Il grande romanziere: “Nell’arte del governo temporale solo violenza, duplicità e frequente malversazione”, “È più facile che l’inimicizia si faccia alleanza: l’inimicizia che non conobbe mai amicizia può trovare un accordo più facilmente”.
Apri un giornale qualunque oppure accendi un qualunque TG, l’inondazione di malenotizie ti arriva alla gola. E così ti ricordi di avere letto da ragazzo le parole di un Grande come Thomas Stearns Eliot nel suo “Murder in the Cathedral” ambientato nel 1170. Rileggendole, quelle parole sembrano scritte oggi per quello che ogni giorno succede.
“Il destino attende nella mano di Dio – scrive Eliot – non nelle mani degli uomini di Stato che, chi bene chi male, fanno piani ed enigmi mentre i loro scopi gli si trasmutano in mano secondo la trama del tempo”. E quando si apprende di litigi e scissioni nella politica, mentre i protagonisti auspicano riappacificazioni, Eliot interviene: “Quale pace potrà mai sorgere tra l’incudine e il martello?”. E affondando poi il dito nella piaga: “Non vedo proprio nulla di conclusivo nell’arte del governo temporale, se non violenza, duplicità e frequente malversazione. Comanda il Re o comandano i Baroni, il forte con la forza e il debole con l’opportunismo, essi hanno una sola legge: d’afferrare il potere e di tenerlo. E chi è deciso può manovrare la cupidigia degli altri, mentre il debole è divorato dalla propria”.
Così non dobbiamo meravigliarci quando due che in politica erano amici rompono l’amicizia. Eliot ammonisce: “La costanza nell’amicizia non dipende da noi, ma dalle circostanze. Una falsa amicizia può diventare vera. Ma, troncata una volta, la vera amicizia non si può più rammendare. È più facile che l’inimicizia si faccia alleanza: l’inimicizia che non conobbe mai amicizia può trovare un accordo più facilmente”.
Ma, ci chiediamo oggi, che cosa possiamo aspettarci di buono dal futuro? Eliot ce lo spiega: “Noi non sappiamo molto del futuro se non che di generazione in generazione sempre accadono, ripetendosi, le stesse cose: nascite, morti, sponsali, guerre dissennate, odio e violenza… Gli uomini apprendono poco dalla esperienza propria o da quella altrui. Ma nella vita dell’uomo non ritorna mai lo stesso tempo. Soltanto lo sciocco, fisso nella sua follia, può pensare di poter fare girare lui la ruota nella quale egli gira“.
Per chi infine vuole tornare su quanto ha fatto per adornarlo in meglio e renderlo più appariscente, Eliot sentenzia: “Il meglio è nemico del bene”.

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