“Oggi ho cinque euro, comprerò da mangiare per chi è più povero di me”

Pensare all’altro. Prendersi cura del bisogno dell’altro che domani potrei essere io. Nonostante la crisi, il Banco Alimentare quest’anno ha raccolto una tonnellata e mezza in più: in provincia di Siracusa i cittadini hanno offerto 36.700 kg di alimenti.

Ha sconfitto ogni previsione il 25° Banco Alimentare. La triste condizione economica in cui versa la provincia di Siracusa aveva fatto temere in una riduzione delle quantità di alimenti donati. In realtà quest’anno la colletta ha raccolto una tonnellata e mezza in più dell’anno scorso. Ma prima di dare un giudizio relativo al significato, al gesto della carità, vogliamo dare la misura di questo avvenimento che ormai ha raggiunto il quarto di secolo.

Viviamo tempi di grandi difficoltà. Nell’ultimo anno migliaia di lavoratori hanno perso il loro impiego nella nostra provincia. L’edilizia e l’industria sono tra le grandi ammalate. I quartieri popolari patiscono l’impoverimento delle casse comunali. Ci sono sempre meno fondi nazionali e comunali per la famiglia. Questi scenari ci rimandano ad una realtà sempre meno comprensibile.

Le parrocchie sempre più spesso assolvono al ruolo di agenzia sociale: centro per l’impiego di piccoli lavori, disbrigo pratiche burocratiche e distribuzione di viveri. Sono ormai migliaia le famiglie che devono ricorrere all’aiuto delle comunità parrocchiali. Eppure anche quest’anno sono stati raccolti 36.700 kg di alimenti in provincia di Siracusa. 110 punti di raccolta; più di 1000 volontari; circa 30.000 donatori. Dati questi che se letti semplicemente sono solo dei numeri.

Il grande magazzino che custodisce le derrate alimentare rappresenta la generosità di quanti nel giorno della colletta alimentare hanno voluto scommettere su se stessi. Uno sguardo di speranza, un momento di riflessione profonda sulla nostra umanità frustrata che confusamente annaspa nei problemi di tutti i giorni.

Trentamila persone si sono fermati un per un attimo a pensare : “devo fare qualcosa per gli altri”. Così si arriva a riempire un magazzino enorme. Un chilo di pasta e un barattolo di pelati, un pacco di zucchero e un litro d’olio. E ancora un vasetto di omogeneizzati e un pacchetto di pastina per bambini. In queste scelte alimentari si materializza il gesto.

Pensare all’altro. Prendersi cura del bisogno dell’altro che domani potrei essere io. Allora in questo momento di riflessione si rivela la nostra umanità. Il disoccupato che grida contro lo stato e poi all’uscita dal supermercato ti porta un chilo di pasta. La donna col marito in carcere che si lamenta a buon diritto dei servizi sociali che non hanno fondi per aiutare le famiglie. Poi toglie dal carrello della spesa biscotti per bambini e te li mette in mano. Allo stesso modo vedi arrivare gran signori con macchine di lusso che nemmeno ti ascoltano e ti passano davanti con carrelli debordanti senza lasciarti nemmeno un litro di latte.

Il massimo lo cogliamo dalle parole di una giovane mamma con due bambini. “Vado spesso in chiesa a prendere qualcosa da mangiare. Oggi ho cinque euro. Li spenderò per comprare qualcosa per chi è più povero di me”

Come dice il presidente per la Sicilia del Banco Alimentare Avv. Fabio Prestia: “E’ importante maturare una coscienza attiva, senza pensare che non possiamo fare nulla davanti a un grande bisogno. Donare oltre al pacco alimentare, che è fondamentale, qualcosa di  ancora più grande: la speranza che possiamo migliorare e migliorarci. Che i momenti tristi e bui possano lasciare il posto a giorni migliori. Questo assume un significato ancora più grande del cibo in se stesso. Mi toglie subito la fame, e nello stesso tempo mi dimostra, e Dio solo sa se ne abbiamo bisogno, che possiamo e dobbiamo sperare nel futuro”.

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