Nel maggio del ’78 l’attrice Lydia Alfonsi consegnò al celebre navigatore il premio internazionale Il Paladino. “Amo questa città – dichiarò – ma il mio spirito si ribella alla sedentarietà, le mie inquietudini mi spingono sempre oltre le colonne d’Ercole della vita”
Ambrogio Fogar, indimenticabile “Ulisse” dei nostri giorni, tra una impresa e l’altra amava tornare a Siracusa in incognito, dopo aver sperimentato fino a quale limite la solitudine dell’uomo poteva spingersi in balia della Natura. Famosa resterà, tra le tantissime, quella volta in cui, in compagnia di un amico (che in quella occasione perse la vita per inedia) rimase per lungo tempo alla deriva tra i flutti oceanici, dentro un gommone, a causa del naufragio della sua imbarcazione.
Durante una delle visite a Siracusa col suo catamarano “Enterprise” mi rilasciò un’intervista in cui, tra l’altro, ebbe a dire: “Amo questa città, questa vostra Siracusa dal prestigioso passato. Qui avrei voluto nascere, e avrei voluto vivere nella maestà di incomparabili monumenti, per respirare la storia di millenni gloriosi, dove abitarono Platone e Archimede. Ma il mio spirito si ribella alla sedentarietà, e le mie inquietudini mi spingono sempre oltre tutte le “colonne d’Ercole” della vita, la mia curiosità di conoscere e sperimentare “l’oltre” mi trascina sempre più lontano. Siracusa però rimane nei miei pensieri e nei miei sentimenti, e forse un giorno, se e quando il mio peregrinare si sarà acquietato, verrò a vivere in Ortigia davanti al mare di levante che alimenterà, col suo orizzonte lontano, quel senso di infinito che è nella mia anima…”.
Ambrogio Fogar in quei giorni stava provando una nuova variante della sua “Enterprise” per una prossima impresa in solitario, e aveva trovato momentanea ospitalità tra gli approdi della Juvenilia dove lo aveva incontrato Saro Cianci (anch’egli appassionato sportivo del mare e ben noto personaggio a Siracusa). Fu Saro Cianci a telefonarmi per darmi la ghiotta notizia dell’arrivo in incognito di Fogar. Due sere dopo, al “Teatro di Sicilia”, organizzai una tra le tante memorabili serate, e questa volta con Fogar come ospite d’onore. A lui la famosa attrice Lydia Alfonsi, siracusana d’adozione e madrina di alcune nostre importanti iniziative culturali, consegnò il “Premio Internazionale Sicilia-il Paladino”. Era il maggio del 1978, e la serata fu condotta, con spigliatezza ed eleganza, da Ada Valvo.

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