Comincia la fase sperimentale della Secondaria in quattro anni

Cento le scuole coinvolte al primo anno, che saranno monitorate e assistite dal Ministero. Dovranno garantire una flessibilità didattica per contrarre il programma finora erogato nel quinquennio

 

La Civetta di Minerva, 16 giugno 2017

Interessanti novità per le Scuole Superiori, Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha dato il via libera al progetto di riforma della scuola secondaria di II grado, che prevede la riduzione da 5 a 4 anni della durata della scuola superiore, così da permettere agli studenti di conseguire la Maturità al compimento del 18° anno di età, come avviene in molti Paesi europei (Spagna, Regno Unito,, Francia).

Saranno 100 le classi del primo anno della scuola superiore che avvieranno una fase sperimentale: una sorta di percorso di “prova nel quale si affronteranno le implicazioni che la decisione comporta e si metteranno in campo la ristrutturazione dell’orario e l’articolazione delle discipline. Al progetto potranno prendere parte sia le scuole pubbliche che private.

L’indicazione del consiglio scolastico nazionale è però perentoria: la fase di sperimentazione dovrà essere “ben monitorata” da parte del Ministero dell’Istruzione il quale dovrà supportare le scuole interessate ed inviare ispettori a sovrintendere i percorsi formativi. Diversamente da come è avvenuto per l’Autonomia scolastica, questa volta il Ministero non si limiterà a dare istruzioni di carattere generale ma sarà corresponsabile nella sperimentazione assicurando il necessario supporto nelle scuole aderenti al progetto. Condizione posta dal parere favorevole è stata anche quella che alla riduzione degli anni scolastici non dovrà seguire una riduzione dell’organico, e non dovrà avere ripercussioni negative né sull’offerta formativa né sulla carriera dei docenti.

Il sottosegretario al MIUR Gabriele Toccafondi, ha dichiarato che la fase di sperimentazione sarà molto seria e saranno presi in considerazione solamente i progetti validi proposti dalle singole scuole aderenti . Le scuole che aderiranno al progetto dovranno garantire una flessibilità didattica tale da provvedere all’insegnamento di tutte le discipline previste nel programma dei 5 anni attualmente in vigore nel periodo ristretto a 4 previsto dalla sperimentazione; da ciò risulta evidente che si tratta di una vera e propria rivoluzione metodologica che non comporterà nessun cambiamento né per l’esame di Maturità né per i livelli di apprendimento poiché gli alunni dovranno dimostrare di aver raggiunto gli stessi obiettivi formativi di un percorso quinquennale. Da quanto si legge, è evidente che per il raggiungimento di questi obiettivi sarà necessaria una rimodulazione del calendario scolastico, così come un potenziamento nell’orario delle lezioni: quindi più ore e più giorni per un anno di studi in meno; si tratta di una nuova sfida non solo per gli studenti ma anche per le scuole che dovranno dimostrare una notevole capacità organizzativa e una capacità di riprogettare il percorso scolastico mantenendone l’efficacia e i risultati.

Non sarà semplice essere ammessi alla sperimentazione perché sono stati posti alcuni paletti significativi: non saranno prese in considerazione le classi con pochi alunni, ma solo quelle con un numero da 25 a 30; il progetto dovrà prevedere una fase di potenziamento di una lingua straniera, nel rispetto della metodologia CLIL (Content Language Integrated Learning), oltre alla valorizzazione delle attività di laboratorio e delle tecnologie digitali e, infine, nei quattro anni di scuola superiore gli studenti dovranno prendere parte, obbligatoriamente, a progetti di alternanza scuola-lavoro, ed avranno accesso facilitato alla mobilità internazionale.

La scuola italiana, così, vuole allinearsi a quella europea i cui i titoli saranno sempre più equivalenti. Un giudizio sul progetto adesso è quantomeno prematuro, bisognerà vedere la forma organizzativa che ne verrà fuori; i vantaggi per gli alunni sono evidenti per il tempo di vita risparmiato a parità di risultato… speriamo sia così. Immagino lo scetticismo di molti ma con lo scetticismo sempre e comunque non si toglie il ragno (la scuola n.d.r.) dal buco in cui si trova da molto tempo. Auguri a chi vorrà cimentarsi nella sperimentazione sapendo fin d’ora che non sarà una passeggiata: la capacità organizzativa delle scuole e la professionalità del corpo docente saranno messe a dura prova. Un fatto è certo, la scuola così come oggi si realizza è inidonea ad affrontare le sfide della società globalizzata e sempre più competitiva per cui è necessario sperimentare nuove modalità organizzative e pedagogiche per renderla strumento di promozione sociale e di sviluppo economico….come dice la nostra costituzione.

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