Al Circolo Unione di Augusta presentato il docufilm di Lorenzo Daniele e Mauro Italia. “Fine Art Produzioni” testimonianza della vivacità culturale presente nel territorio
Ancora una proposta culturale di ottimo livello al circolo Unione di Augusta: il cinema documentaristico di qualità ha fatto capolino. “Tà gynaikeia. Cose di donne” è stato presentato in anteprima a un folto pubblico di attenti ed emozionati spettatori ad Augusta.
L’operazione di raccontare la Sicilia moderna attraverso la testimonianza di sei donne diverse per età e vissuti è stato possibile attraverso il legame profondo che lega la loro vita a quella dei territori e delle loro genti. Una fotografa palermitana, una vitivinicoltrice del ragusano, un’anziana donna dell’entroterra ennese, una scrittrice di romanzi dell’agrigentino, una giovane archeologa gelese, una famosa attrice catanese sono le protagoniste/testimoni della grande varietà di miti, leggende e culti legati alle donne, che nel tempo si sono avvicendati e in parte sovrapposti, divenendo elemento di coesione per tutte quelle popolazioni che hanno vissuto e continuano a vivere in quest’isola.
Un’operazione ardita quella di valorizzare l’immenso patrimonio archeologico siciliano attraverso una miscelazione accurata tra immagini e racconti, ottimamente legati da una sapiente operazione di montaggio efficace ed opportuna. Le musiche, alternate alla narrazione dell’attore augustano Davide Sbrogiò, hanno ben corroborato l’operazione documentaristica.
Gli autori, pur giovani, ma forti di passate esperienze variegate, vissute con sacrificio e determinazione, nel tipico contesto del “cu tu fa fari” hanno caparbiamente voluto assecondare le loro aspirazioni e, passo dopo passo, hanno dimostrato di aver raggiunto, con questa produzione, un’ottima padronanza nell’uso del mezzo cinematografico.
Lorenzo Daniele, giovane regista, con l’amico e socio Mauro Italia, hanno creato nella nostra città “Fine Art Produzioni”, una piccola realtà che tenta, restando nell’isola, di trovare spazi e iniziative che vogliono misurarsi col cinema di qualitàa carattere documentaristico. Collaborando con le principali soprintendenze e musei del territorio siciliano, con la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Catania, con modestia e rigore, hanno voluto sottoporsi al confronto e alla critica delle più affermate case cinematografiche partecipando al concorso per i David di Donatello riservato al settore. Con coraggio e dedizione sono riusciti a produrre un film, ascrivibile al piccolo ma prestigioso cinema archeologico, capace di tradurre i rigorosi dati scientifici in morbido racconto, in storie capaci di veicolare non solo informazioni, ma anche contenuti di portata universale, validi in ogni epoca e luogo.
“Tà gynaikéia. Cose di donne” rispecchia in pieno questa filosofia. Da una parte ci sono i reperti, le informazioni storiche, i miti e i culti legati al mondo femminile in Sicilia; dall’altra donne di oggi appartenenti a generazioni diverse, diverse anche per provenienza e vissuto. Ciascuna storia, indirettamente, trova sempre un collegamento con il mondo antico, mostrando come in fondo presente e passato non siano poi così distanti.
Una Sicilia che cresce e si impone, in un panorama lamentoso e gretto di chi straparla senza operare in concreto, che riscatta l’identità di un popolo che rifiuta di essere descritto, quasi sempre, con una rappresentazione macchiettistica piena di luoghi comuni.

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