanziamento europeo era destinato a quello) ed è stato snobbato dai cosiddetti intellettuali nostrani forse perché non invitati a fare passerella.
(Francesco Italia sembra un fiume in piena. Inarrestabile nella sua voglia di comunicare quanto di buono il Comune sta facendo. Pacato e misurato, ci tiene a sottolineare che non parla di sé ma a nome di tutta l’Amministrazione. Si avverte il rammarico per la disinformazione e la mala fede con le quali vengono avanzate critiche. È evidente la delusione per quanti non apprezzano gli sforzi e gli impegni di questa sindacatura).
Elenca almeno tre cose che sei fiero di avere realizzato.
Non io, ma tutta l’Amministrazione: il Bando di igiene urbana, tanto atteso e che finalmente presto vedrà la sua conclusione; l’evento Re–building the future; lo sblocco della realizzazione del monumento ad Archimede che sarà inaugurato il prossimo 13 marzo, arenato nelle paludi della burocrazia; l’apertura e le visite dei siti minori (di cui abbiamo parlato prima). Ma ce ne sono tanti ancora. In estate avremo i campionati mondiali di canoa polo. Un evento sportivo di livello internazionale di grande richiamo. Lo abbiamo previsto come eco evento, ad impatto zero. Saranno, infatti, utilizzati materiali riciclabili, energie rinnovabili, bici elettriche, insomma sostenibile sotto ogni aspetto. Anche questo per me significa fare cultura, a 360 gradi. Nel 2017 ricorrerà l’anniversario della fondazione: Siracusa compie 2750 anni. Stiamo predisponendo una strategia di marketing ad ampio raggio in cui vorremmo coinvolgere la Città che spero risponderà adeguatamente.
E tre cose che vorresti realizzare prima della fine del mandato?
Stiamo lavorando per trasformare Siracusa in un Centro di Alta Formazione. Oltre all’Isisc, all’Inda, al Museo del Papiro, all’Università, al progetto della Business School, vogliamo dotare la nostra città di un’altra istituzione prestigiosa attraverso l’intervento di privati. Non posso ancora dire molto, è un progetto in itinere ma puntiamo a realizzare un Polo culturale di formazione interdisciplinare, che sia in grado al tempo stesso di promuovere e dare impulso alla cultura e alla creatività in città.
E il Teatro Comunale?
Dobbiamo superare il problema dell’impianto antincendio e reperire le risorse necessarie al completamento. Abbiamo diverse proposte molto interessanti che sono al vaglio dell’amministrazione ma su questo ancora non posso sbilanciarmi.
Sarà la sede della lirica?
Non credo lo si possa utilizzare solo come teatro lirico tradizionale, sia per le dimensioni ridotte degli spazi (orchestra, palco) sia per l’esiguo numero di posti. Una capienza di soli 480 posti non consente la remunerazione di opere liriche di grande concezione. Pensiamo, piuttosto, di utilizzarlo per eventi di dimensioni più contenute, dal teatro al balletto, alla lirica, alla musica jazz e da camera oltre che per la video proiezione in diretta di eventi culturali nazionali e internazionali come già avviene in altri teatri, ma anche come sede di congressi prestigiosi per colmare in parte la grossa lacuna del comparto del turismo congressuale a Siracusa e soddisfare la crescente richiesta.
Ci puoi anticipare gli eventi in calendario per la prossima stagione?
Riproporremo l’iniziativa “Letti di Notte” cha ha avuto un ottimo riscontro, così come la rassegna jazz “Labirinti Sonori”, “Ortigia Film Festival”. Ma avremo ancora anche Le feste Archimedee, il Festival del cinema del Quebec, il premio Tonino Accolla, l’International Jazz day, la Festa della Musica, una serata di balli risorgimentali, il Cinema in Piazza a Santa Lucia, Latomia Arte, La regata storica dei quartieri, l’Ares Festival… non vorrei dimenticare qualcosa, ma le iniziative sono parecchie. Nel 2017 vorremmo ospitare anche un importante Festival del Libro con il coinvolgimento diretto di Mondadori.
Come vedi la recente costituzione a Siracusa di Sinistra Italiana, una liberazione per questo Partito Democratico?
No. Mi sembra una perdita di risorse e di valori ma mi rendo conto, e la verifico quotidianamente, dell’assoluta incomunicabilità con una parte di sinistra che preferisce informarsi sui giornali e sui giornali proporsi alla collaborazione senza ricercare alcun confronto personale e diretto. Ma non mi va tanto di parlare di politica, sul Turismo non mi chiedi niente?
Io volevo chiederti se ti candidi a Sindaco… Francesco Italia si alza, mi saluta affettuosamente e mi congeda, non prima di aver pagato il conto al bar.

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