Video in 3D al castello Maniace col fruscio di un condizionatore

Un lavoro di pregio che racconta la storia delle fortificazioni della città di Siracusa, ma quei 25 minuti sono stati accompagnati da un continuo zzzzzzz. Pur segnalato, nessuno fa sistemare l’impianto, perché solo può farlo chi ne ha “specifiche competenze”.

 

Cortile del Castello Maniace: due sale espositive, ospitate in due edifici risalenti al XV e al XVII secolo, aperte nel maggio 2015, per arricchire e rendere ancora più interessante la visita a una delle meraviglie della nostra città. In quella sulla destra per chi entra, si è realizzato un piccolo museo che raccoglie i reperti architettonici, ceramiche e maioliche, dal XIII al XIX secolo, rinvenute nel corso degli scavi nel castello. Nell’altra, sulla sinistra, uno spazio espositivo per antiche cartografie che raccontano la storia del Maniace e della Piazzaforte di Siracusa.

Qui, da settembre scorso, in una saletta viene data la possibilità di godere di un video di breve durata, in tutto 25 minuti, realizzato per la Soprintendenza. A raccontare con immagini tridimensionali la storia delle fortificazioni della città l’impegno di un tecnico, Carlo Cicero, e la sapiente consulenza di una cittadina da tempo adottata da Siracusa, la studiosa di storia urbana della Facoltà di Architettura di Parigi Liliane Dufour, autrice di numerosi saggi di grandissimo valore su quelle eccezionali testimonianze del passato della Sicilia, specie di quella orientale, che probabilmente tanto l’hanno attratta da far sì che, a partire dagli anni ottanta, si sentisse figlia di questa terra.

Un lavoro di pregio, il video, che alterna le antiche fotografie a ricostruzioni e a proiezioni odierne dei luoghi per consentire allo spettatore di comprendere immediatamente quale fosse il disegno della città nelle sue diverse stratificazioni.

Anche questo un contributo in più per conoscere a fondo una città che giustamente sta diventando sempre più citata e consigliata dalle proposte turistiche, scenografia ormai di tantissime pubblicità: automobili, profumi, aperitivi. Inviti e sollecitazioni per visitarla, l’impegno di tanti (dall’assessore Francesco Italia al suo staff e agli operatori del settore) per promuoverla ma poi…, poi ci si può perdere in un bicchier d’acqua, si devono fare i conti con spese irrisorie che vengono rimandate per chissà quale ingranaggio arrugginito della burocrazia, o semplicemente per disattenzione, trascuratezza, cattiva volontà.

E così, mentre si sta seduti lì, affascinati dalle immagini che scorrono, tutti concentrati in esse, l’udito è funestato da un continuo e fastidioso ronzio, proveniente dalla sala vicina, che fa da cacofonico sottofondo alla musica scelta per accompagnare il video o che affossa definitivamente l’audio di pessima qualità di un altro, diverso, spezzone del filmato. Un fruscio insopportabile del condizionatore che forse avrebbe solo bisogno di un rapido intervento manuale per essere sistemato ma che, pur segnalato, nessuno autorizza a fare perché a tutto devono essere propedeutici ordini e visti, e tutto va eseguito solo da chi ne ha le “specifiche competenze”.

Guai a pensare di fare da soli: si potrebbe anche rischiare il posto di lavoro… metti che scivoli dalla scala su cui non eri formalmente autorizzato a salire. E’ come la storia del catenaccio alla sbarra d’accesso all’area antistante al castello che è ormai arrugginito e andrebbe cambiato, ma nessuno provvede. O come il totem che qualcuno del personale voleva posizionare in loco per attirare più persone alla visione del video: chissà di quali permessi ed elaborazioni avrebbe bisogno! Finisce come la consunta bandiera del Tribunale che il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati voleva cambiare, a proprie spese si intende. Ma poi è arrivato l’altolà: non è di sua competenza! e la bandiera italiana resta lì, uno straccio, a simbolo di una nazione che annaspa in un bicchier d’acqua.

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