“L’assoluzione di Ettore Di Giovanni riconoscimento della sua correttezza”

Dal 4 giugno largo Leonardo da Vinci intitolata all’artefice delle varianti della bellezza. Il suo avvocato, Bruno Leone: “Fino alla morte,  ha sofferto notevolmente per essere stato ingiustamente accusato di un fatto che non aveva commesso”

 

La Civetta di Minerva, 30 giugno 2017

Da domenica 4 giugno piazza Largo Leonardo da Vinci ha cambiato nome: ora è Largo Ettore Di Giovanni. Un riconoscimento, dovuto, a un siracusano doc, punta di diamante dell’amministrazione comunale ora come vice sindaco, ora da assessore, e ancora, per moltissimi anni, da consigliere. Una vita di militanza per la sua città e il territorio siracusano, in difesa di una identità storica e culturale sempre avvertita come unica, e fragile, come una donna bellissima insidiata da bruti bramosi di possederla, e stuprarla. Di nuovo, ancora. Come se non fosse già orridamente offesa dagli osceni edifici, svettanti al cielo, di Ortigia, dai ghetti popolari in stridente contrasto con il blu del mare, dai moderni quartieri caotici privi persino dei marciapiedi, dalla cementificazione selvaggia della lunga costa, dai palazzi e dai centri commerciali sulle aree archeologiche…

Ma, nonostante lo scempio, l’avvocato Ettore Di Giovanni non ha mai smesso di lottare per salvare quanto restava dell’antica bellezza, spendendosi in prima persona ma non “per il proprio interesse”. Sulla stele commemorativa queste parole: “missione civile che esercitò incurante del proprio interesse” sembrano voler gridare altro, evocano forse quell’ultimo schiaffo alla sua persona che, sappiamo, lo amareggiò tantissimo.

Accusato di aver convinto, da componente della commissione urbanistica, il segretario Emanuele Serra a falsificare il verbale della riunione del 26 ottobre 2016 quando in discussione era la vicenda Open Land. L’assoluzione dall’accusa, formulata dal pm Maurizio Musco, è arrivata il 22 giugno, nonostante la morte dell’imputato, nonostante fossero maturati i termini di prescrizione. Il giudice Carla Frau ha ritenuto prevalenti le ragioni di merito. “Un giusto riconoscimento della serietà e correttezza di Ettore Di Giovanni che ha sofferto notevolmente per essere stato ingiustamente accusato di un fatto che non aveva commesso” ha commentato il suo avvocato Bruno Leone.

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