Piazza Adda di venerdì. A Km Zero per contrastare le filiere lunghe

Gli utenti: “Poca ortofrutta di qualità”, “C’è chi dimentica lo scontrino”,  “E’ una festa”.  Dovrebbe offrire maggiori garanzie sui prodotti alimentari a prezzi decisamente competitivi, ma…

La Civetta di Minerva, 27 gennaio 2017

Da alcuni anni sono attivi nella nostra città i cosiddetti Mercati del Contadino. Si tratta della riproposizione del vecchio mercatino rionale di un tempo, dove la vendita dei prodotti era direttamente fatta dal produttore al consumatore. Sono iniziative che si caratterizzano per essere a Km/zero e per contrastare gli effetti negativi delle filiere lunghe della commercializzazione, offrendo maggiori garanzie sui prodotti alimentari a prezzi decisamente competitivi. O almeno così dovrebbero essere.

L’Amministrazione li ha disciplinati con un apposito Regolamento Comunale, che prevede precise norme igienico-sanitarie, di tracciabilità del prodotto con esposizione di etichette e prezzi, e forme di autocontrollo. Il Regolamento prevede altresì un Disciplinare di vendita e la costituzione di un Comitato di Gestione. Si svolgono a cadenza settimanale in diversi quartieri: il venerdì in piazza Adda, il sabato alla Pizzuta (via Pippo Fava), la domenica all’Antico Mercato di Ortigia  e forse in piazza S. Lucia (non siamo sicuri che quello della borgata rientri tra i Mercati del Contadino).

È senza dubbio una delle iniziative attivate dall’attuale Amministrazione Comunale molto apprezzata dai cittadini che settimanalmente affollano gli stand di frutta e verdura. La Civetta se ne è già occupata a giugno del 2015 quando evidenziò, assieme alla validità del progetto, anche alcuni aspetti critici (mancanza di controlli, carenze igieniche, e altro).

A distanza di un anno e mezzo siamo tornati al mercatino di piazza Adda, abbiamo fatto i nostri bravi acquisti e abbiamo riscontrato il ripetersi di alcune criticità: non ci è stato rilasciato lo scontrino; in alcuni stand mancano i cartellini con prezzi e descrizione della provenienza; i prezzi non sembrano così convenienti (considerato che manca l’intermediazione); perplessità sulle norme igieniche ed infine… ci è sembrato che nessuno dei produttori fosse di Siracusa. La volta precedente intervistammo una ditta espositrice, stavolta abbiamo voluto sentire il parere di alcuni clienti abituali frequentatori.

Paolo Lentini

Ci vado quasi tutti i venerdì, è a 100 metri da casa mia ed è conveniente soprattutto per i pensionati. Anch’io ho notato che non vi sono produttori siracusani, forse a loro non conviene visto che creerebbero un precedente (saltare il mondo dell’intermediazione che regola e gestisce il mercato dell’ortofrutta a Siracusa) o forse c’è un cartello protezionistico (nessuno contro nessuno).nei confronti dei punti vendita cittadini. Non trovi di tutto: è un mercatino del contadino e manca, ovviamente, l’ortofrutta di qualità medio-alta (frutta e verdura non locale) e non credo che tutti i prodotti in vendita siano biologici. In linea di massima quasi tutti rilasciano lo scontrino, il problema è se le bilance sono regolari e controllate. Certo le norme igieniche non sono al top, ma neanche al mercato di Ortigia. Non mi risulta che ci sia una fontanella o altro e in sostituzione usano la carta per pulire i coltelli, questo un po’ mi da fastidio. Io lo frequento per convenienza logistica ma niente sostituisce il mercato di Ortigia. Certamente potrebbe essere meglio organizzato con regole più certe, i cartellini sono fatti in casa, gestiti dai venditori. A volte ho visto persone, credo dipendenti del comune, girare fra le bancarelle ma non credo per controllare l’igiene, regole o provenienza dei prodotti, probabilmente per adempimenti burocratici.

