Ares Film Festival di Siracusa. Per un attimo i due protagonisti palermitani assumono le vesti di Vladimir ed Estragone (Aspettando Godot) latori di una testimonianza salace del ”nonsense” dell’esistenza umana, con caratteri sempre più cangianti nella galleria delle maschere umane
Si è svolto in seno alla rassegna di cinematografia internazionale, Ares Film festival, un incontro con una giovane studiosa di teatro. Si tratta di Filippa Ilardo. Con passione ha sperimentato un’analisi filologica dell’opera del compianto Franco Scaldati.
Presentato dalla giovane quanto frizzante associazione Greca Levante, presieduta dal sempre presente Paolo Rubera, il lavoro di Filippa percorre con coraggio intellettuale la stupefacente originalità dell’artista scomparso un anno fa. Si tratta della riedizione di un testo andato esaurito su tutto il territorio nazionale, Antò e Vicè, che grazie a Filippa e a una giovane casa editrice emiliana, La Qe press di Imola, ritorna, stavolta servendosi delle nuove tecnologie informatiche.
Scaldati, che solo dopo la sua scomparsa assurge ad artista di inimitabile capacità drammaturgica, sfida ogni stilema narrativo riconducibile ai Becket, ai Brecht o ai Pirandello, per approdare ad una rivoluzionaria quanto surreale visione dell’esperienza umana. Una “discesa “nei quartieri più poveri, una rivalutazione di quell’idioma che solo i palermitani con la loro musicalità sono riusciti ad infondere alla loro “lingua “.
Antò e Vicè possono per un attimo diventare i protagonisti di Aspettando Godot, Vladimir ed Estragone, latori di una testimonianza netta, quanto inclemente, del ”nonsense” dell’esistenza umana, assumono caratteri sempre più cangianti nella caleidoscopica galleria delle maschere umane. In una folle rincorsa esistenziale i personaggi mutano scompaginando ogni regola scenica.
Grazie a Filippa Ilardo, con un semplice click potremo, a un costo risibile, scoprire una ricchezza espressiva altrimenti perduta. Sarà sufficiente collegarsi al sito della casa editrice succitata e con sei euro acquistare l’opera di Ilardo su Scaldati.

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