Turisti imbufaliti all’ingresso del Teatro Greco di Palazzolo

Forte protesta: “In biglietteria siete quattro e non c’è nemmeno una guida…”. Nel parco archeologico pannelli senza didascalie, una fotocopia con sommarie informazioni e alle 13 il cancello chiude

 

Martedì mattina, 8 dicembre, l’Immacolata. Una giornata splendida a Siracusa e dintorni. Al sole bisogna sfilare i giacconi per non morire di caldo.

Biglietteria del teatro greco a Palazzolo. Purtroppo non tutti sono riusciti ad organizzarsi la domenica precedente per poter fruire gratuitamente delle tante opportunità di visitare le mille ricchezze che propone il nostro territorio. Molti, anche della provincia, hanno percorso chilometri per essere qui, disposti a pagare il biglietto per ammirare le bellezze del passato, c’è chi arriva da Lentini…

E da loro, una comitiva di 6 persone, 3 coppie di cinquantenni, arriva la protesta più veemente: i toni si alzano, le parolacce si sprecano. Bersaglio gli impiegati della Soprintendenza presenti nei pressi della biglietteria. Sono in quattro e, in verità, non si comprende perché siano tanti, quali siano le mansioni loro affidate. In particolare è la cassiera ad essere investita dagli improperi.

“Vergogna! Neanche una qualche indicazione leggibile sui luoghi. Nessuna indicazione all’interno che illustri gli aspetti più significativi! Almeno uno di voi potrebbe fare da guida! Abbiamo pagato ciascuno 4 euro, non è poco, e dentro nessuno comprende nulla di ciò che vede. Ma perché non fate lavorare qualche giovane? Ditelo, ditelo a chi vi mette qui a non far niente”.

In effetti nell’area archeologica mancano le didascalie per illustrare i resti di un passato che pochi riescono a decifrare. In biglietteria sono finite (e non certo per la massiccia presenza dei visitatori) le copie in lingua italiana delle generiche informazioni scaricate forse da Wikipedia, decisamente sommarie. Gira solo una fotocopia, illeggibile, … e bisogna anche restituirle all’uscita, non è possibile neanche conservarle per portarle con sé, per ricordo, come per lo più si usa fare.

Basta sostare vicino alla biglietteria per una mezzora per intercettare le continue proteste: sono molti, quasi tutti quelli che già hanno terminato la visita, a lamentare qualcosa all’uscita, e ci restano male se vedono che gli impiegati non reagiscono come dovrebbero; perché dovrebbero cercare di spiegare qualcosa, sì: anche di difendere l’indifendibile, e invece la reazione prevalente è la rassegnazione se non l’indifferenza a quel che ascoltano. Da capire anche loro, assuefatti probabilmente a invettive che sanno rivolte ad altri, a quelli che sono negli uffici, che organizzano, che dovrebbero organizzare.

Ma forse il peggio è quello che accade verso le 13, a mezzora dalla chiusura. Il sito non riaprirà nel pomeriggio, non si è pensato per esempio a realizzare, con i quattro impiegati in servizio, due turni per prolungare l’orario di apertura e agevolare i visitatori. Questa volta il gruppo è composto da una decina di coppie, giovani, con qualche bimbo al seguito. Non c’è più tempo, il sito sta per chiudere, non si riuscirebbe neanche a visitarlo tutto. Sfumano, in nome di una flessibilità che serve solo per togliere diritti alle nuove generazioni, ben 20 biglietti, 80 euro che probabilmente non si recupereranno più, o chissà quando.

Nessuno delle 10 coppie potrà raccontare com’era suggestivo quel posto in quella giornata quasi di primavera, nessun effetto domino quindi. Non solo la pubblicità più efficace in assoluto, quella di chi per conoscenza diretta magnifica luoghi e monumenti, si è persa, irrimediabilmente, ma di certo, parlando con amici e conoscenti, non una sola critica verrà omessa.

Da leggere

CASTELLI IN ARIA, AL TEATRO GRECO

“Io veramente volevo nascere  scogghiu re ru frati” disse la sacra pietra. Per me che …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti