C’era una volta il gruppo facebook “I Bannati di…”

Fu una divertente stagione di goliardia, di provocazioni e frecciatine all’ultima battuta. Si distingueva in modo straordinario in satira, ironia e fustigazione di fake

La Civetta di Minerva, 23 dicembre 2016

Era la primavera del 2012. Io scrivevo di una città che si risvegliava, di grandi fervori che si percepivano, di una mobilitazione giovanile. C’era un fermento di iniziative, di consapevolezza, di cittadinanza attiva e responsabile: concerti all’Ara di Ierone; tre giorni alla Pillirina; fiaccolata in piazza Duomo; adesione a manifesti; cartello di associazioni ecc. Tutte azioni che invece venivano puntualmente sminuite, criticate e sbeffeggiate senza valido e giustificato motivo se non per meri fini denigratori e diffamatori da parte di …”altra stampa”, pseudo giornalisti, pagine fb, fake sgamati.

Fu così. Quindi, che nei fatti andai in combutta sui social con tale metodo di comunicazione e conobbi il “bannamento” o la “bannazione”. Insomma fui cancellato, eliminato, rimosso, “bannato” da parte del “Comunicator Bannante” e sbraitante. Dopo lo sgomento iniziale, scoprii di non essere il solo ad aver ricevuto lo stesso trattamento. Gli strali della “contro informazione” si abbatterono anche contro una serie di liberi frequentatori di social e cortesi commentatori dei quotidiani accadimenti.

Ingegnosa e intelligente fu l’idea di chi volle creare il gruppo facebook “I Bannati di …” che nel giro di poco tempo raggiunse un ragguardevole numero di aderenti distinguendosi in modo straordinario in satira, ironia e e fustigazione dei vari fakes che facevano riferimento, nei fatti, al “Comunicator bannante” e al suo periodico.

Fu quella una bella, divertente stagione di goliardia, di pungente satira e frizzante derisione. Si portavano alla luce varie malefatte e numerosi finti personaggi (fake); si difendevano con ironia e intelligenza diritti civili e battaglie sociali ma soprattutto ci si prendeva in giro con leggerezza e irriverenza dichiarata. Belle e divertenti pagine di facebook furono scritte fin quando non venne il tempo delle elezioni amministrative e relative campagne politiche. A poco a poco quelli che erano stati fieri avversari del Comunicator Bannante, nei fatti, divennero suoi compagni (meglio amici) di cordata e di merende. Alcuni tornarono a collaborare col periodico sbraitante, le contese si mitigarono, la satira si spense e il gruppo si sciolse.

A distanza di 3 anni circa, la cronaca ci riporta alla luce l’individuazione di alcuni finti personaggi, dei loro effettivi indirizzi web e dei possibili titolari responsabili. A noi non interessa ostinarci a perseguire altre contese o eventuali rivincite, né infierire oltre. Ci auspichiamo, però, che chi di competenza valuti con rigore e correttezza il fine ultimo delle diffamazioni così impunemente e ingiustamente elargite a brave e rispettabilissime persone, chi ci stava dietro e quali fini perseguiva. Così, perché scherzare è bello ma la dignità va tutelata.

 

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