Sabato 9 gennaio l’operetta-musical di Leon Bard, “La Duchessa del Bal Tabarin”. Venerdì 29 il “Grand Guignol all’italiana” di Vittorio Franceschi. Motto di quest’anno: “Ridi e pensa”. Il direttore artistico Lo Monaco: “L’umorismo come motore di ricognizione dell’animo umano”
Il “Teatro Tina Di Lorenzo” della città di Noto si appresta a divenire uno dei poli culturali ed artistici più floridi del Sud Est siciliano. Lo confermano le presenze, le testimonianze, la caratura internazionale degli artisti che ne hanno calcato il palcoscenico e la resa delle opere stesse, riflesso di un fil rouge manageriale e tecnico. Fondazione Teatro di Noto e dirigenza artistica da un lato e competenza di settore dall’altro generano una certa awarness nei fruitori e visitatori.
Il merito, come confermato dal sindaco nonché presidente della Fondazione, Corrado Bonfanti, va a tutti coloro che, in questi anni, si sono prodigati per la resa ottimale della macchina teatrale. A ben vedere, un plauso va fatto al direttore artistico Sebastiano Lo Monaco, che con eccellente vis è riuscito a convogliare l’essenza della rappresentazione teatrale, rea di una costante tensione tra finzione e realtà, tra attore e fruitore, selezionando accuratamente un differente leit motiv o “motto” per ogni singola stagione.
Ad esempio, il motto di quest’anno è “Ridi e pensa”, che utilizza l’espediente dell’ilarità come mezzo con il quale persuadere il pubblico, sfruttando il “momento catartico” che il teatro per sua stessa natura genera, mantenendo una finestra sul mondo e sulle sue costanti evoluzioni sociali. Ad aprire i battenti giovedì 3 dicembre è stato Vincenzo Salemme con lo spettacolo “Sogni e bisogni, incubi e risvegli” scritto dall’artista napoletano nel 1995 con il titolo di “Io e lui”, in overbooking già da diversi giorni prima. Il dramma comico fa un chiaro riferimento al celebre romanzo di Moravia, il cui intreccio narrativo è tra un uomo e il suo pene, ma nella commedia di Salemme “lui” si stacca materialmente dal corpo del suo “titolare” e diventa egli stesso un uomo.
Il 16 dicembre, è stato poi presentato un lavoro di Valerio Massimo Manfredi dal titolo “Il mio nome è Nessuno, l’Ulisse”, protagonista Sebastiano Lo Monaco con Maria Rosaria Carli, Turi Moricca, Carlo Calderone e un’orchestra di 14 sassofonisti; regia affidata a Alessio Pizzech. La Compagnia del Teatro al Massimo Stabile di Palermo, sabato 9 gennaio 2016, rappresenterà l’operetta-musical di Leon Bard, “La Duchessa del Bal Tabarin”, con gli esperti Elena D’Angelo e Umberto Scida che firma anche la regia. Venerdì 29 gennaio, Lunetta Savino, diretta da Alessandro D’Alatri, sarà la protagonista di “Grand Guignol all’italiana” di Vittorio Franceschi.
Questi alcune delle 11 rappresentazioni in calendario. Ciò detto, il “Tina Di Lorenzo” sarà protagonista anche con la prosa e la lirica, quest’ultima forte della professionalità del direttore della sezione lirico-operistica Marcello Giordani; ultimo ma non per importanza il Teatro Ragazzi ed una serie di eventi di importanza nazionale che ne fanno un polo culturale di grande rilievo nella provincia, per un mix di spessore e poliedrico.
Direttore Lo Monaco, perché la scelta dell’ilarità, del non prendersi mai troppo sul serio, come “motto” di questa stagione?
“Ritengo che l’umorismo e l’ilarità che esso genera sia il motore di ricognizione dell’animo umano, ci permette di essere riflessivi ed empatici facendoci conoscere il tumultuoso sistema di sentimenti che muovono il nostro vivere. Ridere è la causa e l’effetto con il quale gli artisti, che ospiteremo quest’annata, ci introdurranno all’interno delle storie che ci racconteranno, in medias res: storie che riguardano tutti noi.
Ma accanto alla comicità dei tanti eccellenti artisti del panorama italiano, abbiamo voluto omaggiare il nostro pubblico con l’incommensurabile Moni Ovadia, dove si suggella il motto “Ridi e pensa” attraverso l’antico rito dell’ascolto dell’affabulatore, accompagnato da Mario Incudine, artista che coniuga la musica e la parola all’impegno civile. Dunque le nostre serate saranno condite da attori nuovi e vecchi della scena nazionale”.
Dunque umorismo e non semplice comicità: “non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt’al più sorridere”, di pirandelliana memoria. E’ questo l’obiettivo categorico della stagione da poco cominciata.

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