Il pm Musco alla Civetta: 5 milioni o adirò le vie legali

Il magistrato ci accusa di avere scritto, nell’inchiesta sulla Procura della Repubblica di Siracusa, falsità che hanno “compromesso gravemente la sua reputazione personale e professionale”  

La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016

L’avv. Concetta Guerrieri, “nell’interesse e su specifico mandato del dott. Maurizio Musco, magistrato in servizio presso la Procura della Repubblica di Siracusa”, ci scrive:

“Nel dicembre 2011 il quindicinale La Civetta di Minerva ha iniziato una violenta campagna stampa ai danni del  mio assistito che ha compromesso gravemente la sua reputazione personale e professionale. E, difatti, tra il 2 dicembre 2011 e il 13 gennaio 2012 sono stati pubblicati quattro articoli di cui i primi tre – quelli del 2 dicembre 2011, 16 dicembre 2011 e 30 dicembre 2011 – a firma del direttore del giornale Franco Oddo e del vice direttore Marina De Michele, mentre l’ultimo, quello del 13 gennaio 2012, a firma del direttore del giornale Franco Oddo, volti ad ingenerare nei lettori la convinzione che il dott. Maurizio Musco svolgesse il suo ministero in violazione del principio di imparzialità ed indipendenza che deve caratterizzare l’operato di un magistrato.

“Nello specifico negli articoli di cui sopra al dott. Maurizio Musco venivano attribuiti legami di tipo economico con l’avv. Piero Amara, i suoi prossimi congiunti e altri magistrati in servizio presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa; veniva attribuito un legame di natura sentimentale tra il dott. Musco e la sorella dell’avv. Piero Amara, nonché tra Musco e la sorella della moglie dell’avv. Piero Amara: si assumeva che in virtù del legame di amicizia esistente tra il dott. Musco e l’avv. Piero Amara, quest’ultimo fosse stato ‘favorito’ in procedimenti penali in cui compariva come difensore.

“Ed ancora: con l’articolo del 16 dicembre 2011, a firma congiunta del direttore e del vicedirettore del quindicinale La Civetta di Minerva si lasciava intendere che il dott. Maurizio Musco non dava corso al procedimento penale contro l’ing. Borgione Natale, per quanto in tempi antecedenti all’articolo (25/7/2011) proprio il dott. Musco avesse formulato richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’ing. Borgione; con l’articolo del 30 dicembre 2011, a firma congiunta del direttore e del vice direttore del quindicinale La Civetta di Minerva si sosteneva, falsamente, che nell’atto costitutivo della società ‘Panama s.r.l.’, di cui il dott. Maurizio Musco deteneva legittimamente una quota di partecipazione societaria, non era riportato il nome del magistrato, ma solo il suo codice fiscale.

“Successivamente, in data 10 febbraio 2012 presso il periodico La Civetta veniva pubblicato un articolo recante la notizia dell’esecuzione di una misura cautelare a carico di alcuni politici e amministratori locali. La notizia offriva il destro all’autore dell’articolo per continuare a propalare notizie gravemente diffamatorie ai danni del dott. Musco in merito alle vicende societarie riguardanti l’avv. Piero Amara, laddove nell’articolo si legge testualmente: ‘Poiché nella galassia di srl gestite dalla famiglia Amara sono soci o amministratori, di volta in volta, la sorella dell’avvocato, la moglie, la sorella della moglie, la suocera, i praticanti dei suoi tre studi di Siracusa, Augusta e Catania, le mogli dei praticanti, lo erano il giudice Musco e la sorella, dovremo ritenere che tutti loro erano e sono imprenditori autonomi dagli interessi del noto legale? Lasciamo perdere”.

“Nel numero successivo del 24 febbraio 2012, i giornalisti della Civetta reiterano per l’ennesima volta, sotto forma di riassunto, le vicende trattate nei numeri precedenti ed afferenti alle presunte relazioni amicali ed economiche tra il dott. Musco, l’avv. Piero Amara, i suoi congiunti ed altri magistrati nell’articolo intitolato: Inchiesta della Civetta, non tutti i gatti nella notte sono neri. L’autore dell’articolo a sostegno dei fatti denunciati richiama il lavoro capillare e scrupoloso portato a compimento dai suoi colleghi Oddo e De Michele, precisando che gli stessi ‘…hanno approfondito l’inchiesta, corredando i propri commenti con ineccepibili visure presso la Camera di Commercio. Così facendo, Franco Oddo e Marina De Michele hanno incrociato fatti, composizioni societarie e discutibili amicizie dei predetti, chiedendosi se tutto ciò, di fatto non appannasse l’obiettiva e disinteressata attività dei due citati magistrati’.

“Ora, i fatti riportati dai giornalisti negli articoli sopra citati, sono palesemente falsi in quanto smentiti da inconfutabili prove documentali. La spietata, quanto insensata, campagna denigratoria e diffamatoria posta in essere dal periodico La Civetta di Minerva merita la più ampia censura laddove ha cagionato un danno ingiusto al dott. Musco Maurizio. Lo stesso ha interesse e diritto a rivendicare il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito, nei riguardi degli autori delle condotte illecite perpetrate a mezzo stampa che si individuano per: Associazione Culturale Minerva, proprietaria del periodico La Civetta di Minerva, in persona del presidente pro-tempore; Franco Oddo, quale direttore del periodico La Civetta di Minerva ed autore degli articoli censurati; Marina De Michele, quale vice direttore del periodico La Civetta di Minerva ed autrice degli articoli censurati.

“Per le superiori ragioni si invitano e diffidano il presidente pro tempore della Associazione culturale Minerva, il dott. Franco Oddo e la dott.ssa Marina De Michele, tutti solidalmente obbligati ai sensi dell’art. 2055 c.c. e ciascuno per le sue responsabilità a risarcire il danno patrimoniale e non patrimoniale patito dal dott. Maurizio Musco che si quantifica in euro 5.000.0000 e a voler rimettere detta somma presso il mio studio entro e non oltre il termine di giorni 15 da oggi, con avvertimento che in difetto, come da mandatomi, adirà le vie legali. La presente vale come formale atto di diffida e di messa in mora anche ai fini della interruzione della prescrizione”.

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