“Resistere sulla illegittima richiesta Open Land di esosi risarcimenti”

L’avv. Corrado Giuliano (Legambiente): “La politica siracusana è troppo disattenta nonostante i gravi pericoli che corre la città e il suo patrimonio”. Ai parlamentari: “Sollevate la questione siracusana in ambito nazionale”

Ha forse il senso di un ultimo appello quello rivolto dall’avvocato Corrado Giuliano ai deputati regionali e nazionali di Siracusa affinché prendano una netta posizione in difesa da una parte dell’integrità del territorio (per la frazione ancora salvabile che si riduce via via di più) e dall’altra della stessa tenuta amministrativa del Comune. I progetti di edificazione, dalla balza dell’Epipoli alla costa del Plemmirio, rischiano di travolgere, e stravolgere, gli ultimi spazi di naturalità e di identità storica della città mentre, su un fronte diverso, parimenti esiziale, si profila l’ipotesi di dover far fronte a risarcimenti milionari. Nonostante troppo spesso si leggano articoli che sembrano quasi voler precorrere gli eventi, che “con agile speme” affermano che sì, il Comune deve versare intanto 20 milioni perché la perizia del dottor Pace è stata “depositata” e les jeux sont faits, la verità è che ancora tutto è sub judice e, qui il problema, non è detto che il gioco sia ad armi pari.

Le forze in campo appaiono di diverso peso specifico: da una parte la massima concentrazione e ogni sforzo sull’obiettivo da perseguire, dall’altra la disattenzione dei più, di una città incapace di reagire con forza e orgoglio a un pericolo imminente, e immotivato, un disinteresse inspiegabile anche da parte di chi, su altri versanti, per altre finalità, ingaggia lotte titaniche e instancabili.

Scrive l’avvocato Giuliano: “Nell’interesse di Legambiente e della città tutta stiamo elaborando con bravissimi professionisti una serie di iniziative difensive sia per contrastare l’illegittima richiesta di esosi risarcimenti e/o nuove possibili cementificazioni in aree vincolate spuntando attacchi giudiziari raffinati ma, a nostro giudizio, del tutto pretestuosi, sia per sensibilizzare il massimo organo di giustizia amministrativa siciliana affinché accolga le nostre fondate ragioni di diritto.

Finora la politica al di là, nella migliore ipotesi, di generiche manifestazioni di adesione, nella peggiore di silenzio e connivenza, per questa vicenda che coinvolge istituzioni e la più alta giurisdizione amministrativa siciliana,  non ha ancora battuto un colpo di pari qualità, ed è altresì evidente la grande debolezza interna dell’Amministrazione regionale anche a istruire i contenziosi siracusani e a reperire atti utili alla difesa, soprattutto se si pensa che l’avvocato dello Stato a Palermo è sommerso da circa 3000 contenziosi.

Una proposta di collaborazione istituzionale da parte della Soprintendente Basile è stata inspiegabilmente e immotivatamente respinta dal dottor Gelardi, funzionario regionale stimabile ma, in questo caso, forse  suggestionato da pressioni ambientali sia interne all’amministrazione che esterne.

Occorre quindi la vostra vigile attenzione e presenza.

Scrivo a Marika Cirone De Marco perché ha dimostrato in questi anni particolare impegno, in quanto ho avuto modo di apprezzarne qualità, competenze, capacità e poteri istituzionali per intervenire, a Sofia Amoddio e Pippo Zappulla perché da parlamentari nazionali hanno dimostrato pari attenzione e sensibilità per le questioni ambientali e per la trasparenza amministrativa, e, capaci come sono, potranno sollevare in ambito nazionale, presso il Ministero, l’Unesco e gli altri organismi di tutela, comunitari e internazionali, la gravissima questione siciliana e siracusana,  e infine  perché ben potranno assumere questa esperienza per la loro riflessione sulla importante questione costituzionale che, con il titolo V, impone una rivisitazione dei poteri e delle attribuzioni delle Regioni a Statuto Speciale, sullo Statuto Siciliano che ha impedito per tre quarti di secolo ed impedisce una piena tutela dei beni ambientali, urbanistici, paesaggistici all’altezza della civiltà di diritto europeo che, oltre lo Stretto, si è formata e si sviluppa ogni giorno. I tempi sono strettissimi e troppo gravi i pericoli che, senza reali ragioni, corre la città e il suo patrimonio. Spero sinceramente da Voi un concreto e immediato intervento e interessamento, oltre che ovviamente un cenno di riscontro”.

“Eppure – ha aggiunto l’avvocato Giuliano in un nostro successivo colloquio – esistono qui, tra noi, intelligenze e competenze che potrebbero rimediare alla debolezza della politica e alla distorsione colpevole del suo apparato, professionalità che sono assolutamente in grado di fornire quel contributo giuridico e istituzionale indispensabile in circostanze come queste, di reale emergenza. Lo voglio fare un nome perché si tratta di personalità di autentica preparazione. , e negli ultimi 14 anni Capo Ufficio Legale della Azienda Foreste Demaniali, segato, con l’abolizione stessa dell’ufficio, per il suo  impegno professionale anche nella spinosa e impopolare difesa dei demani siciliani, potrebbe rappresentare una risorsa spendibile in questo momento. Entrato per concorso in uno degli uffici legislativi al tempo più’ autorevoli, ha esperienze concrete di gestione e dirigenza di un ufficio legale, ha al suo attivo meriti, contenziosi, pareri, che dimostrano, a differenza di altri, la qualità oggettiva della sua formazione. Oggi, non considerare la possibilità di avvalersi del suo acume e della sua preparazione giuridica sarebbe davvero insensato”.

 

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