“Se chiudesse CamCom se ne accorgerebbero solo i dipendenti”

Sandro Romano, presidente di Confcommercio: “Lo dico da imprenditore, commerciante e consigliere dell’ente camerale”, “Politici inetti: tantissime le incompiute siracusane. Si trovino un lavoro!”

 

La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017

Presidente Romano, abbiamo la triste sensazione che la condizione economica stia peggiorando. Tempi di saldi, a volte anche del 70%, eppure i negozi sono vuoti. Qual è la sua opinione?

Per un’attività commerciale il fatturato durante gli sconti rappresenta circa il sette, otto per cento annuo dell’intero fatturato. Specialmente l’abbigliamento subisce un tragico crollo. D’altronde, se assistiamo al netto calo degli alimenti e dei farmaci, è naturale che i beni non proprio di prima necessità subiscano il netto calo di cui parlava lei all’inizio. Senza tema di smentita, possiamo affermare di vivere il peggior periodo mai registrato a Siracusa dopo il boom economico. D’altronde la città assiste ad una riduzione demografica non a caso. La zona industriale del quadrilatero rappresentava, in mancanza di alternative, l’unica fonte economica della nostra provincia. Con la chiusura di impianti produttivi, si è chiusa quella stagione che nel bene e nel male ha dato un certo benessere al terziario locale. Mancano 11.000 abitanti nella nostra città. O in pieno centro, o in periferia, il calo è drammatico. Tra un autunno tiepido e la mancanza di liquidità, i commercianti si trovano gli scaffali pieni e le tratte da pagare nei cassetti.

Abbiamo assistito al tragicomico balletto dell’accorpamento delle Camere di Commercio di Catania, Ragusa e Siracusa. Ma sinceramente servono ancora le Camere di Commercio?

La cattiva gestione della Camera di Commercio di Siracusa non significa che le Camere di Commercio non servano. L’esempio positivo si può trarre dall’esperienza che la Confcommercio di Siracusa ha svolto con la Camera di Commercio di Alessandria. Attraverso una  sinergica attivita di promozione delle eccellenze locali, abbiamo condotto uno scambio esperenziale con la migliore pasticceria siracusana. Infatti, grazie alle pasticcerie Leonardi, Rizzo, Brancato, Ciccio e Condorelli, abbiamo diffuso l’arte pasticciera siracusana nella provincia alessandrina. I mastri pasticceri di quella provincia verranno a Siracusa per condividere coi loro colleghi siracusani la loro tradizione dolciaria. Avvenimenti del genere danno la misura di quanto sia essenziale assumere atteggiamenti propositivi per la promozione del territorio. Attenzione, in tutto questo la politica è rimasta assolutamente fuori da ogni genere di iniziativa tornacontista. Perché purtroppo, diciamocelo senza peli sulla lingua, è la grande assente nelle scelte per il nostro territorio.

Sicuramente, se domani chiudesse la Camera di Commercio di Siracusa gli unici ad accorgersene sarebbero i sedici dipendenti. Lo dico da imprenditore, commerciante e consigliere della Camera di Commercio. In tantissime realtà del centro e del nord Italia solo grazie alle Camere di Commercio è stato possibile internazionalizzare i propri mercati, espandendo in tutta Europa anche le piccole attività locali. Qui da noi non si è andato oltre. Mentre la Confcommercio ha dedicato uno sportello all’internalizzazione dei propri iscritti.

La provincia di Siracusa è socia della gestione aeroportuale. Il nostro turismo potrebbe veramente raggiungere livelli di eccellenza se le tariffe da e per la Sicilia potessero godere di benefici particolari. Un biglietto da Milano non può costare quanto quello da Amsterdam. Perchè a suo avviso siamo rimasti al palo?

Al solito non abbiamo politici validi. Se i siracusani dovessero votare per l’attenzione dei politici locali verso i bisogni del territorio, nessuno dei politici prenderebbe un voto. In tutte le regioni si moltiplicano gli assi viari, da noi si chiudono le tratte ferroviarie. Siracusa ha perso lo scalo per Malta. Siracusa non è più stazione terminal. E’ semplicissimo collegare la nostra città all’aereoporto di Catania. Vi è un tracciato ferroviario che parte da Bicocca e si ferma a qualche centinaio di metri dall’aereoporto. Invece siamo condannati ad attraversare gallerie buie e costantemente teatro di incidenti. Basterebbe solo avere politici regionali e nazionali all’altezza.

Invece abbiamo il porto turistico bloccato tra burocrazia e moralismo ambientalista. Lo stesso che vietò la dragatura dei fondali del nostro porto. Un porto naturale eccezionale, pressochè unico in Europa, ha lasciato al Grand Harbour di Valletta a Malta l’opportunità storica di sviluppo altrimenti siracusana. Bisogna raccordare il porto all’aereoporto e alla ferrovia. La sinergia tra i vari scali intermodali farebbe esplodere il turismo siracusano. Oggi  l’accorpamento delle camere del sud est ha dato la maggioranza assoluta dello scalo aereoportuale di Catania. Avremmo tanto da esprimere. Oggi invece se vai da Registri Buffetti puoi anche acquistare i moduli delle incompiute siracusane. I politici fin qui espressi devono andare a casa. Si trovino un lavoro!

Da leggere

IL PIANO ENI VERSALIS SPACCA IL SINDACATO

Prima ancora che avesse inizio al Vermexio l’incontro dei sindaci dei comuni del petrolchimico, di …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti