Sorrido quando leggo la parola giovani. Soprattutto quando è riferita ai miei coetanei ché proprio giovani non sono più. Sono adulti, professionisti affermati, padri e madri di famiglia, quasi tutti ultra-quarantenni, certamente più che trentenni. Con buona pace della nostra vecchia guardia, che ci ha cresciuti, nutriti, spesso letteralmente generati e che continua a osservarci in quanto piccoli prodigi che …
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