Asacom scuola, calpestati diritto allo studio e lavoro

Indifferenza della deputazione regionale e nazionale siracusana al dramma degli occupati. Da oggi disabili senza assistenza e famiglie angosciate

 

In queste ore il cuore di molti operatori sociali piange per i tanti studenti disabili delle scuole superiori di Siracusa che da lunedì 7 marzo si sono ritrovati da soli in classe per la sospensione del loro servizio di assistenza scolastica, un loro diritto riconosciuto e sancito dalla legge 104/92 all’art.13. Ancora si vuole sperare, anche se non si vuole cadere in facili illusioni, che il buon senso possa prevalere in nome di questi ragazzi che hanno bisogno della figura professionale e specialistica dell’Asacom per favorire il non facile processo di “inclusione scolastica” che è anche “integrazione sociale e relazionale” con gli altri e dare loro un “minimo essenziale di autonomia”. Ma possibile che le istituzioni politiche siano così “sorde” ed “insensibili” e che continuino a trattare gli Asacom (Assistenti alla comunicazione per gli studenti disabili) come una categoria lavorativa invisibile e non meritevole della loro attenzione?

Dopo 4 mesi ancora si è rimasti fermi allo stesso punto di partenza a discutere di sospensione o meno del servizio di assistenza scolastica Asacom, dei soldi che un giorno ci si vantava che ci fossero per pagare le Cooperative e le organizzazioni sociali, attraverso le quali viene erogato il servizio di operatori sociali nelle scuole superiori, e il giorno successivo all’annuncio “trionfale” ci si sentiva dire che misteriosamente non c’erano più. Sinceramente sia le cooperative che i propri operatori si sono stancati di essere trattati come oggetti o “Pupi” sia dalla Provincia che dalla Regione. Non si possono fare lavorare le organizzazioni sociali, che erogano questo servizio, grazie alla professionalità, la preparazione e la competenza degli Operatori Asacom, che non sono tutelati né contrattualmente e né finanziariamente, per mesi, per poi dire loro “Adesso sospendiamo il servizio”, “no, si, forse, magari prolunghiamo di un altro mese”.

E si è andati avanti per più di un anno con questa che è una sceneggiata dove nessuno ha colpa, dove si gioca allo scaricabarile tra Regione e Provincia per non prendersi alcuna responsabilità davanti alla legge, ognuno per le proprie competenze, e adesso la conseguenza della “sospensione” del servizio ricadrà, come è facile prevedere, sui disabili che frequentano le scuole superiori. Vergogna! Non c’è che da essere disgustati da questo schifo che è tutta una commedia delle parti nella quale a farne le spese sono le famiglie con i loro cari e gli operatori che si ritrovano privati di un lavoro già di per sè precario e che calpesta l’articolo 1 della Costituzione: la tutela del lavoro.

Sabato 5 marzo a molti operatori sociali all’uscita dalla scuola, alla fine del loro ultimo giorno di lavoro come Asacom, l’ultimo giorno di erogazione del servizio agli studenti disabili, sono risuonate le parole di stima, fiducia e amiciza dei genitori: “Grazie per quello che lei fa e per la sua serietà e professionalità”. È bello sentirselo dire dalla famiglia, dall’insegnante di sostegno… Sono parole che gratificano, che fanno amare questo bistrattato lavoro e spingono a continuare su questa professione e a cercare di migliorare sempre di più e, al di là delle difficoltà economiche, a non arrendersi mai.

Peccato che tali parole da lunedì si andranno a scontrare con quelle “burocratiche”, “impersonali” e “fredde” di una lettera della Provincia di Siracusa attraverso la quale, ed è un paradosso o una tragica commedia delle parti “rovesciate”, è addirittura l’Ente a voler sospendere il servizio Asacom in tutte le scuole superiori di Siracusa e del territorio aretuseo invitando cooperative ed organizzazioni a non continuare ad erogare il servizio di “assistenza scolastica” con la seguente motivazione: “Non registrando a tutt’oggi riscontri ai continui solleciti inviati alla Regione Siciliana per sanare le situazioni di squilibrio economico in cui versa l’Ente per i mancati trasferimenti e per le insufficienti risorse finanziarie disponibili, non si è nelle condizioni di impegnare somme e avviare una nuova contrattualizzazione per la prosecuzione del servizio ASACOM negli Istituti Scolastici Superiori”.

Sono parole dure e pesanti come macigni, se poi si legge alla fine di questa missiva che “i Dirigenti Scolastici, che leggono per conoscenza, avranno cura di avvertire le famiglie degli studenti beneficiari del servizio”. Come se il servizio Asacom fosse un lavoro ad “intermittenza che si può accendere e spegnere a seconda che le disponibilità “delle condizioni economiche di questa Amministrazione lo consentiranno”. Un altro appunto ci permettiamo di fare al commissario dell’Ente e agli altri funzionari che sbrigativamente hanno pensato bene di lavarsene le mani con una lettera di “sospensione” del servizio di cui gli studenti disabili non sono solo semplici “beneficiari”, perché la sopracitata Legge n.104/1992 e le altre leggi come la 328 del 2000 o le varie circolari in materia come la n.3 del 7 marzo 2005, che responsabilizzava gli enti pubblici siciliani a garantire il servizio specialistico nelle scuole a favore degli utenti in condizione di disabilità, nonché la Costituzione dovrebbero garantire diritti sacrosanti: il diritto allo studio, all’integrazione e all’inclusione scolastica ma anche e soprattutto all’inclusione sociale!

E adesso da lunedì cosa faranno le famiglie, gli studenti disabili che rimarranno soli in quelle ore non coperte dall’insegnante di sostegno, le cooperative sociali e le organizzazioni che dovranno comunicare ai tanti operatori che hanno perso di fatto il loro lavoro fino a quando “le condizioni economiche di questa Amministrazione non consentiranno la ripresa del servizio”? Complimenti ad una classe politica che solamente a parole “garantisce i servizi di assistenza scolastica” ai disabili! Nei fatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti: politiche disastrose di tagli ma anche di sprechi che a tutt’oggi continuano e che si vogliono far pagare facendole ricadere sulla pelle dei più deboli, i disabili, e degli operatori sociali che svolgono il loro lavoro con passione, come dimostrato dal loro “esserci” fino all’ultimo giorno. Un servizio che si vuole ricordare è parte integrante di un diritto allo studio sancito anche dalla Costituzione Italiana agli art. 2, 3, 32.

Signori Politici di ogni schieramento, cercate di garantire le risorse economiche e finanziarie alle organizzazioni sociali per tutelare il diritto al lavoro degli Asacom e salvate l’assistenza scolastica ai tanti studenti disabili delle scuole superiori delle ex province siciliane, invece di raccontare storie su progetti faraonici sul Ponte sullo Stretto di Messina o di litigare tra di voi in vista delle prossime elezioni regionali e politiche, perché su questi drammi da Voi provocati con superficialità sarete chiamati prima o poi a rispondere davanti ai cittadini. Ad un dramma se ne aggiunge un altro…

Ma la deputazione regionale, nazionale siracusana dov’è stata in queste ore drammatiche? Perché non danno segni di vita? Il problema non li riguarda?

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