L’arch. Flavio Spataro: “Si articolerà in sette fasi: mostra fotografica, collettiva d’arte contemporanea, street art “impulsi urbani” 0.2, laboratori di musica e teatrali, un angolo per lo sport e 37°N 15°E – segni in movimento con lo SPRAR”
La Civetta di Minerva, 24 febbraio 2017
L’Urban Center di Floridia, primo in tutta la provincia, nasce per iniziativa di un gruppo di professionisti che appoggiavano l’attuale amministrazione, e già quattro anni fa ne avevano inserito nel programma elettorale la costituzione e la realizzazione. L’ing. Claudia Faraci, che aveva un’esperienza pregressa avendo seguito l’Urban Center di Torino, con gli architetti Rosario Sgroi, Marco Latina e Giuseppe Mangiafico, e l’ing. Antonino Di Guardo sono stati i promotori di questa iniziativa che si è concretizzata nel 2015 con una delibera di giunta. La partecipazione è stata, poi, estesa a tecnici e professionisti floridiani ma non solo.
“La porta è sempre aperta – dice l’ing. Faraci – a chiunque voglia partecipare e condividere idee per la città”. Il meccanismo della partecipazione – dice sempre la Faraci – si è avviato per tentare di coinvolgere un numero sempre maggiore di attori nel processo di sviluppo della città. Perciò si sono individuate aree tematiche, coinvolgendo chi aveva le competenze a momenti di partecipazione pubblica con dei tutor. Lo scorso anno si è realizzato il progetto “Floridia e la sua identità”, teso al recupero delle radici della cittadina.
Per saperne di più sulle attività in atto dell’Urban Center abbiamo rivolto domande all’ing. Faraci e all’architetto Flavio Spadaro, che ringraziamo perché ci hanno offerto l’anteprima sulla programmazione delle attività del 2017. Il 20 marzo partirà il progetto “Urban Center 0.2. Floridia e le sue trasformazioni”, e già dal titolo si preannuncia il tentativo di un passo avanti rispetto al progetto dello scorso anno, che avrà come focus il centro storico.
Quali sono le fasi del progetto e quali le finalità?
Le fasi del progetto – dice l’architetto Spadaro – riguardano diverse aree tematiche, individuate attraverso un confronto pubblico che ha raccolto le varie istanze che venivano dagli attori coinvolti, raccolte nel sito dell’Urban, istanze a cui poi è stato dato seguito. Fra queste è emersa quella relativa allo studio del centro storico e su questo è stato centrato il lavoro del gruppo. Il progetto si articolerà in sette fasi con una mostra fotografica, una collettiva d’arte contemporanea, street art “impulsi urbani” 0.2, laboratori di musica e teatrali, un angolo per lo sport, e 37°N 15°E – segni in movimento con lo SPRAR di Floridia. Le attività sono finalizzate alla rivitalizzazione del centro storico, per restituire alle abitazioni floridiane abbandonate e/o non utilizzate una dignità, che passi attraverso una ristrutturazione da parte di privati. Ma potrebbe anche passare, e questo vorrebbe essere la vera missione del progetto, dalla sensibilizzazione dei cittadini alla ridestinazione d’uso di questi edifici, affidandole, per esempio, ad associazioni.
Ing. Faraci, il ruolo dei cittadini sarà veramente attivo oppure saranno solo fruitori di scelte altrui?
Ovviamente l’intenzione è di promuovere un ruolo attivo, anche se non mancano le difficoltà, ma è impossibile il coinvolgimento della cittadinanza tutta. Comunque ci siamo spesi individuando competenze e chi ha voluto dare il suo contributo ha potuto farlo.
Da chi sono finanziati i progetti dell’Urban Center? E quali enti partecipano come partner?
In questo momento l’ente che lo ha costituito e che lo finanzia è solo il comune di Floridia, che lo ha costituito come strumento d’appoggio. Il passo successivo vorrebbe essere quello di trasformarci in una associazione con ente capofila il comune oppure, ed è ciò a cui aspiriamo, in una fondazione. Altri enti non finanziatori, ma che offrono il loro contributo in termini professionali, sono la facoltà di Architettura, l’Accademia di Belle Arti di Catania e taluni ordini professionali.
Architetto Spadaro, ci spiega perché il progetto riguarda solo il centro storico e non altre zone che avrebbero bisogno di essere riqualificate?
Siamo partiti da un’analisi di quelle che sono state le storie e le vicissitudini che hanno visto una trasformazione, anche notevole, del nostro centro storico a partire dal secondo dopoguerra. Premesso che questo vuole essere solo un primo step verso altre iniziative, che vedranno coinvolte le zone periferiche, abbiamo scelto di partire dall’idea di accendere i riflettori sul centro per poi intervenire a raggiera sul resto del territorio.
Ing. Faraci, esiste una rete nazionale di Urban Center e questo progetto è in rete con altri progetti italiani?
Esiste una rete nazionale a cui, però, noi non aderiamo perché siamo in attesa di una ufficializzazione della nostra posizione (associazione o fondazione). Quindi sul piano formale non siamo in rete, ma questo non ci impedisce di operare in sinergia con altri centri, con cui ci confrontiamo. Siamo, inoltre, in attesa dell’apertura dell’Urban di Siracusa, con i promotori del quale siamo già in contatto.
Quali sono le punte di diamante del progetto?
I fiori all’occhiello sono diversi. Innanzi tutto il nostro centro ha affiancato il comune in diversi progetti finanziati dalla comunità europea, come quelli della scuola innovativa e della riqualificazione dei quartieri della Marchesa e Santuzzo, realizzati col contributo volontario dei nostri professionisti che hanno collaborato con l’ufficio tecnico nella presentazione dei progetti. Abbiamo, inoltre, indetto concorsi di idee per architetti e ingegneri, che ci hanno restituito delle progettazioni che rimetteremo nei prossimi bandi per ottenere finanziamenti per il comune. Per la parte progettuale, invece, ci sono delle eccellenze già emerse, grazie all’accademia di belle arti, e mi riferisco alla partecipazione di street artist di fama nazionale che hanno già collaborato, e lo faranno ancora in questo progetto, per la riqualificazione del territorio, soprattutto degli spazi industriali. Infine, sarà da attenzionare la mostra di arte contemporanea, che vedrà artisti di caratura nazionale come Giusi Bonomo, Pier Giorgio De Pinto, Giuseppe Forzisi, Paolo Greco, Maurizio Pometti, Francesco Rinzivillo…
Veniamo a sapere che una vera sorpresa sarà 37°N 15°E – segni in movimento, su cui però ancora gli intervistati non intendono sbottonarsi.

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