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Danilo Pulvirenti: “Attraverso Fare con Meno pubblicheremo le analisi nei pozzi e nelle fontanelle pubbliche. Abbiamo informatizzato i dati per garantire la potabilità”
La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017
Il panorama urbano di molte città da qualche tempo a questa parte si è arricchito di un nuovo elemento distintivo, le cosiddette “case dell’acqua”, piccoli gazebo che erogano ai cittadini acqua “alla spina”. Le statistiche più diffuse sottolineano come l’Italia sia uno dei Paesi in cui il consumo di acqua potabile confezionata in bottiglia sia più elevato, con un evidente costo per le famiglie e per l’ambiente, vista l’enorme mole di bottiglie in plastica che, quando va bene, si ammassano negli appositi raccoglitori. Non che gli italiani, oltre ad essere notoriamente esperti di vino, abbiano necessariamente la bocca buona anche per l’acqua, nella loro scelta forse incide di più la diffusa sfiducia nei confronti di tutto ciò che è pubblico, compresa l’acqua che sgorga dal rubinetto. Le “case dell’acqua” forniscono quindi un bene essenziale, opportunamente controllato a prezzi contenuti.
Anche ad Augusta pare sia giunto il tempo di inaugurare la prima di questa strutture, come si apprende dal profilo social dell’Assessore all’ambiente Danilo Pulvirenti, stimolato nelle sue precisazioni da una mozione proposta dal consigliere di opposizione Salvo Aviello che ne auspicava la costruzione. Questa proposta è giunta a poche ore dalla presentazione di “Fare con meno”, il progetto di sensibilizzazione finalizzato alla riduzione nella produzione di rifiuti che si affianca, come sostenuto dal Sindaco Di Pietro, al nuovo e ambizioso sistema di raccolta differenziata porta a porta.
“Una delle azioni del progetto Fare con Meno – sottolinea Pulvirenti nel suo intervento on line – riguarda proprio l’acqua e si concretizza in una campagna che abbiamo denominato “San Rubinetto”, riprendendo uno slogan di qualche tempo fa. Il progetto, però, è più ampio della semplice installazione delle case dell’acqua”.
Infatti, uno dei problemi che maggiormente spingono i cittadini all’acquisto di acqua confezionata è legato ai dubbi sulla qualità di quanto viene fuori dal rubinetto di casa, dubbi che l’assessore ha deciso di affrontare. “Grazie a una collaborazione tra gli assessorati Lavori pubblici, Istruzione ed Ambiente – precisa Pulvirenti – abbiamo provveduto ad informatizzare i dati delle analisi effettuate dal Comune per garantire la potabilità dell’acqua come previsto dalla normativa. In pochissimi casi le amministrazioni locali hanno fatto sapere ai propri cittadini quanti controlli subisca l’acqua prima di arrivare ai nostri rubinetti ed il prezioso lavoro svolto dalla squadra lavori del Comune per garantire questo servizio.
La normativa di riferimento, il D.lgs. 31 del 2001, prevede due diverse tipologie di controlli: il primo viene effettuato dal gestore, in questo caso il Comune di Augusta, il secondo è di competenza delle ASP, che lo realizza attraverso una serie di campionamenti eseguiti all’insaputa del soggetto gestore. Invece, le acque delle bottiglie di plastica subiscono meno controlli e non c’è una normativa chiara di riferimento. Attraverso Fare con Meno abbiamo intenzione di pubblicare le analisi che vengono eseguite sia nei pozzi che nelle fontanelle pubbliche. Queste analisi sono state informatizzate da un’alunna dell’Istituto Ruiz che, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola–lavoro, le ha catalogate e scansionate. E’ prevista anche la realizzazione di un video che racconti il percorso che compie l’acqua dalle sorgenti alle fontane. In quest’ottica, la casa dell’acqua sarà un tassello di questo processo di cambiamento che la città si sta apprestando a vivere”.
A proposito della grande diffusione che l’acqua in bottiglia ha nel nostro paese, l’Assessore Pulvirenti ha aggiunto che “l’Italia è diventata la seconda nazione al mondo per consumi di acqua in bottiglia. Legambiente qualche anno fa ha diramato dati allarmanti, dodici miliardi di litri di acqua all’anno viaggiano sui camion su e giù per il nostro fragile stivale consumando migliaia di litri di petrolio”.
Una ragione in più per auspicare che le “case dell’acqua” arrivino presto.

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