Quando Enzo Maiorca si offrì come testimonial del Nautico

Festeggiato dagli alunni, venne a scuola, s’informò di tutto e disse: “Cosa posso fare per voi?”. Ricordo di un grande uomo

 

La Civetta di Minerva, 10 dicembre 2016

In occasione del trigesimo della sua scomparsa, voglio ricordare un episodio poco conosciuto  della vita di Enzo Maiorca che può apparire insignificante ma che, a mio avviso, rende con pienezza la sua natura generosa e schiva rispetto alla grandezza celebrata dell’uomo di mare.

Avevo da qualche anno assunto la direzione dell’istituto tecnico nautico di Siracusa e nella ricostruzione dell’immagine ritenevo utile rilanciarne la percezione pubblica e l’attenzione sulla sua qualità formativa, così pensai di utilizzare la notorietà del personaggio per legarla all’immagine dell’istituto. Non avevo una conoscenza diretta dell’uomo e mi mancavano contatti personali, per avvicinarlo e proporgli la mia idea ne parlai con un amico comune, Jano Di Mauro, con cui sapevo, vista la comune passione per le immersioni, avesse una certa confidenza. A questo amico confidai la mia idea e gli manifestai la mia difficoltà e una certa pudicizia nel coinvolgerlo in quella che era una operazione sfacciata di marketing.

Jano mi rassicurò poiché, a suo giudizio, ne avrei avuto sicuramente l’attenzione. Così, vinta una certa titubanza, poiché la mia iniziativa poteva apparire strumentale e quindi irrispettosa (e in parte lo era), gli telefonai; mi presentai e gli chiesi un appuntamento. Con mia sorpresa, dopo che mi qualificai come preside dell’istituto nautico, mi disse che non c’era bisogno che andassi io da lui, che aveva conoscenza del mio lavoro e che gli avrebbe fatto piacere venire lui a scuola. Sorpreso ed onorato, combinammo un appuntamento.

Venne due giorni dopo tra lo stupore degli alunni che lo riconobbero subito e di alcuni docenti che lo videro in anticamera prima che fosse accompagnato nel mio ufficio. Fu colpito dalla grande foto di Gaetano Arezzo della Targia che campeggiava su una parete, dalle coppe e dalle targhe che arredavano la stanza e da una riproduzione d’epoca di un vascello in scala costruito da artigiani siracusani che stava in bella mostra su un mobile; si informò sul numero degli studenti, mi disse che aveva seguito la rinascita della scuola avvenuta negli ultimi anni anche attraverso  la stampa  e su alcuni risultati raggiunti dai nostri studenti, volle conoscere le attività svolte in mare e si congratulò per i corsi di sub che venivano svolti dagli studenti. Poi con assoluta tranquillità mi disse: “Allora, che cosa posso fare per la scuola?”

Gli confidai che avevamo pensato di utilizzare la sua notorietà quale testimonial dell’istituto, per valorizzare il lavoro sul mare e per il mare. Al mio imbarazzo per tanta sfrontatezza, replicò: “Bene, mi usi pure, che devo fare?”. A tanta disponibilità seguì un doppio imbarazzo nel chiedergli di sottoscrivere una liberatoria per l’uso dell’immagine anche ai fini promozionali: tanto era il mio imbarazzo quanto la sua serena tranquillità: Mi spiazzò dicendomi: “Dove devo firmare?”. Sorpreso da tanta disponibilità, precisai con puntualità cosa avrebbe significato darmi la liberatoria, l’uso che ne avremmo fatto, la duplicazione della sua immagine in manifesti, locandine e così via e lui mi rispose: “Preside, ancora dobbiamo parlare? Mi dica dove devo firmare! Mi utilizzi come meglio crede e quando vuole a favore della scuola, sono lieto, alla mia età, di essere ancora utile per promuovere la conoscenza del mare, della sua magia e delle opportunità che offre. Mi creda, mi sento onorato della proposta”.

Non sto a raccontare come mi sentii confuso e frastornato. Lui, il celebrato Maiorca, l’uomo il cui nome era ormai sinonimo di tenacia, amore per il mare e per la natura, un mito per qualunque sportivo e per una moltitudine di persone, si sentiva onorato  di concedere l’uso del suo nome e della sua immagine alla nostra scuola, senza chiedere garanzie, senza battere ciglio.

Superata la sorpresa, mi suggerì di coinvolgerlo in tutte le iniziative che ci sembravano più opportune per promuovere la scuola, le attività sul mare e per il mare: Successivamente, più volte, con una semplice telefonata onorò il suo impegno, venne ad incontrare i ragazzi, fece insieme a loro promo pubblicitari per la scuola e sempre, ripeto sempre, si prestò a sostenere le iniziative in cui lo coinvolgemmo. A scuola conserviamo video, immagini, striscioni e altri gadget in cui la scuola compare con l’immagine del suo viso sereno e sorridente.

Al suo ottantesimo compleanno la Scuola volle onorarlo con una iniziativa presso la sede del Plemmirio in cui gli donammo la targa ricordo che si vede in foto. Grazie Enzo.

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