Paolo Italia (Cgil): “La Buona Scuola di Renzi? Di buono ha solo il titolo”

La “Buona scuola” di Renzi prevedrebbe 150.000 unità da stabilizzare: ma che ne sarà del personale Ata con i suoi 8 mila posti senza titolare? La convinzione di Paolo Italia: «Continuiamo ad assistere a tagli, blocco delle retribuzioni e del turn-over, precari senza certezze e tutele».

Prima il 25 ottobre con la Cgil e la sua manifestazione nazionale su “Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l’Italia”, dopo quella unitaria di Cgil, Cisl e Uil, l’8 novembre 2014, dei lavoratori dei servizi pubblici.

Paolo Italia, segretario provinciale Flc Cgil, ci illustra la sua posizione con una lunga dichiarazione: «Ci ricordiamo bene dei proclami di Renzi all’indomani del suo insediamento a Palazzo Chigi: cambio di rotta, sblocco di nuovi investimenti nell’istruzione e nella conoscenza. Cosa è cambiato? Nulla. Ci troviamo a commentare un programma, definito Buona scuola, che di buono ha solo il titolo».

«Non viene affrontato il problema dei servizi, sempre lacunosi e non funzionanti (mensa, biblioteche, trasporti, sostegno, edilizia, palestre) né quello del 75% degli edifici scolastici italiani non a norma. Renzi e il suo governo non avranno creduto davvero che le impiegate nelle cooperative delle pulizie potessero far fronte a intonaci ammalorati, plafoniere rotte e sciacquoni dei servizi inutilizzabili? La verità è che questo governo mira, sulla scia dei governi precedenti, a tagliare e demolire la scuola italiana attraverso passaggi che vanno dalla competizione individuale tra docenti ad una falsa meritocrazia senza regole».

«Abolizione degli scatti stipendiali ai docenti e introduzione di un nuovo sistema basato su crediti ottenuti per il riconoscimento di particolari meriti didattici, titoli o incarichi. Solo due terzi dei docenti (66%) potranno beneficiare di tali scatti stipendiali mentre per gli altri il salario resterà lo stesso e dunque il 34% risulterà sempre penalizzato, senza mai essere premiato. E quali criteri ha scelto il governo per individuare i meritevoli? E un “bravo” docente che non riesce ad entrare nel 66% che dovrà fare per guadagnare merito? Chiedere trasferimento ad altra scuola e sperare di trovare lì colleghi “scarsi”! E questa è la Buona Scuola?»

«Renzi conta 150.000 unità da stabilizzare, ma non spreca una parola né sul personale Ata con i suoi 8 mila posti senza titolare né si sofferma abbastanza sull’udienza del 26 novembre 2014 nel corso della quale la Corte di Giustizia dell’U.E. si pronuncerà sulla legittimità dei contratti a termine reiterati oltre i 36 mesi nella scuola pubblica del nostro Paese».

«Se la Corte di Giustizia dell’U.E. dichiarerà illegittimi tali contratti, sarà un’importante battaglia di sindacati e precari il cui esito positivo potrebbe comportare la stabilizzazione di migliaia di lavoratori e una procedura di infrazione nei confronti dello Stato italiano. Un piano straordinario di assunzioni, quello di Renzi, dovuto alle conseguenze della Corte di Giustizia e non da un riconoscimento di legittimità ed importanza al corpo docente ed Ata!»

«Continuiamo ad assistere a tagli, blocco delle retribuzioni e del turn-over, precari senza certezze e tutele. Un sistema di valutazione che sarà rivolto ogni anno al 10% delle scuole italiane mentre il 90% delle istituzioni scolastiche, per almeno dieci anni, non potrà vedere alcun aumento nel proprio Mof né essere adeguatamente valutato. E poi i Quota 96 rimasti nelle classi, le dodici fasce di competenza che si genereranno con una differenza di 60 euro tra l’una e l’altra (non più sei retributive come adesso), il rischio di un nuovo concorsone, i continui finanziamenti alle scuole private, ore d’insegnamenti e laboratori tagliati».

«A dimostrazione del malessere del corpo docente e degli ata vi sono le oltre 2500 firme raccolte solamente sul territorio provinciale durante 12 assemblee, delle quali 8 unitarie con Cisl e Uil, sulla petizione nazionale #Sbloccacontratto».

«Intanto ci si organizza per la manifestazione del 25 ottobre. Si parte con aerei, treni e pullman. Oltre 350 persone della nostra provincia hanno aderito. Nel frattempo noi dirigenti Flc e Cgil abbiamo chiesto e ottenuto dal governo nazionale l’apertura di un tavolo di crisi sulla Formazione Professionale gestito da Roma, data l’inefficienza della Regione Sicilia. Perché come nella Buona scuola è assente un passaggio sull’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni e sul diritto allo studio, così nella nostra Regione si massacra la formazione professionale che potrebbe contribuire ad alleviare la piaga della dispersione scolastica».

E non possiamo evitare un focus sui dati della nostra provincia. Tra posti liberi e vacanti, si potrebbero stabilizzare almeno circa 150 precari Ata, invece si finisce sempre con posti in deroga, come se gli amministrativi, i tecnici e i collaboratori scolastici fossero solo una zavorra. E che dire delle mense? Nella nostra realtà sono partite a macchia di leopardo con Comuni di eccellenza ed altri che arrancano. Scuole nelle quali viene disatteso l’art. 21 del contratto di lavoro del comparto scuola (pasto al personale e ai docenti) e splendidi menu dove non ci si accorge neppure che tra le vivande e pietanze manca l’acqua (Comune di Siracusa).

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