In un saggio di Madeddu la duchessa di Floridia che diventò regina

Nata a Siracusa nel palazzo Borgia, all’angolo tra via Picherali e piazza Duomo, a soli 11 anni sposò un principe e, dopo la sua morte, stregò re Ferdinando di Borbone, vedovo di Carolina d’Austria, che la impalmò col rito morganatico

 

Siracusa, la città delle Regine. Detto così, alla quasi totalità dei siracusani potrebbe paradossalmente sembrare la sbruffoneria di un buontempone. E invece la frase è stata formulata da una persona colta e attendibile come Anselmo Madeddu, che sull’argomento ha stilato un breve saggio qualche anno addietro.

Il fatto è che nelle nostre scuole i libri di testo, ridondanti di storia nazionale, ignorano costituzionalmente le storie locali, il che può essere logico. E dunque le epopee delle doline del Carso, il Piave che mormorava, Cadorna e Diaz ai quali pomposamente dedicare vie cittadine, la marcia su Roma, i Mille, la spigolatrice di Sapri, tutte cose rispettabili e dovute.

Ma quanti insegnanti, anche oltre l’asetticità dei programmi ministeriali, forniscono ai giovani alunni informazioni, ancorché sintetiche, su fatti e personaggi siracusani di un recente passato? Ecco perché occorrono questi nostri richiami come opera di divulgazione. Lo stesso ha fatto lo storico Vittorio Belfiore che ha dedicato un libro ai siracusani negletti che immolarono la loro giovane esistenza nelle due guerre del secolo scorso.

E, per inciso, chi deve provvedere alla doverosa cura di rinverdire periodicamente sulle lapidi del Pantheon i nomi dei Caduti? Ma torniamo alle Regine di Siracusa. È lo stesso Madeddu ad enumerarle: Demarete, Filistide, Nereide, e poi le nove regine spagnole che a Siracusa ressero la Camera Reginale…

Tra le Regine celebriamo oggi Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, Principessa e poi Regina. Nacque a Siracusa nell’antico Palazzo Borgia di via Picherali, i cui balconi in parte si affacciano su Piazza Duomo. Figlia di Vincenzo duca di Floridia e di Dorotea Borgia, venne alla luce il 18 gennaio 1770.

All’età di 11 anni, bellissima com’era già, sposò Benedetto Grifeo del Bosco, e divenne così principessa di Partanna andando a vivere a Palermo, ma tornò frequentemente a Siracusa in casa Borgia. Nel 1812, racconta Madeddu, rimasta vedova, la sua straordinaria bellezza stregò perdutamente re Ferdinando di Borbone il quale, vedovo di Maria Carolina d’Austria, strinse d’assedio amoroso Lucia Migliaccio convincendola a sposarlo ancorché segretamente a Palermo. Trasferita la Corte dei Borbone a Napoli, Lucia visse la propria esistenza di moglie morganatica brillando di intelligenza e di umanità, tanto che il popolo la amò come “Regina Lucia”.

Ferdinando donò alla nuova moglie il Palazzo Partanna a Chiaia, ed in suo onore fece costruire una splendida villa-giardino panoramica al Vomero, che volle chiamare “La Floridiana” come omaggio al casato di Lucia. Le cronache del tempo tramandano il ricordo di una donna d’animo gentile, bruna, dagli occhi bellissimi, seducente, giovanile anche in età matura, lontana dagli intrighi di Corte, mitigando però i rigori di Ferdinando specie durante le repressioni dei moti popolari siciliani. Nel 1817 Lucia ottenne la elevazione di Siracusa a città capovalle, e alla morte di Ferdinando nel 1825 si ritirò nel Palazzo Partanna dove si spense a 56 anni il 26 aprile 1826.

Lucia Migliaccio è stata l’ultima delle Regine di Siracusa. “Sebbene – annotazione galante di Madeddu – ci sia chi è pronto a giurare che questa nostra città è ancora popolata…di regine” che ne percorrono quotidianamente le strade con la loro avvenenza.

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