Sainthorto: il miracolo di una città partecipata?

Un orto-giardino interattivo, progetto dell’architetto siciliano Francesco Lipari, prende vita nell’Artemision di Palazzo Vermexio nell’ambito della manifestazione “Il Gusto della Luce”, ideata e curata da Impact Hub Siracusa e promossa dall’Area marina protetta del Plemmirio e dal Comune di Siracusa in occasione di Expo Milano

 

Cosa ci vuole per riappropriarsi di uno spazio pubblico? Potremmo tirare in ballo le migliori teorie di progettazione partecipata per rispondere alla domanda: open governance o cittadinanza attiva? Quanto vi sono familiari queste parole? Scappiamo dall’inglese anche se aiuta molto a definire verosimilmente l’attitudine alla partecipazione tipica dei paesi del nord Europa verso questi temi e torniamo alla nostra lingua, oppure scivoliamo ancor più indietro nel passato per recuperarne un’altra – il greco – oggi tornata di moda quando si parla di partecipazione popolare: agorà è una parola per noi ancora familiare?

Perché a guardarsi in giro non si direbbe. Viviamo nella terra degli spazi aperti, delle piazze, di luoghi che in passato connotavano la vita di relazione di una comunità, luoghi che oggi costa fatica riempire di contenuti ma ancor di più incapaci di destare il desiderio di prendersene cura da parte della comunità che li vive.

Perché? Potremmo sciorinare una sfilza di luoghi comuni sull’alienazione urbana, la crisi di valori, la disoccupazione che abbrutisce, la politica sorda ai bisogni dei cittadini, eppure ad un ascoltatore attento, secondo me, non convincono. Si aspetta di più. Si aspetta che qualcuno arrivi a smontare questi alibi come succede nei film gialli.

Ma non è il deus ex machina che arriva dal cielo a risolvere le pene dell’umanità tipico delle tragedie greche. No. Ha un nome ancora più avvincente lo smarcatore di alibi: si chiama intelligenza collettiva ed è il motore più potente al mondo per costruire un progetto di città condivisa.

Insomma cosa può succedere quando un gruppo di persone cominciano a relazionarsi positivamente tra di loro, disinnescando il meccanismo dell’homo homini lupus?

(Detto latino che risuonava lapidario nelle teste di noi studenti ai tempi della scuola, ma anche nelle teste di generazioni di italiani cresciuti con la mentalità che a pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca..)

E’ quello che vorrebbe innescare Sainthorto, una installazione dell’architetto siciliano Francesco Lipari allestita all’interno dei giardini dell’Artemision di Palazzo Vermexio, la casa dei cittadini siracusani.

Prende vita grazie alla manifestazione “Il Gusto della Luce”, un’iniziativa promossa dall’area marina protetta del Plemmirio e dal comune di Siracusa all’interno del programma Expo e Territori lanciato dal Ministero dell’Ambiente in occasione di Expo Milano, ideata e curata da Impact Hub Siracusa.

Sainthorto è il progetto di un orto-giardino interattivo che, grazie ad Arduino (scheda elettronica open-source per realizzare progetti interattivi) e una buona dose di creatività,  dialoga con l’ambiente producendo un paesaggio sonoro dove la melodia cambia al mutare dei parametri ambientali e metereologici creando uno spazio sempre inedito.

Un’isola esperienziale che attiva i sensi per il benessere di persone e piante collocata in un luogo simbolico come i giardini dell’Artemision, poco frequentati dai Siracusani e molto attraenti per i turisti, un’oasi di verde nel cuore del nostro centro storico.

Cosa succederebbe se prendessimo l’abitudine di frequentare quel posto come se fosse un parco urbano? Andarci con un libro da leggere, incontrarci  un amico o portarci i bambini a giocare?

Ci auguriamo che Sainthorto faccia il miracolo e si trasformi in una installazione capace di avvicinare le persone a degli spazi pubblici poco vissuti, capace di suscitare domande sul suo meccanismo (arduino è il simbolo della libertà creativa, del genio alla portata di tutti) capace di far scoprire la bellezza ed il valore dell’orto-cultura nel cuore di un centro urbanizzato.

Un parco di tutti e per tutti, accessibile e bisognoso delle attenzioni di tutti, perché solo una collettività coesa può generare il salto di qualità verso una città più bella e vivibile.

Ci auguriamo che porti fortuna e diventi il simbolo di questa manifestazione connessa all’Expo di Milano che desidera cogliere l’opportunità della grande visibilità che i nostri territori hanno ed avranno in questi mesi da parte dei media mondiali per mostrare una Siracusa vivibile, attenta all’innovazione e soprattutto ai beni comuni.

 

Tutte le iniziative della manifestazione le trovate sul sito: www.exposiracusa.it/expo-e-territori-il-gusto-della-luce

 

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