Il parere finale del CRPPN, che raccoglie tutto il lavoro fatto, è stato trasmesso all’ARS attraverso la Presidenza della Regione per finire sul tavolo della IV Commissione Ambiente e Territorio. Il Presidente della Commissione Giampiero Trizzino è già all’arrivo con la bandiera pronta
Sì, siamo quasi arrivati, mancano pochi metri ma sono i più faticosi. È stata una maratona che è durata 5 anni, fatta di alti e bassi, di scatti in avanti, di rallentamenti, di sudore, di fatica e di resistenza, come tutte le corse lunghe che si rispettino. Le tappe le conosciamo tutti, sigillate dai decreti di vincolo biennale degli anni 2011 e 2013, ma quello che non sappiamo, e che invece merita di essere detto, è che non ci sarà un vincitore ma una squadra di vincitori, a volte anche in dissenso tra di loro, a volte gli uni contro gli altri armati, sempre con un obiettivo comune: l’istituzione della riserva terrestre di Capo Murro di Porco come bene comune e partner ideale della riserva marina sottostante. Arriveremo al traguardo felici di avere fatto il nostro dovere di cittadini.
Anch’io sento di averlo fatto, come cittadina prima e come assessore regionale al Territorio e Ambiente, seppure per pochi mesi. Dopo un anno in cui l’attività del CRPPN sull’argomento ‘Pillirina’ era stata esautorata dall’allora assessore Mariella Lo Bello per spostare la decisione su altri tavoli, il Consiglio regionale ha ricominciato a occuparsene su mia espressa richiesta. Dai verbali del 26 giugno 2014, non c’è stata una riunione del CRPPN che abbia trascurato il tema dell’istituzione della riserva, soprattutto alla luce della sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato l’istituzione della riserva di Pachino sulla base di una mancata concertazione con gli enti locali, come prevede la normativa nazionale, ma non quella regionale.
Per ovviare a questa lacuna della nostra legislazione, in attesa di una nuova legge sui Parchi e Riserve, depositata con 107 articoli in IV Commissione ARS il 31 luglio 2014, e soprattutto per scongiurare che l’istituzione della riserva Capo Murro di Porco potesse fare la fine di quella di Pachino, ho chiesto che fosse redatta una relazione puntuale sulle valenze paesaggistiche e archeologiche della preriserva o fascia B; che fosse convocato il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, in una seduta del CRPPN per pronunciarsi sulla riserva.
E così si è ricominciato a correre, ho ricevuto il testimone da chi, prima di me, aveva bruciato le prime tappe e l’ho restituito a chi ha tallonato il Sindaco Garozzo e il nuovo assessore Croce. Grande il risultato del pressing delle associazioni, dentro e fuori SOS Siracusa, per arrivare al pronunciamento positivo del sindaco e prepararsi allo sprint finale con la nuova relazione sul valore della preriserva, già pronta da qualche mese.
Lo scorso 23 giugno il parere finale del CRPPN, che raccoglie tutto il lavoro fatto e che legittima l’istituzione della riserva, è stato trasmesso all’ARS attraverso la Presidenza della Regione per finire sul tavolo della IV Commissione Ambiente e Territorio entro 2 settimane. Il Presidente della Commissione Giampiero Trizzino è già all’arrivo con la bandiera pronta. Tutti vincitori, tagliamo il traguardo e prepariamoci alla festa.
Nella seduta del 26 giugno scorso, infatti, il Consiglio regionale per la protezione del patrimonio naturale (Crppn), organo deputato a esprimere pareri sulla istituzione di nuovi parchi e riserve, ha ritenuto opportuno procedere solo dopo aver ascoltato il parere del sindaco di Siracusa, cioè del Comune in cui ricade l’istituenda riserva. La decisione, peraltro, pur essendo stata presa a fine giugno, è rispettosa della recente sentenza della Corte Costituzionale n. 212 del 18 luglio scorso, che ha sancito l’illegittimità della legge regionale su Parchi e Riserve nella parte in cui non prevede la partecipazione degli enti locali (Comuni e Provincie) nel procedimento istitutivo delle aree protette.

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