Nell’incantevole baia di Punta della Mola – Penisola Maddalena, di fronte al golfetto del Villaggio Turistico Minareto, dentro l’Area Marina Protetta Plemmirio – una parte del territorio è recintata da muretti, ringhiere e cancelli. Lungo il prospetto a ridosso della strada una fila di paletti uniti da catene e tanto di cartelli ammonitori: “ZONA MILITARE DIVIETO DI ACCESSO SORVEGLIANZA ARMATA”. Ma che cos’è? A cosa serve?
A guardare tra muri, ringhiere e cancelli, si vede chiaramente un ampio parcheggio ricavato da una colata di asfalto che, ogni anno tra luglio e agosto, accoglie una cinquantina di automobili civili e nessun mezzo militare. Alzando lo sguardo più oltre si intravedono verande, gazebo, ombrelloni, tettoie di canne e altri parcheggi al coperto.
Lungo i vialetti, delimitati da muri a secco, vasi ornamentali, siepi e piante ben curate, lampioni e luci d’atmosfera. Non è dato scorgere da terra quali opere e come sono state realizzate per facilitare la eventuale fruizione della scogliera, ma si può immaginare dal via vai di ospiti al cancello d’ingresso: giovani in costume da bagno e asciugamano in spalla, coppie innamorate e intere famiglie con bimbi al seguito. Nessuno in divisa. Tutti si curano di chiudere accuratamente il passaggio con catena e lucchetto.
Che cos’è? È il Centro Logistico Guardia Di Finanza Massolivieri. Ma a cosa serva questa zona militare con divieto di accesso e sorveglianza armata non è dato sapere. Come, soprattutto, pare impossibile conoscere chi lo usi nonostante, paradossalmente, la sua presenza sia segnalata da numerosi cartelli stradali che ne indicano la direzione agli incroci e agli svincoli dentro e fuori la Città. Chi, quanti e perché dovrebbero essere così puntualmente informati della sua esistenza?
Nessun mezzo militare, nessun uomo in uniforme, nessuna azione che possano rappresentare il luogo come viene descritto dai cartelli di segnalazione. Quest’area ha tutto l’aspetto di un posto di villeggiatura, di vacanza: un circolo ricreativo, un dopolavoro, un lido riservato? Finanziato dallo Stato con la privatizzazione di una scogliera, un tempo accessibile a tutti, che oggi è strumento di un’ostentata esibizione di privilegio e di vantaggio sul cittadino comune.
Nulla in contrario all’Arma della Guardia di Finanza che anzi, in un periodo in cui la nostra società attraversa uno dei peggiori livelli di degrado morale e legale, rappresenta ancora uno dei pochi baluardi a tutela delle regole e della Legge. Ma sarebbe interessante conoscere a cosa effettivamente è adibito questo sito, a cosa serve, quali servizi e quante attività svolge, quanti uomini e mezzi sono impiegati nelle sue funzioni, quanto costa alle casse dello Stato considerato che i tagli alla spesa pubblica infieriscono sulle Forze dell’Ordine ridimensionando addirittura i costi per la benzina.
E, infine, una considerazione a cui gli Enti Locali preposti dovrebbero, da tempo, dare risposta: che cosa ha di diverso, in che cosa è superiore da un comune cittadino il dipendente di un Arma che può liberamente e gratuitamente usufruire di una spiaggia pubblica e dei relativi servizi annessi (a Punta della Mola per la Finanza come all’Arenella per altri Corpi) quando spiagge pubbliche per il comune cittadino, vilipeso, non ce ne sono?

Commenti recenti