Orazio Dugo – 65 anni, bancario in pensione

È molto comodo (almeno fino a quando i VVUU non intervengono sul posteggio di piazza Adda!).  Conveniente solo in rapporto a ciò che trovi e se non pretendi la “bellezza” del prodotto. Riguardo ai produttori siracusani ho notato che il loro numero si è ridimensionato ma trovo molto validi sia quelli provenienti dalla zona Sud (Avola, Cassibile, dall’entroterra di Noto e Rosolini) che dalla zona Nord (Francofonte, Lentini e Carlentini) Diversi provengono dal ragusano (Ispica, Modica e Ragusa) e dal catanese (Scordia, Palagonia, qualcuno dall’Etna e qualcuno da più lontano, dal calatino). Perchè? Forse perché a Siracusa è quasi nulla la presenza di coltivatori a Km 0? O forse perché sono presenti soltanto trasformatori di prodotti importati (di dubbia qualità) o forse perché le grandi aziende preferiscono solamente la grande distribuzione (il guadagno ma soprattutto la sopravvivenza sono lì).

Che siano coltivazioni più genuine di quelle che ci propinano attraverso il mercato generale lo si potrebbe “chiarire” solamente con la tracciabilità e la certificazione della “concimatura”. Il mercato “vuole” tutto e sempre, ci dimentichiamo anche e soprattutto in questi mercatini della stagionalità dei prodotti. Per quanto riguarda gli scontrini tutti lo rilasciano ma ci sono alcuni dei soliti locali che lo “dimenticano”! Per le norme igieniche il comune dovrebbe provvedere ad una presa d’acqua. Un plauso per i gabinetti chimici che vengono installati in piazza, quando si tiene il mercato. Credo che il mercatino si faccia preferire nel complesso solamente da coloro che sanno cosa acquistare, che hanno le idee chiare e che hanno una certa competenza. Gli altri in genere te li ritrovi tutti al supermercato. Rispetto delle regole? Dovrebbero allontanare gli abusivi che si posizionano a ridosso dell’entrata. La nuova “responsabile” dovrebbe interessarsi di più… le “visite” si fanno in orari di lavoro e di affluenza non a fine mercato! La Cavarra almeno era più presente!

Enrico Piazza

Comodo certamente: è a 50 metri da casa mia. Ogni venerdì il mercatino è la mia festa divertente da pensionato, con gradevoli incontri e piacevoli chiacchierate. Generalmente i prezzi sono leggermente più convenienti rispetto ai supermercati. E questo a fronte di una qualità superiore e un’evidente maggiore freschezza. Riguardo alla provenienza degli standisti conosco almeno tre produttori siracusani: le sorelle Avola con il loro ottimo moscato; Milena Caramagno, generosa dispensatrice di antiche ricette siciliane, e Pippo Di Pietro, maniaco della stagionalità dei prodotti. Altri sono della provincia. Una deliziosa coppia (forse di Rosolini) porta pochi prodotti, spesso non belli a vedersi ma di gusto eccellente. Tenerissimi, sembrano due ragazzini, ma con competenza rispondono ad ogni domanda sulle loro produzioni di nicchia. Da Floridia viene il mio fornitore di miele, che mi ha fatto conoscere quello di “Sulla”, che è diventato il mio preferito. E ancora un miele di eucalipto, con propoli e mentolo, gradevole ed efficace nelle infiammazioni delle vie aeree. E ancora due produttori di olio, uno di Rosolini e uno di Canicattini Bagni. Sempre da Rosolini un produttore di formaggi che offre uno yogurt buonissimo con miele e pistacchi.

Solo alcuni vengono dal ragusano e con prodotti di tutto rispetto. Fra questi mi piace ricordare un produttore di Chiramonte Gulfi, Massimo Virginia di Torino, ma con azienda agricola a Chiaramonte Gulfi che presenta ottimi prodotti, e un’uva straordinaria.

Credo che tutti mi rilascino lo scontrino fiscale, altrimenti non ricorderei i nomi. Evidentemente il mio aspetto burbero li intimorisce. Chissà?

L’impressione di pulizia e di ordine è più che evidente. Un plauso particolare alla funzionaria comunale, dottoressa Fosini, che con grande rigore ed estrema cordialità controlla il tutto.

Sui cartellini non sono mai stato attento. Può bastare?

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti