Augusta, l’ass. Sirena: “Convocherò gli stati generali della scuola”

Il liceo classico e il mantenimento dell’autonomia. “Prossimo l’affidamento per un triennio del Palajonio”, “Per promuovere il turismo, specie a Brucoli, penso alla soluzione dell’albergo diffuso”

La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017

Chiudiamo con l’assessore Giusy Sirena la carrellata di incontri con la giunta pentastellata di Augusta, anche perché l’assessore ai servizi sociali, avvocatura ed altro si è appena insediata e l’assessore al bilancio, dopo la defenestrazione del precedente, non è stato ancora nominato. Residente a Modica, viene in città due volte la settimana per gestire le rubriche pubblica istruzione, cultura, sport,. spettacolo e turismo. Attualmente docente presso il CPIA di Ragusa, è laureata in lettere classiche e specializzata in archeologia. L’incontro inizia con una piccola recriminazione; infatti l’assessore mi comunica, sorridendo, che deve rimproverarmi per non avere sostenuto a sufficienza la sua maturità, poiché, in qualità, allora, di docente non le ho garantito una adeguata valutazione finale. Rincorro i miei ricordi ma non riesco a trovare nulla di significativo al riguardo, me ne esco sottolineando che sono io a fare le domande e non viceversa.

Una amichevole risata chiude l’episodio. Il sorriso ha caratterizzato tutta l’intervista, per cui ci siamo ritrovati a conversare con assoluta serenità. In riferimento alla parte di rubrica che riguarda la pubblica istruzione dichiara che la principale attività consiste nel garantire il supporto a tutte le richieste formulate dalle scuole con le quali, tramite protocolli di intesa. si concretizza l’impegno amministrativo; in merito cita, in particolare, l’attività di alternanza scuola lavoro (!). Alla mia richiesta di conoscere come il Comune intenda intervenire sulla qualità del servizio scolastico e sulla formazione civica dei giovani, dimostra qualche incertezza e risponde sottolineando che ciò rientra nella competenza delle singole scuole e non del comune.

Ancora una volta si evidenzia ciò che caratterizza anche gli altri assessori: una limitata consapevolezza sul ruolo che l’Ente locale può e dovrebbe svolgere nella promozione della cittadinanza attiva e nella formazione di una coscienza civile dei giovani nonché nel coordinamento di una politica culturale più complessiva che metta in sintonia le istituzioni pubbliche con l’ “agire” etico della comunità. Si rivela una concezione del ruolo del comune, purtroppo, identico a quello di sempre, esclusivamente un supporto amministrativo, rinunciando al ruolo, che è proprio politico, della promozione della crescita culturale della città. Mi interrompe negando la “qualifica” di politico, sollecitando, con ciò, la mia ironia che si traduce in una battuta: “Allora vuol dire che hai vinto un concorso e questo è il tuo nuovo lavoro part time”.

L’abitudine di scrollarsi di dosso l’immagine dell’essere politici è molto presente in questa compagine, come se bastasse affermare con forza un’idea singolare per negare l’evidenza di un dato di fatto; ma abbandonando quello che ci potrebbe deviare dal motivo dell’incontro, affrontiamo il problema che recentemente ha interessato il comune e cioè il dimensionamento scolastico. Il problema dell’autonomia del Liceo è stata tra le priorità dell’amministrazione, afferma, e la proposta che puntava sulla verticalizzazione era solo alternativa a questa priorità, d’altronde nessun’altra proposta poteva essere fatta se non una che coinvolgesse le scuole di competenza comunale, come è stato. Aver mantenuto l’autonomia, pur positiva, sia pure in condizioni di reggenza, non ha risolto il problema, lo ha solo differito posto che dall’anno scolastico 2018/19 i numeri per l’autonomia delle scuole saranno molto diversi. Conviene sul fatto che se lo stesso liceo non si interroga sullo stato delle cose e sulle ragioni del suo sottodimensionamento, mantenendosi lo statu quo, difficilmente si perverrà ad una soluzione definitiva del problema; l’Amministrazione, afferma, ha fatto l’unica proposta possibile in un’ottica sistemica per ciò che era nelle sue competenze e se non verrà una proposta credibile da parte della stessa scuola non si caverà un ragno dal buco.

