E il “Don Camillo” di Guareschi candidato all’Oscar fu censurato

Accusato dalla Paramount di “anticlericalismo”, venne estromesso dalla nomination per il no di un italo inglese in contatto con la CIA

 

L’esecrabile esercizio del potere assoluto ha dato e continua a dare testimonianze di virulenza, magari in modo indiretto e ipocrita. La stampa ne è stata (e forse in alcuni casi ne è ancora) vittima privilegiata. Ben oltre il quotidiano, in cui un modo di censura viene applicata sotto forma di “consigli amichevoli” sussurrati a mezza bocca (col sigillo del “qui lo dico e qui lo nego”).Vale la pena dicitare oggi un esempio che, benché datato ai tempi del maccartismo statunitense, mette alla gogna un caso sconosciuto su cui è stata stesa una coltre di silenzio.

Vittima ne fu il grande Giovanni Guareschi, notissimoautore, in particolare, per avere dato vita agli immortali personaggi di Peppone e don Camillo.

Correva l’anno 1963 e l’Academy of motion pictures Arts and Sciences era impegnata nell’esaminare i film da inserirenelle nomination. Ai primi posti nella lista per l’Oscar destinato al miglior film straniero c’era “The little world of don Camillo”, versione americana del primo film tratto dai racconti di Guareschi che aveva avuto uno straripante successo in tutte le sale degli USA, con la voce narrante, per la cronaca, di un formidabile Orson Welles.

Ai vertici dell’Ufficio Censura Nazionale ed Estera della Paramount stava un certo Luigi G. Luraschi, italo-inglese che, oltre ad essere responsabile del benestare alla proiezione di certi film negli USA, era anche il contatto della CIA nel dorato mondo hollywoodiano. Fului a bollare di anticlericalismo “Don Camillo” facendolo estromettere dallanominatione quindi da una sicura assegnazione dell’Oscar.

Le aggettivazioni negative oggi potrebbero sprecarsi nei confronti di questo Carneade, vessillifero della imbecillità di una censura iconoclasta. Luraschi, e sono parole sue riportate in una intervista, ebbe a giustificarsi affermando che “la fine del film potrebbe indicare che in questi giorni sia possibile per i comunisti vivere felicemente insieme agli anti-comunisti”.

Il maccartismo mieteva vittime illustri anche tra i grandi nomi di Hollywood, nel tentativo di reprimere certi fermenti di progressismo per quanto malcelati sotto l’ideologia comunista. E l’ostracismo decretato, in eccesso, contro “Don Camillo” rimane nella storia nel settore classificato “imbecillità”.

Da leggere

CASTELLI IN ARIA, AL TEATRO GRECO

“Io veramente volevo nascere  scogghiu re ru frati” disse la sacra pietra. Per me che …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti