-432 all’infanzia, -594 alla primaria, -92 alla media. In compenso alle superiori 429 in più. Ne dà notizia Paolo Italia della Cgil. Altri due istituti sottodimensionati: l’I.C. Sant’Alessandra di Rosolini e l’Ipa di Marzamemi.
La Civetta di Minerva, 2 giugno 2017
Dati non del tutto positivi per la scuola italiana: per la prima volta nel nostro Paese il numero assoluto di alunni diminuisce in tutte le regioni nel segmento dell’infanzia e primaria. Un calo che persevera al sud nella secondaria, mentre il dato risulta stabile al centro con un leggero aumento al nord. Una diminuzione spiegabile su più fronti: dalla bassa natalità alla fuga di interi nuclei familiari, costretti a seguire il lavoro fuori regione o in altri paesi europei. E neppure i dati sulla scuola nella nostra provincia promettono qualcosa di buono: Siracusa è in linea con il trend italiano tranne che per i numeri nelle secondarie di secondo grado. “Qualche giorno fa a Palermo – ci spiega Paolo Italia, segretario provinciale Flc Cgil – l’Usr ha convocato le organizzazioni sindacali per l’informativa sugli organici relativi all’anno scolastico 2017/2018 in tutti i segmenti dell’istruzione pubblica. A Siracusa si rileva un decremento degli iscritti: -432 all’infanzia, -594 alla primaria, -92 alla secondaria di primo grado. Unico dato positivo +429 della secondaria di secondo grado. Il calo demografico, causato dalla bassa natalità e dalla fuga in altre parti d’Italia ha già determinato per il prossimo anno scolastico una riduzione consistente di iscritti al sistema pubblico. I segmenti maggiormente colpiti sono certamente l’infanzia e la primaria e ciò purtroppo fa prevedere un ulteriore impoverimento di cervelli nella nostra regione e, in futuro, anche un rischio occupazionale per il personale scolastico”.
Secondo i numeri attualmente forniti per il prossimo anno si mantiene il dato dei docenti del 2016/2017 sebbene il calo degli alunni iscritti sia tra le 10 e le 13mila unità in tutta l’Isola. Ora il punto è che chi scrive non vorrebbe dover dare ragione a Gian Antonio Stella che, nel suo pezzo di qualche tempo fa diceva che i docenti del sud non possono pretendere di restare nella loro terra quando i posti sono al nord… e purtroppo con numeri così bassi il rischio è dietro l’angolo.
Per cercare di dare stabilità all’insegnamento l’idea governativa, nata con la legge 107/2015, è quella di creare una scuola che faccia riferimento solo all’organico dell’autonomia superando gradualmente la distinzione tra organico di diritto e di fatto. “Questo significa che l’organico dell’autonomia è unitario – continua Italia – senza distinzione tra posti comuni e di potenziamento. Attualmente il totale dell’organico in Sicilia è poco più di 64 mila ma in questo momento si sta lavorando sull’organico di diritto e non si conoscono i dati dell’organico di fatto. Certamente i dati restano insoddisfacenti per la mancata concessione, al pari delle regioni del nord, di sezioni a tempo pieno. Situazione che coinvolge per intero il welfare e gli E.E.LL ed alcuni comuni che soffrono drammaticamente nell’erogare questi servizi”.
“L’altro dato interessante – aggiunge il segretario Flc – riguarda i 59.918 alunni siciliani suddivisi in 2996 classi con un rapporto di circa 20 alunni per classe. Ciò vuol dire che nella nostra realtà, per grandi linee, il rapporto alunno/spazio di sicurezza è rispettato. Stanno peggio di noi Trapani, Ragusa, Catania, Caltanissetta ed Agrigento. Certo questo ragionamento lascia il tempo che trova poiché mentre in alcune istituzioni le classi sono ampie, in altre scuole gli allievi trascorrono le lezioni in locali angusti trasformati in aule”.
Pende poi sul sostegno la spada di Damocle e su questo fronte il cantiere è ancora aperto e i dati ancora in sviluppo nei 4 segmenti dell’istruzione. “Come Flc e sindacati unitari – dice Paolo Italia – avevamo chiesto l’aumento di 15 mila posti dall’attuale organico di fatto al futuro organico di diritto per tutto il territorio nazionale ma non sono stati concessi. Sul nostro territorio vi saranno 73 cattedre in deroga ma l’Ust (ufficio scolastico territoriale) non ha ancora resa nota la ripartizione dei posti sui vari segmenti ed aree d’istruzione. Riteniamo comunque che i numeri di docenti su sostegno non siano esaustivi e che si potrebbe verificare quanto accaduto negli ultimi anni con genitori che, quando non vedono soddisfatte le loro giuste richieste, ricorrono al giudice. Questo fenomeno ha comportato solo a Palermo l’anno scorso 1600 cattedre in più e circa 4000 in tutta la Sicilia di posti in deroga dovuti al contenzioso e alle sollecitazioni del Ds. Nella nostra provincia i casi di contenzioso nel 2016/17 sono stati 9 ma negli anni precedenti anche 18, molti dei quali sostenuti proprio dalla Flc Cgil. L’errore nasce dal fatto che si pensa dapprima a colmare i casi ritenuti più gravi lasciando aperte le criticità poiché tutti i minori hanno diritto ad un giusto supporto durante la propria carriera scolastica!”.
Certo a ben guardare i numeri, le 873 cattedre del sostegno vanno ripartite su tutta la regione e Siracusa con 73 si è ben difesa se si pensa che 237 posti sono andati a Catania (il cui territorio è quasi 4 volte più grande del nostro) e 216 a Palermo. Ma c’è ancora da lavorare, dice Italia, per adempiere al compito principale della scuola: quello di garantire a tutti il successo scolastico e pari opportunità.
Intanto altri 2 istituti risultano sottodimensionati nell’anno scolastico 2017/18 e ad essi non saranno assegnati dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato e posti di direttore dei servizi generali ed amministrativi, in via esclusiva, perché risultano costituite con numero di alunni inferiore a 600: l’istituto comprensivo Sant’Alessandra di Rosolini e l’Ipa di Marzamemi. Un altro brutto colpo per una provincia attanagliata da una crisi economica straordinaria che vede fuggire le nuove generazioni lasciando nella nostra terra l’assenza di un futuro.

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