Varato dall’Autorità Portuale il piano operativo 2018/20

Forse, coi soldi già in cassa, ad inizio 2018 i lavori della diga foranea e dei piazzali. Ad Augusta sarebbero tornati i cinesi

 

La Civetta di Minerva, 20 ottobre 2017

Dopo la nomina dell’ingegner Carlo Guglielmi a segretario generale dell’ADSP del mare di Sicilia Orientale comincia a prendere corpo il disegno gestionale che il presidente Andrea Annunziata vorrebbe impostare nella nuova autority. La scelta di Guglielmi, 58 anni, attualmente dirigente al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, persona di comprovata esperienza professionale nel settore portuale (il curriculum pubblicato sul sito dell’Ente, per varietà di ruoli e per pluralità di incarichi svolti, è finalmente anni luce superiore rispetto a quello dei suoi predecessori) esprime chiaramente il cambio di passo rispetto al passato. In particolare, le competenze del nuovo segretario nei settori dei dragaggi, delle bonifiche e degli appalti pubblici e nelle materie amministrativo contabili e la sua pregressa esperienza nel ruolo presso l’Autorità portuale di Olbia e Golfo Aranci la dice lunga sulle priorità che la nuova gestione vuole dare all’Ente portuale.

Saranno le opere di infrastrutturazione avviate e da avviare nei porti di Augusta e Catania le principali preoccupazioni della nuova governance come si evidenzia dalle schede che corredano il piano operativo triennale 2018/20 varato qualche giorno fa.

D’altronde altra strada non sarebbe possibile se non si vogliono perdere le nuove opportunità che il raddoppio del canale di Suez e il trashipment offronoalla Sicilia, al pari del settore crocieristico, in piena espansione negli ultimi anni, e le potenzialità offerte dagli enormi spazi disponibili nel porto di Augusta. La riorganizzazione della governance dei moli realizzata dal Governo, infatti, è solo una parte di quel Piano Strategico della Portualità e della Logistica, con il quale il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inteso mettere a sistema i fondi e le risorse disponibili, in particolare quelli messi a disposizione dalla UE, per lo sviluppo delle banchine e della logistica e non sostenere questa linea sarebbe stato, oltre che fuori dal mandato presidenziale, una riaffermazione di quella scellerata autarchia che ha segnato per tanti anni la politica portuale nel nostro territorio.

Nella visione ministeriale, ormai, l’input governativo si concretizzerà attraverso una programmazione finalizzata al miglioramento della competitività del sistema portuale e interportuale che dovrà avvenire, nelle Regioni in ritardo di sviluppo come la nostra, per Aree Logistiche Integrate (ALI) di cui abbiamo parlato nel precedente numero del giornale.

Nel piano varato, sia pure per linee generali, si legge: Tali network, nella visione del Ministero Infrastrutture e dei Trasporti, dovranno includere un sistema portuale, eventuali retroporti, interporti o piattaforme logistiche correlate fra loro e le connessioni rispettive ai corridoi multimodali della Rete Europea di Trasporto. L’individuazione delle aree logistiche di intervento dovrà favorire le reti di specializzazione e collaborazione oltre a indicare le sinergie realizzabili e/o le specializzazioni opportune, valutando la messa a sistema e il completamento degli interventi già avviati nel periodo di programmazione 2007-2013.L’Area Logistica Integrata del Mare di Sicilia Orientale è stata identificata nel contesto infrastrutturale e produttivo interessato dai Porti di Augusta, Catania, Gela, Messina, dall’interporto di Catania, dai territori ad essi sottesi, nonché dai Porti Regionali di Pozzallo, Gela e dell’Autoporto Siracusa -Melilli. Gli obiettivi, pertanto, che l’AdSP si prefigge sono tesi a perseguire un coordinamento che riunisca i diversi attori coinvolti nell’Area Logistica Integrata, ovvero:

