Una famiglia di collezionisti, incisori, pittori, che fecero anche da guida ai viaggiatori del Grand Tour. Fu una turista tedesca che, sposandone uno, fece erigere l’albergo a picco sulle Latomie
La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017
È esistito, e in minima parte esiste ancora a Siracusa, una sorta di “terreno di confine (come ha scritto Salvatore Russo) in cui più si manifesta l’esigenza della divulgazione della conoscenza”. Quello che la vulgata definisce “progresso” ha oggi travolto mediamente la cultura della città che fu argomento di appassionate e meritorie dedizioni da parte di uomini come i Politi, come Logoteta, Arezzo, Capodieci, Landolina, Gaetani della Torre, Falzello, Mirabella…
Il monumentale albergo a picco sulle Latomie dei Cappuccini si erge a simbolo di una Siracusa che allora aveva intuito come, accanto all’agricoltura e al commercio, doveva essere il turismo la valvola evolutiva della società. Il Grand Tour aveva fatto di Siracusa un punto cospicuo nella geografia culturale europea, nonostante le carenze ricettive. E fu proprio una turista tedesca che, sposando un Politi, realizzò quella “Villa Politi” che troneggia sulla città.
I Politi, dunque; dei quali si occupa il volume edito nel 1996 da Lombardi, con scritti di Salvatore Russo e prefazione di Pietro Beneventano di Monteclimiti. Ed è proprio Beneventano che ammonisce: “Tante sono le ferite al nostro patrimonio culturale, grave è la colpevole indifferenza di chi tanto possiede ed è incurante di quanto perde. E allora i Politi. Essi amarono l’arte come il più importante dei beni, e quindi la loro città come il più confacente dei doni. A queste dedicarono con gioia e totale disinteresse la loro esistenza”.
Una famiglia di collezionisti, incisori, pittori, che fecero anche da guida ai viaggiatori del Grand Tour che qui giungevano. Sono almeno tre le generazioni di Politi presenti nel secolo XIX, da Michelangelo a Salvatore, che hanno operato artisticamente nella divulgazione di una Siracusa che sembrava destinata a riprendere il proprio ruolo di capitale del Mediterraneo.
I Politi, artisti di frontiera. E anche loro danno ragione a Turi Vasile che qui nel 2005, durante la premiazione di un mio spettacolo teatrale, davanti a un pubblico straripante ebbe a dire: “Siracusa può apparire geograficamente città di frontiera, ma non lo è: sul versante della cultura, del prestigioso passato, dell’arte, dei fermenti che comunque vi germogliano come questa sera, Siracusa è un avamposto”.
Ricordando, ancorché sinteticamente, la consistenza culturale e sociale dei Politi nella nostra città, rendiamo omaggio a tutti coloro che questa città hanno amato ed amano, nonostante tutto, e per la quale hanno speso energie intellettuali e morali a salvaguardia di un decoro da difendere e quotidianamente valorizzare.

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