Crocetta e i sindaci tacciono, i comitati per la gestione pubblica tornano in guerra. Continuiamo a chiederci che fine ha fatto l’annunciata rivoluzione del governatore siciliano
La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017
I tecno-burocrati continuano a chiedere a Padoan di procedere con le privatizzazioni. Il ministro si mostra ubbidiente e disponibile ad assecondarli. Renzi assume (tardivamente e in modo poco convincente) un atteggiamento riluttante. Eppure ha operato con le sue impugnative contro la nostra Legge Regionale n. 19/2015 che prevedeva percorsi di ripubblicizzazione e mantenimento delle gestioni pubbliche esistenti attraverso i sub-ambiti. I comitati per la difesa dell’acqua pubblica tornano a mobilitarsi un po’ ovunque. Occorre farlo anche da noi. In Sicilia e nel nostro territorio siracusano.
Qui da noi nel recente passato sono state scritte pagine di eroismo civico da parte dei sindaci coraggiosi che non si sono piegati a pressioni, minacce di risarcimenti milionari, offensive amministrative esercitate attraverso l’invio di commissari da parte del precedente governatore Lombardo… Ci si riferisce ai sindaci dei Comuni Iblei, che non hanno mai consegnato l’acqua pubblica a un gestore privato (SAI8) che amministrava un bene comune sulla base di una gara illegittima. E che pretendeva di estendere la sua gestione sul servizio idrico di tutti i Comuni.
Da quel gestore illegittimo ci salvò il coraggio civico del Commissario Buceti, che revocò motivatamente la concessione. E da quella pretesa di estendere la gestione a tutti i Comuni i cittadini dei centri montani furono salvati dalla resistenza dei loro sindaci. Che noi con la nostra Civetta abbiamo sempre sostenuto e al fianco dei quali ci siamo schierati, pacificamente, di fronte ad ogni tentativo di insediamento commissariale. Ora è il momento di tornare ad una mobilitazione generale. Che avrà il nostro appoggio mediatico.
Ci si mobilita anche altrove. Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e le associazioni, le organizzazioni e i comitati aderenti alla campagna “Acqua e democrazia” invitano la Regione Puglia a deliberare la trasformazione di AQP da s.p.a. in azienda speciale. Tale trasformazione è possibile ed è di competenza regionale. La delibera è già stata approntata in bozza con la collaborazione del prof. avv. Lucarelli, in collaborazione con il prof. avv. De Maria. L’azienda speciale rappresenta oggi l’unica modalità di gestione del servizio idrico in grado di dare compiuta attuazione alla volontà popolare emersa con i referendum del 2011. E, aggiungiamo noi, per sottrarlo alle mire di privatizzazione.
In Sicilia la prima legge regionale (di iniziativa popolare) mirante alla ripubblicizzazione dell’acqua è stata impugnata da Renzi. E la Corte Costituzionale, con una discutibilissima sentenza da noi commentata nel numero precedente, gli ha dato ragione. La legge amputata risulta contraddittoria ed inconcludente. Essa, a nostro avviso, è inapplicabile. E la sentenza della Corte costituisce uno schiaffo allo Statuto della nostra Autonomia. I sindaci, da noi interpellati, non si pronunciano e forse devono ancora raccapezzarsi. Crocetta tace. Ermeticamente.
Ai nostri sindaci poniamo una domanda concreta: cosa pensano di fare all’interno dell’ATI per salvaguardare le gestioni pubbliche dell’acqua che hanno difeso a spada tratta e al nostro fianco (a fianco della Civetta e dei componenti dei comitati) dai commissari inviati dall’ex governatore Lombardo? La mannaia delle impugnative renziane e della sentenza incredibile della Corte ha tagliato i sub-ambiti. E la presidenza dell’ATI del nostro territorio è attualmente nelle mani di un signore (Garozzo) che, eletto sindaco, non vide l’ora di affidare il servizio idrico di Siracusa ad altri privati (SIAM). Con una gara discutibilissima e sotto inchiesta. I sindaci si faranno rimorchiare da Garozzo verso soluzioni come quella da lui adottata? Rinnegheranno la linea della resistenza ad oltranza? O si adopereranno per difendere in tutti i modi la loro gestione pubblica del servizio idrico, magari precostituendo dei sub-ambiti? Saremo al loro fianco se continueranno ad adoperarsi per la difesa dell’acqua-bene-comune da ogni pasticcio legislativo che intenda abbandonarla alle grinfie di “prenditori” che (con l’arrendevolezza di una autority a cui si vuole delegare la determinazione delle tariffe anche per la Sicilia) vengono a riproporre surrettiziamente la remunerazione garantita del capitale investito. Se faranno la scelta giusta, saremo al loro fianco come lo siamo stati quando hanno saputo, coi comitati, respingere i commissariamenti. Con fermezza ma senza alcuna violenza. Con la forza della determinazione civica di chi sa di essere dalla parte della democrazia e di farsi interprete della volontà dei cittadini e dei loro interessi. Li criticheremo senza esitazione se verranno meno al loro compito di schierarsi sempre a difesa degli interessi comuni.
Intanto continuiamo a chiederci che fine abbia fatto Crocetta con la sua rivoluzione annunciata. Nessuna dichiarazione sulla sentenza della Corte; nessun siluramento della Contrafatto; nessuna risposta a quesiti che gli abbiamo rivolto via mail. Potrà aver cambiato indirizzo di posta elettronica, Ma è anche divenuto muto? Ed ha perso la capacità di silurare assessori scomodi o remanti in direzione opposta alla sua? E del nostro Statuto dell’Autonomia non gli cale più un fiocco? O forse anche lui ha invertito il senso di marcia? Possibile che ora gli vada bene una legge falcidiata dalle impugnative e azzoppata dalla Consulta? Non ci crediamo. Non vogliamo crederci. Ma dagli esiti della vicenda giudicheremo. E informeremo gli elettori.

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