I ragazzi: “E’ stato stimolante confrontarsi con persone di diversi Paesi UE”. Una prof: “Il logo creato dai nostri ragazzi è stato considerato il migliore e il più votato”
La Civetta di Minerva, 5 maggio 2017
Gli studenti del liceo Corbino scalano il K2. Sono stati in Polonia per un progetto Erasmus e sono tornati con gli occhi che brillano. “Siamo stati selezionati – dice Stella Scalisi della V C – prima dalla scuola in base a determinati parametri e poi tramite test, per partecipare al progetto Moodle, all’interno dell’Erasmus, la cui finalità è la creazione di corsi per avvicinare, noi e la scuola, a nuovi metodi di apprendimento. E siamo andati in Polonia proprio per sperimentare questi corsi, messi a punto da scuole di nove paesi diversi”
Questi nuovi metodi si basano – racconta Andrea Santacroce della V C – sull’uso di piattaforma online e noi abbiamo elaborato e presentato una lezione di matematica e fisica, con esercizi interattivi, video e altro materiale multimediale. Abbiamo anche creato un logo relativo alle discipline specifiche, insieme a ragazzi polacchi che erano in team con noi”. L’esperienza ha avuto la durata di sei giorni e oltre il lavoro a scuola, hanno avuto modo di visitare alcuni luoghi della memoria: Cracovia e Auschwitz.
La prof.ssa Di Stefano ci dice che anche gli insegnanti operavano in team per visionare i lavori dei diversi gruppi e le si illumina il viso quando dice: “Il logo creato dai nostri ragazzi è stato considerato il migliore ed è stato il più votato”.
“E’ stato estremamente stimolante – è Noemi Di Mauro a parlare – confrontarsi con ragazzi e adulti provenienti da varie parti d’Europa”. Mentre per Alessia Mazzurco: “Abbiamo scoperto metodi di insegnamento/apprendimento nuovi e poco utilizzati nelle scuole italiane. Abbiamo anche imparato ad utilizzare programmi specifici”.
L’esperienza in Polonia ha, insomma, arricchito il loro bagaglio socio-culturale e anche le competenze linguistiche e relazionali, oltre che l’arido curriculum.
Secondo la prof.ssa Di Stefano, queste tipologie di progetti “ci rendono più europei, perché ci rapportano contemporaneamente a una molteplicità di culture. Questi giovani sono la dimostrazione che la generazione Erasmus esiste ed è viva. Ed è proprio da loro che dovremmo partire per il progetto di una vera Europa. Dal canto suo l’Europa, finanziando tali progetti, dimostra grande fiducia, oltre che nei giovani, anche negli insegnanti e nel loro apporto pedagogico alla costruenda UE”.

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