D’Arrigo e Caia: “I residenti lungo la costa abbandonati”

“Il sindaco ci dica quali investimenti sono previsti o protesteremo a Palermo”. “I problemi potrebbero essere risolti con i soldi provenienti dalla tassa di soggiorno”

 

La Civetta di Minerva, 6 ottobre 2017

Mentre scriviamo, fuori piove a dirotto: il sindaco ha appena informato la cittadinanza che è previsto maltempo e che bisogna fare attenzione. E la pioggia, in antitesi, ci riporta al sole estivo, alle coste nostrane ed anche a tutti i tombini saltati a Fontane Bianche, al parcheggio incustodito da anni e alla discesa della Costa del Sole completata ai primi di luglio ed oggi già inesistente.

L’estate è finita e così l’interesse per le aree balneari e costiere della nostra città e il silenzio, la pioggia e il degrado continuano a farla da padroni. Silvia D’Arrigo (rappresentante dell’associazione Io amo Fontane Bianche) e Alessandro Caia (rappresentante Comitato Pro-Arenella) entrambi esponenti del raggruppamento Siracusa Sud ci spiegano che le diverse associazioni di Fontane Bianche, Arenella, T.F.M. (Terrauzza,Fanusa, Milocca), Pane e biscotti, Plemmirio hanno scelto di costituirsi in comitato per l’esigenza di mettere assieme le problematiche di tutte le aree costiere, troppo spesso considerate solo estive ma che invece sono abitate estate ed inverno. “Da troppi anni abbandonate e lasciate all’incuria del tempo – ci spiegano i due referenti – le zone sono residenziali e ne fanno testimonianza le riprese aeree realizzate con droni dalle quali si vede chiaramente quante numerose villette sono illuminate anche in inverno. L’idea di unificare i comitati ci consente di affrontare assieme problematiche comuni: spazzatura, luce, acqua, abbandono del manto stradale, discese a mare. La forza del raggruppamento sta nel numero di persone che rappresentiamo e ogni associazione porta con sé le problematiche sollevate dagli iscritti o anche dai residenti o villeggianti in zona”.

Solo il comitato pro-Arenella rappresenta 650 famiglie mentre quello di Fontane Bianche ha numeri ancor più alti. “Siamo orfani – ci spiega la D’Arrigo – di un consiglio di quartiere, quello di Cassibile, totalmente disinteressato alle difficoltà che incontra il territorio di Fontane Bianche. Più attento il quartiere Neapolis – aggiunge Caia – col suo presidente sempre accanto a noi nel sostenere le problematiche dei cittadini e residenti”.

Con l’amministrazione comunale il comitato è in stretto rapporto, incontra gli assessori che si mostrano vicini alle problematiche ma spesso burocrazia e meccanismi farraginosi impediscono qualunque iniziativa. “Come raggruppamento non accusiamo gli assessori – spiegano i referenti – perché si mostrano attenti ed impegnati, anche sensibili alle iniziative (v. mercato del contadino) ma quando passiamo dalla teoria alla pratica, dalla disponibilità allo stanziamento di risorse, dalla buona volontà agli investimenti, loro alzano le mani. Ma l’area costiera non può restare nello stato di abbandono nel quale versa ormai da troppi anni ed è per questo motivo che abbiamo chiesto un incontro al sindaco e, se non arriveranno le risposte, a Palermo. Vogliano capire dal primo cittadino se e quali investimenti sono previsti nelle aree costiere e se esiste un progetto di sostenibilità e sviluppo”.

Insomma: questa amministrazione, che ha puntato tanto su Ortigia, Cassibile e Belvedere (in parte), quali iniziative concrete e di riqualificazione ha in mente da qui a breve ed a lunga gittata? Certo, questa giunta è ormai all’ultimo giro di boa e nel 2018 si tornerà a votare e bisognerà star attenti a promesse elettorali e facili entusiasmi di qualunque forza politica. Silvia D’Arrigo ha le idee chiare “Personalmente ho contattato il Preside della facoltà di Architettura ed alcuni docenti per capire se vi fossero i presupposti per un progetto a basso costo ma spendibile per tutta la costa. Ebbene la facoltà è pronta a collaborare per una pianificazione globale. Perché la città non è solo Ortigia. Chiediamo una tavola rotonda per capire quanti e quali soldi si intende investire per la riqualificazione dell’area e che fine hanno fatto le tasse di soggiorno i cui proventi, per legge, devono essere reinvestiti dal Comune solo ed esclusivamente nell’ambito turistico”.

Il Comune ha pure un tariffario in merito ma poi non tutti pagano. “Molti albergatori e proprietari di grandi strutture sorte in questi anni nelle aree rappresentate dal coordinamento – aggiungono D’Arrigo e Caia – non versano le quote, mancano i controlli che spettano all’amministrazione, le tasse restano inevase e i fondi non vengono introitati dalle casse cittadine. E tenuto conto degli utili di alcuni alberghi è facile dedurre che i problemi delle aree costiere potrebbero essere risolti con i soldi provenienti dalla tassa di soggiorno. I diversi imprenditori che stanno investendo in grandi strutture, hotel 5 stelle, Spa sono coscienti che la zona ha ampie possibilità di crescita mentre invece i residenti non ne ricevono alcun ritorno né in sostenibilità né in servizi. E non ci sono solo i ricchi imprenditori ma anche numerosi italiani del Nord che scendono a vivere qui, comprano abitazioni che poi affittano come case-vacanza. Questa colonizzazione è determinata dal fatto che le villette sono deprezzate sia per le difficoltà economiche delle famiglie sia per la condizione di abbandono in cui versano le zone. Se a questo aggiungiamo i commenti dei turisti che con i loro twitter esaltano la bellezza del mare ma l’assenza totale di servizi, di certo l’immagine che ne vien fuori non è positiva per la città”.

Il Comune ha dapprima consentito le costruzioni, ha concesso le sanatorie, ha fornito acqua, luce e trasporti, si ricorda annualmente di far pagare le tasse con una classe diversa e più alta ma poi ha abbandonato e non manutenuto servizi che esso stesso ha messo; oppure per assurdo ha scordato di completare le opere di rete fognaria, di illuminare vie, di migliorare la viabilità e di garantire l’acqua potabile in intere zone.

“La sfida che il raggruppamento proporrà al sindaco – dicono Caia e D’Arrigo – sarà quella di creare eventi su Siracusa Sud: mostre, sagre, feste, momenti culturali e di incontro. Le iniziative realizzate quest’anno hanno raggiunto un doppio obiettivo: coinvolgere le persone e far emergere le problematiche che le nostre zone vivono. E’ la stessa strategia che porteremo avanti per il 2018: spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle aree tanto importanti quanto abbandonate e mostrare in tal modo il livello dei disagi. Sarebbe una scelta coraggiosa dell’amministrazione che ovviamente metterebbe a nudo i deficit ma dall’altro mostrerebbe la buona volontà nel puntare alla riqualificazione delle aree. Assieme agli assessori stiamo creando il programma per la realizzazione di un format da presentare a breve”. E non sarebbe male ricordare a tutti che Siracusa non è un solo quartiere ma l’insieme di aree molto diverse tra loro, tutte egualmente importanti.

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