Nella stanza del sindaco un quadro di Schifano sintesi della sua maturità artistica

Possiede una solida cultura pittorica che spazia dai Ligabue ai Van Gogh, dai Monet ai Derain. La sua è una pittura orante, una preghiera ad un cielo lontano e forse irraggiungibile

Palazzo Vermexio  è, come noto, sede del municipio di Siracusa. Tra gli elementi  emblematici, oltre alla Carrozza del Senato, vi è lui, Claudio Schifano. Un maestro, impiegato comunale, tanto schivo quanto disponibile. Tra le sue molte opere, ne ha voluto donare una alla municipalità. Un suo quadro olio su tela, 150×150, è stato allocato in una parete della segreteria del sindaco.

Si tratta a nostro avviso di una sintesi descrittiva della maturità artistica del maestro Schifano. La costante rivisitazione stilistica, frutto di importanti incursioni nel terreno sia dell’impressionismo che del naif, denota una seria conoscenza di tecniche che, se apparentemente semplicistiche, confermano una solida cultura che spazia dai Ligabue ai Van Gogh, dai Monet ai Derain. Un elemento unificante la tela è dato dall’angosciante senso di morte. L’albero rinsecchito (Derain) urla una sorta di bisogno, una terra tanto pregna di vitalità espressa dallo spicchio di prato assolato, quanto spenta nella triste condizione dell’albero. Le frenetiche quanto formidabili pennellate del cielo, cosa sono se non richieste d’aiuto a un dio sordo?

Schifano è un artista deluso? La sua opera è pittura orante, una preghiera ad un cielo lontano e forse irraggiungibile. Le svariate collettive e personali di Schifano hanno sempre raccolto entusiastici apprezzamenti di critica e pubblico, speriamo di poter godere al più presto di una ripetizione di queste mostre. Schifano e tanti artisti siracusani forse pagano il fio di non aver lasciato l’isola. In fin dei conti anche dal punto di vista culturale, oltre che da quello politico, come tutti quelli che testardamente hanno voluto impegnarsi in Sicilia, il prezzo da pagare è altissimo.

 

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