Concordo e ragioniamo sulle possibili soluzioni, che esistono, ma che compete alla scuola fare; conversando, emerge l’opportunità che si sviluppi, tra gli addetti ai lavori (e non solo), una discussione seria e leale sullo stato dell’istruzione nella città e raccoglie l’idea di promuovere un momento di confronto all’interno dell’intera comunità scolastica, magari attraverso la convocazione di una sorta di “stati generali” sulla pubblica istruzione nella città. Approfitto della convergenza su questa idea, per sottolineare come sia indispensabile avviare una fase di riflessione autocritica sul ruolo che la scuola pubblica ha nello sviluppo dello spirito critico degli alunni, su come l’istituzione scuola adempie al suo dovere di formare il cittadino e di promuoverne la cittadinanza attiva, su come i contenuti e la qualità dell’azione formativa siano funzionali alla qualificazione professionale, culturale e tecnica dei nostri giovani, prendendo atto che, sempre più, i nostri ragazzi sono, in larga parte, preda ad uno sbandamento nei valori di riferimento sanciti dalla carta costituzionale e di come ciò li renda insicuri e smarriti rispetto alla complessità della nostra società. Da qui emerge la necessità di un progetto formativo coerente e condiviso in città che, più che a salvaguardare illusorie prevalenze o “gerarchie” tra le singole scuole, ne riprogetti l’articolazione e affronti, senza veli, le modalità con cui si esplica il prezioso lavoro degli insegnanti, assumendo le necessarie misure per garantire il corretto svolgimento dell’attività scolastica.

Il discorso si fa interessante ma rischia di essere un confronto a due e, quindi, poco utile, dunque in attesa di iniziative in merito passiamo ad altro; in merito alle strutture esistenti, utilizzabili per le attività culturali, riferisce che è in via di definizione un protocollo per costituire una associazione temporanea di scopo tra tutte le associazioni culturali del territorio che vorranno aderire per affidare loro la gestione del teatro comunale; teatro che dovrebbe quanto prima essere restituito alla città (ma da quando l’assessore ai LL:PP: ce ne assicurò l’imminente apertura sono trascorsi più di due mesi e ancora tutto tace), assicurando, così, alle scuole uno spazio per le assemblee studentesche e per le attività culturali che dalle scuole, e non solo da esse, si vorranno avviare

Accantonata questa parte della rubrica assessoriale, discutiamo sullo stato dello sport in città. Dopo una carrellata sulle varie carenze e le necessità che si evidenziano nel dibattito cittadino, l’assessore rivela che sono alla valutazione dell’amministrazione due proposte di soggetti privati che puntano a realizzare nel territorio, in zona agricola, due strutture sportive polivalenti che, una volta terminate, potranno restituire alla città spazi idonei per praticare vari tipi di sport, mentre per il campo di calcio si attende la conclusione delle pratiche relative alla necessaria bonifica del terreno di gioco, dopo di che si procederà, afferma, all’ adeguamento dell’intero complesso sulla base di un progetto giacente da tempo in comune anch’esso da aggiornare; sul Palajonio, assicura che ormai è prossimo l’affidamento. Precisa che la struttura sarà concessa solo per un triennio poiché è ormai in via di definizione il progetto avviato dalla precedente amministrazione che, utilizzando i fondi del credito sportivo, consentirà di procedere alla sua riqualificazione.

Sull’Hangar e il suo parco ammette un ritardo e un ripensamento che dovrebbe portare ad un ridimensionamento dell’area richiesta al demanio, il che consentirà l’avvio di una procedura che consentirà alle associazioni interessate di gestirlo per riaprirlo alla città. Sul parco del Mulinello confessa varie difficoltà che rendono complicato un qualunque intervento dell’amministrazione, che però, assicura, sta seguendo il problema. Non aggiunge altro.

Sulla promozione del turismo rivela di seguire l’idea di promuovere la realizzazione di un albergo diffuso (simile alle esperienze realizzate nel ragusano), che potrebbe sostenere il turismo nel territorio di Brucoli, anche, sottolinea, grazie alle prospettive che si apriranno con la gestione da parte di una società privata (la Azzurra s.r.l) del faro e dalla riapertura ai visitatori del Castello, quando il demanio si deciderà di assumere le decisioni opportune.

Chiudiamo la chiacchierata affrontando il dramma della dispersione scolastica; il tema, di competenza dell’assessorato alla solidarietà sociale, la appassiona anche per la sua esperienza lavorativa presso il cpia di Ragusa dove ha visto realizzare politiche di alfabetizzazione e di reinserimento scolastico utili ed efficaci. In merito lamenta una limitata attenzione del CPIA di Siracusa sulle politiche scolastiche contro la dispersione nella città di Augusta nonostante, dichiara, l’amministrazione sarebbe anche pronta a mettere a disposizione i locali liberi nelle cosiddette “scuole verdi” al fine di assicurare un presidio più dignitoso e funzionale di quello esistente. Prendo nota di questo interesse e mi rendo disponibile a richiamare l’attenzione della dirigente di Siracusa con cui avrò un incontro a breve per altri motivi, ciò al fine di agevolare una interlocuzione più utile ed efficace. Molta carne al fuoco, idee interessanti, voglia di fare tanta; ad oggi risultati pochi, ma se alle parole seguiranno i fatti avremo di che discutere.

 

Da leggere

“Solo contro tutti: la Cgil e le battaglie per Siracusa”

Intervista al segretario Cgil Franco Nardi: “Tra bioraffineria, Isab, futuro del depuratore, sanità e giovani …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti