“Rinnovato il contratto edili, premialità assumendo i locali”

Salvo Carnevale (Fillea Cgil): “Le aziende che vorranno risparmiare il 10% sui contributi alla Cassa Edile dovranno utilizzare il 70% di manodopera locale”. Novità sulle assistenze contrattuali a favore dei lavoratori

 

La Civetta di Minerva, 7 aprile 2017

Proprio qualche giorno fa le organizzazioni sindacali di categoria, dopo 8 incontri e 13 mesi di trattative estenuanti, hanno rinnovato il contratto provinciale che riguarda i 4000 lavoratori impegnati nel settore edile. Un traguardo importante che viene raggiunto nonostante il delicatissimo momento di crisi che ha visto in pochi anni falcidiare il 60% dei lavoratori di questo comparto ed un tracollo verticale dell’occupazione causato sia dalla crisi nazionale che dall’inefficiente politica nostrana che promette l’efficientamento e restauro degli edifici scolastici, il decollo del Patto per il Sud, l’avvio dei lavori per la Ragusana e nel porto di Augusta. Ma i dati parlano da soli: l’occupazione edilizia continua ad essere ferma al palo ed anche il 2017 non sembra invertire il trend.

La contrattazione ha visto protagonisti i rappresentanti provinciali delle aziende edili (l’Ance), ed ovviamente le forze sindacali con la Fillea ed il suo 48% di rappresentanza, che è riuscita a portare a casa elementi di assoluta novità. “In questo quadro, obiettivamente difficile – ci spiega Salvo Carnevale, segretario provinciale della Fillea Cgil – rinnovare il contratto integrativo su prospettive ed elementi positivi sembrava un’utopia. Eppure siamo riusciti ad inserire il bonus/malus della premialità, uno strumento che incentiva le aziende virtuose attraverso il 10% del risparmio sui contributi pagati dalle stesse alla Cassa Edile, mentre disincentiva quelle non corrette attraverso il 10% di aggravio.

“I parametri stabiliti sono netti: in primis l’applicazione del contratto nazionale degli edili, un parametro che non diamo per scontato, basti dare un’occhiata al porticciolo di Augusta dove si stanno realizzando alcune opere tramite un’azienda che non è neppure registrata in Cassa Edile e che non impiega lavoratori dell’edilizia e sulla quale la Fillea vuole accendere i riflettori. Gli altri parametri della stessa rilevanza sono: essere iscritti alla Cassa Edile; non avere alcun contenzioso con la medesima rispettando dunque gli adempimenti contrattuali; essere in regola con la formazione dei lavoratori e preposti (Rspp, pronto soccorso); pagare in tempo utile i contributi alla Cassa Edile”.

Ma le novità non si fermano qui: se finora i Comuni avevano aderito a protocolli cartacei, ma sempre disapplicati, adesso entra nella contrattazione la salvaguardia della manodopera locale. “Finora – aggiunge il segretario Fillea – i Comuni hanno attenzionato con interesse le nostre proposte ma queste non si sono trasformate in pratica e le aziende che vengono da fuori hanno assunto chi hanno voluto. Potranno continuare a farlo ovviamente, ma nella contrattazione è stato inserito un articolo attraverso il quale le aziende che desiderano ricevere il 10% del risparmio sui contributi, pagati dalle stesse alla Cassa Edile, dovranno assumere il 70% di manodopera locale. In caso contrario non godranno dello sgravio contributivo. Stesso procedimento nel caso in cui le aziende dovessero risultare irregolari per tardivi versamenti: in tale ipotesi l’aggravio sarà del 10%”. Infine viene inserito nel contratto il premio di produttività: se non si verificheranno malattia ed infortuni (solo in questi casi il premio si interrompe) vengono stabiliti 0,50 cent al giorno per i primi 90 giorni; dal 91° al 180° 0,75 cent; dal 181° al 365° giorno il premio sarà di 1,25 euro per giornate lavorate. Vuol dire che in busta paga il lavoratore potrebbe arrivare a guadagnare in più come premio 247 euro supplementare all’anno”. Una premialità che si basa sul concetto di continuità di presenza.

Vengono inoltre aggiunte novità sulle assistenze contrattuali a favore dei lavoratori, erogate dalla Cassa Edile. Rientrano in questa categoria il matrimonio, lo studio, la pensione, alcune tipologie di cure che vengono maggiorate del 10%. Dinanzi ad un momento di crisi come questo il rischio è comunque che le aziende di fatto non rispettino le regole scritte, fatti dimostrati dai continui interventi delle forze dell’ordine nei cantieri in nero. “Bisognerebbe che gli enti appaltatori fossero più selettivi – conclude Carnevale – nell’affidare i lavori. In questo quadro entra l’inserimento dell’Osservatorio del settore edile che avrà una funzione di controllo proprio sulle attività delle imprese, sul lavoro nero, sulle prospettive e dovrà porre in essere azioni tempestive, correttive ed efficaci di supporto alle istituzioni pubbliche. Laddove le regole non vengano rispettate e i pagamenti ai lavoratori non effettuati nei tempi giusti e secondo le corrette modalità, sarà compito dell’Osservatorio controllare ed intervenire. Teorizziamo un osservatorio composto dall’Ance, organizzazioni sindacali, Prefetto col ruolo di coordinare il tutto, ente bilaterale e rappresentanti degli EE.LL. Sarebbe uno strumento fondamentale per spronare gli enti locali stessi a non perdere i finanziamenti pubblici messi a disposizione, spesso perduti per incapacità progettuale”. Adesso la parola passa al direttivo Fillea che dovrà ratificare l’accordo di contrattazione.

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