  1. individuare e sviluppare, nell’ambito dei programmi comunitari nazionali (PON 2014-2020) e regionali (POR 2014-20), scaturiti dagli Obiettivi Tematici dell’Accordo di Partenariato, nonché nell’ambito del Connecting Europe Facility, una proposta di strategia unitaria operativa e di azione di rete dell’Area di riferimento, con lo scopo:
  • di focalizzare al meglio eventuali esigenze di programmazione territoriale;
  • agevolare il confronto ed il superamento degli elementi di ostacolo ad una programmazione condivisa tra Enti istituzionali
  • migliorare l’accesso delle Imprese e degli Operatori (in particolare di logistica) al territorio secondo le attese della strategia comunitaria e nazionale;
  • favorire l’investimento privato in affrancamento all’investimento pubblico
  • rendere efficace l’azione di sistema promossa dai suddetti Programmi Operativi; la proposta di strategia unitaria terrà in considerazione gli esiti della necessaria attività di ascolto dei grandi operatori internazionali (terminalisti, spedizionieri, armatori ecc.).
  1. facilitare quelle iniziative comprese nei Piani Operativi Triennali degli Enti Istituzionali coinvolti nell’area o nei relativi strumenti di programmazione operativa tesi al perseguimento della strategia unitaria operativa di cui al punto
  2. promuovere azioni coordinate per accompagnare lo sviluppo dei traffici (di merci e di persone) anche con l’adozione di un elenco delle priorità degli interventi;
  3. promuovere iniziative di ricerca e di innovazione tecnologica che possano avvantaggiare un sistema di Area Logistica Integrata;
  4. proporre meccanismi di incentivazione dell’economia da sostenere nell’ambito dei Programmi esistenti. Al riguardo sono state attivate le prime interlocuzioni con gli Enti Locali preposti, al fine di creare una Zona Economica Speciale connessa all’area del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, adeguatamente ampliata a tutto il territorio retro portuale in cui si concretizzi la possibilità di investimenti ed insediamenti produttivi pubblici e privati, nonché la creazione di un sistema di semplificazione delle procedure amministrative e di contrazione dei relativi tempi;
  5. proporre meccanismi di incentivazione dell’economia da sostenere nell’ambito dei Programmi esistenti. Al riguardo sono state attivate le prime interlocuzioni con gli Enti Locali preposti, al fine di creare una Zona Economica Speciale connessa all’area del Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale, adeguatamente ampliata a tutto il territorio retro portuale in cui si concretizzi la possibilità di investimenti ed insediamenti produttivi pubblici e privati, nonché la creazione di un sistema di semplificazione delle procedure amministrative e di contrazione dei relativi tempi;

g)individuare strumenti di attrattività del sistema e di promozione del territorio coordinati e coerenti;

h) promuovere il coordinamento per la partecipazione a bandi comunitari e di cooperazione internazionale, allo scopo di incrementare la rete di relazioni internazionali ed accrescere la possibilità di accedere a fonti di finanziamento per realizzare e/o potenziare infrastrutture, studi, ricerche, formazione”.

Fin qui la premessa del documento che, come si vede, contiene molti spunti di indirizzo interessanti e condivisibili che aspettano le necessarie specificazioni operative e che saranno oggetto dell’impegno del presidente nei prossimi mesi che ci separano alla fine dell’anno.

Intanto alcuni appalti fermi per problemi burocratici, inchieste e problemi di varia natura si stanno sbloccando tanto da consentire di prevedere l’inizio dei lavori per la rifioritura di parte della diga foranea e dei piazzali per l’inizio del 2018. Lentamente si riprende, quindi, ad utilizzare i fondi giacenti in cassa e a non vanificare quelli resi disponibili dall’UE.

Tutto ciò mentre la politica locale, in piena campagna elettorale, si trastullerà in inutili dibattiti in consiglio comunale sul porto e il suo futuro, offrendo a politici regionali, vecchi ed aspiranti, di esercitarsi nell’arte del soliloquio e della demagogia spicciola sempre buona per gli allocchi e i cretini di ogni età (cit.: Lucio Dalla).

Giunge voce, infine, che una delegazione cinese ha visitato il porto di Augusta.

 

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