Raccapriccianti dichiarazioni del presidente di una delle imprese più contestate del Petrolchimico nel corso di un convegno al Comune: “Morti e malformazioni non c’entrano nulla con le aziende del territorio”
Se chiediamo a un qualsiasi siracusano qual è, a suo parere, la qualità dell’aria del nostro territorio è indubbio che la risposta che riceveremmo sarebbe una sola e non lascerebbe nessuno spazio alle interpretazioni o alle argomentazioni. La risposta certa dei siracusani è quella che da anni le associazioni ambientaliste, i movimenti spontanei, i semplici cittadini e, in taluni casi, anche gli amministratori hanno gridato a gran voce, richiedendo controlli, analisi e misure di contrasto agli odori spesso nauseabondi che arrivano a riempire anche gli spazi più intimi e piccoli delle nostre case. Odori la cui provenienza è certa (come la risposta), odori che ricordano come da anni il nostro territorio è martoriato dall’inquinamento proveniente dal polo petrolchimico. La correlazione tra gli effetti di questo inquinamento e la nostra salute è anch’essa certa, perché ormai dopo anni di industrializzazione sono tanti gli studi e gli approfondimenti che organizzazioni anche internazionali hanno condotto nel territorio: alcuni dati non possono essere negati come il tasso di mortalità infantile e di malformazioni che si sono avute (e si hanno) nel quadrilatero industriale. Evidenze che possono essere sottaciute solo se si ha interessi a tacitarle.
A tal proposito, è accaduto, per esempio, qualche giorno fa di sentire dichiarazioni raccapriccianti da parte del dott. Garrone, presidente di Erg (che ormai, dopo la vendita di Isab Energye Raffinerie e della rete di distribuzione avvenuta nel 2014, ha a Siracusa solo l’impianto eolico più grande d’Italia). Durante il convegno dell’Almanacco Erg, nella sala Borsellino di Palazzo Vermexio, il dott. Garrone ha dichiarato, in contrasto con quanto affermato dalla letteratura internazionale, che l’inquinamento industriale non esiste, che il manifatturiero a Siracusa è stato demonizzato, le morti e le malformazioni avutisi non sono per niente da mettere in relazione con le attività industriali insediate nel territorio. Insomma nessun nesso causa ed effetto, tutto a posto, nessun problema esistente. Il dott. Garrone ci è rimasto anche male perché quando era proprietario di mezzo polo industriale non ha potuto “allargarsi” perché qualche politico ambientalista, per raccogliere voti, non gli ha permesso di costruire il rigassificatore: “Dieci anni e venti milioni persi per ricevere nessuna risposta”.
Il dott. Garrone, pubblicamente, richiede coccole per gli imprenditori. Dice: “Sono gli unici che consentono guadagni. Non c’è altra via perché il pubblico non ha più risorse”. Saremmo disponibile a coccolarli questi imprenditori, a dargli tutto l’affetto di cui hanno bisogno, ad abbracciarli e ad onorarli come si deve a chi produce lavoro in un territorio; ma loro sono stati disponibili (e sono disponibili) a prendersi le loro responsabilità sui disastri ambientali che i loro “giocattoli” creano nell’ambiente, sono disponibili a pagarne le conseguenze, a coccolare nella stessa maniera i propri dipendenti e gli abitanti dei territori dove hanno posizionato le loro industrie? Sono disponibili ad avere un rapporto alla pari e a investire abbastanza sulla sicurezza e sulla qualità della nostra aria, delle nostre acque e del nostro suolo? La storia, purtroppo, ci dice di no e le dichiarazioni del dott. Garrone non fanno altro che confermare quanto la storia ci dice. I cittadini del quadrilatero industriale si sono accorti che qualcosa è mancato, che i profitti hanno avuto la meglio sulla qualità della vita e della salute. Se ne sono accorti i cittadini, le amministrazioni, i politici che protestano ogni qual volta che l’aria si ammorba per le emissioni puzzolenti del petrolchimico. E si rivolgono anche ai magistrati: quei magistrati che secondo il dott. Garrone hanno lavorato solo perché “hanno voluto autoaffermarsi”, hanno avuto avere il loro momento di gloria, facendo tanto rumore per nulla.
Intanto Siracusa, la città di Siracusa, non ci sta e chiede che l’aria venga ben monitorata, che ai tavoli tecnici e alle conferenze di servizio i propri amministratori partecipino a pieno diritto e si attrezza con esperti e sinergie per evitare che quanto affermato dal dott. Garrone sia causa di ulteriori morti e malformazioni nel nostro territorio.

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