Foto Michele Pantano

Pier Paolo Coppa: “Poca RD, non è vero che è colpa dei comuni”

Grande interesse per la tavola rotonda organizzata dall’Associazione Rifiuti Zero. L’assessore di Siracusa: “Mancano gli impianti di compostaggio e non si sa dove portare l’umido”. ”Non c’è stata una governance della Regione e su questo non c’è alcun dubbio”

[Salvo La Delfa] La Civetta di Miverva, 10 febbraio 2017

I cittadini, le associazioni di volontariato, le amministrazioni locali, l’amministrazione regionale, i gestori: erano tutti presenti alla tavola rotonda organizzata dall’Associazione Rifiuti Zero di Siracusa, dal titolo: “Discariche o riciclo: Quale futuro per il nostro territorio?”, tavola rotonda che, come affermato dal sottoscritto presidente dell’Associazione organizzatrice, “ha avuto il merito, al di là della risposta alla domanda retorica se è meglio riciclare i rifiuti o portarli in discarica, di fare dialogare tra di loro i diversi stakeholders, i portatori di interessi, nel campo della gestione dei rifiuti”.

Cosi, nella sala Borsellino di Palazzo Vermexio, gremita di persone, addetti ai lavori e semplici cittadini, politici e rappresentanti di società di gestione dei rifiuti, si è cercato di comprendere le responsabilità delle basse percentuali di differenziata che si sono avute nella regione (e, quindi, a Siracusa e provincia) negli ultimi anni e quali iniziative intraprendere per invertire la direzione. A dare il la alla discussione ci ha pensato Fabio Morreale, presidente dell’Associazione ambientalista Natura Sicula, che nel suo intervento, con toni forti e determinati, ha affermato che: “la Sicilia è ancora all’anno zero. Siamo ancora qui, nel 2017, a discutere se è meglio la discarica o il riciclo”. Secondo Fabio Morreale “non c’è stato negli ultimi decenni nessun governo regionale che abbia avviato il cambiamento. Il presidente Crocetta aveva promesso tanto ma anche con il suo governo non è cambiato niente. Il 2014 e 2015 si sono chiusi con un ridicolo 13% di differenziata e nel 2016 si è avuto lo stesso dato. Non è cambiato nulla, non c’è stata nessuna ordinanza che abbia potuto impedire che in discarica arrivassero tonnellate di rifiuti. Non è stato completato il piano regionale dei rifiuti che doveva essere pronto vent’anni fa. In più Crocetta ha previsto la costruzione di termovalorizzatori e solo a pochi mesi dalle elezioni scopre la raccolta differenziata”.

Parole di fuoco quelle del presidente di Natura Sicula che sono prontamente rintuzzate da Salvo Cocina, direttore dell’Ufficio Speciale per l’incremento della raccolta differenziata, ufficio istituito nell’estate 2016 (durante la crisi dei rifiuti) dal presidente Crocetta per dare seguito alle disposizioni che prevedevano un obbligo per i comuni di incremento della raccolta differenziata dell’1% per ogni mese. Salvo Cocina ribatte richiedendo che siano citati almeno i dati corretti. “Non è vero che nel 2016 siamo anche al 13%. I dati raccontano fatti oggettivi e non politici. E’ vero che nel 2014 i dati ISTAT riportavano una percentuale di raccolta differenziata annuale del 12.5% e nel 2015 del 12,8%, con una crescita di solo 0,3%, con un trend che avrebbe portato al 13% nel 2016 se non ci fossero state le ordinanze di Crocetta. I dati che noi abbiamo raccolto con grande difficoltà, richiedendoli a ciascun comune della Regione, ci dicono che al 31 dicembre 2016 siamo al 21%. Certo, siamo ancora sotto i valori delle regioni civili ma questo dato dimostra che c’è stato un cambiamento, registrato solo dopo l’ordinanza n.5 del 6 giugno 2016 del presidente della Regione.

Questo valore promette ancora un ulteriore incremento della percentuale per il 2017 e dimostra che non è vero che non si può cambiare, non è vero che il nostro destino è vivere circondati dalla spazzatura”. A questo punto arriva l’affondo da parte di Salvo Cocina nei confronti dei comuni: “Sono i comuni, nella forma associata che si chiama ARO, ambito di raccolta ottimale, a fare la differenziata. Alcuni comuni fanno il loro dovere, altri no. La provincia di Siracusa è divisa a metà: molti comuni hanno avviato il circolo virtuoso della gestione dei rifiuti che li ha portati o li sta portando ad incrementare la percentuale, altri invece sono fermi al palo. Ho denunciato il comune di Floridia alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti perché da otto anni fa proroghe alla stessa impresa senza che il comune abbia raggiunto in questi anni alcun risultato. C’è stato sicuramente danno erariale e qualcuno dovrà risponderne. Sono 800 milioni di euro i contributi che i comuni siciliani riuscirebbero ad ottenere dai consorzi CONAI se facessero seriamente la differenziata. Ci sono interi comprensori in Sicilia (Sciacca, Trapani Nord, Marsala) che hanno raggiunto il 70% di differenziata. Gli altri perché non riescono? Molti contratti con i gestori sono irregolari e la magistratura già da tempo sta cercando di fare luce su questo”.

Non ci stanno gli amministratori locali a queste dichiarazioni. Pierpaolo Coppa, assessore all’ambiente del comune di Siracusa, replica affermando che l’Ufficio Speciale è stato creato da cinque mesi e solo in questo ultimo periodo si sta intravedendo una governance regionale del sistema rifiuti. “Abbiamo avuto nel governo Crocetta due assessori che si sono occupati del tema dei rifiuti con atteggiamenti diversi, che hanno dato direttive differenti. Ci sono stati dirigenti che hanno prima affermato che il piano di intervento poteva essere approvato dalla Giunta del Comune e poi ha richiesto che fosse approvato dal consiglio comunale. E’ mancata una governance e su questo non c’è alcun dubbio. Che il presidente Crocetta sia inaffidabile lo dicono tante cose compresa la vicenda della Port Authority di Augusta”.

Continua Coppa: “Siamo contenti che ci sia l’Ufficio Speciale, che Salvo Cocina sia determinato nella sua attività, ma affermare che la raccolta differenziata non sia partita perché è tutta colpa dei comuni non è vero perché bisogna comunque considerare la mancanza di impiantistica, di impianti di compostaggio. I comuni non sanno dove portare l’umido e finirà nell’indifferenziata finché non verrà realizzato un impianto di compostaggio”.

Gli dà manforte Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e presidente della Società per la Regolamentazione della Gestione dei Rifiuti (SRR) Siracusa. “Dire che è colpa dei Comuni significa fare un torto ai tanti amministratori locali che si stanno impegnando e stanno contribuendo all’inversione di tendenza che si sta osservando in questi ultimi mesi. Certo ci sono delle responsabilità oggettive sia degli amministratori regionali e degli amministratori locali che hanno permesso il protrarsi di una situazione ormai non più sostenibile”.

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