Esiste davvero il tanto strombazzato Sistema Siracusa? Diciamoci la verità, siamo perplessi. E va detto che questa giunta comunale alcune cose buone le ha fatte
La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016
Doveva essere la Rivoluzione dal basso, la presa della Bastiglia/Vermexio. E invece manco lontanamente l’ombra o quello che poteva somigliare anche ad un piccolissimo Vespro Siciliano. Forse perché non cadevano le Idi di marzo e manco quelle di novembre, forse perché non siamo a Roma né a Palermo. Qualcuno per noi ha contato circa 70/80 persone che lunedì scorso, davanti il portone di Palazzo Vermexio, chiedevano le dimissioni di Consiglio e Giunta. Molti dei presenti probabilmente non distinguono fra consiglio e giunta e neanche tra funzionari e politici. L’importante era gridare, prendere di mira qualcuno, identificarli come la fonte del Male, il problema di tutti: la disoccupazione, le tasse, la corruzione, la mancanza di case, il caro prezzi al mercato, la ZTL, le strade allagate, la schiuma sul lungomare.
È questa la voce della Città? È così rappresentata fedelmente l’opinione pubblica più diffusa e condivisa?
Certo se la sig,ra Pippina di Via Italia, o se cumpari Alfio ra’ bombola, o se Janu ro Villaggiu hanno visto l’Arena di Giletti o Le Iene a Siracusa (e lì si fermano), è facile immaginare che non si sono fatti una buona idea della politica a Siracusa. È anche abbastanza probabile che qualcosa di vero ci deve essere. Ma siamo davvero al “tutto-fango”? Esiste il Sistema Siracusa, tanto strombazzato da alcuni osservatori locali avventati e ripreso poi dai media nazionali? Ed è quello che ci hanno così raccontato? È, quella che appare dai servizi televisivi, dalle conferenze stampe dalle accuse senza ritegno, la sola “narrazione” possibile?
Noi della Civetta, che abbiamo seguito le vicende, non siamo innamorati né magnanimi con questa Amministrazione (che spesso abbiamo criticato e contestato) ma allo stesso tempo nutriamo dubbi e perplessità su molti aspetti oggetti di “scandalo”, non ci convincono alcune accuse addebitate e riteniamo che sia possibile una “narrazione” della vicenda “Siracusa” diversa da quella che viene divulgata da qualche gruppo sui social (infatti di questo parliamo in altri servizi su questo numero) ma alcuni elementi ci sentiamo comunque di ribadire in maniera chiara e netta:
Primo. Molti dei fatti contestati hanno radici nelle passate amministrazioni, e quasi tutti i fatti sono contestati a consiglieri o a funzionari (non agli amministratori). Secondo. Dobbiamo dare atto che in questa amministrazione per la prima volta sono state bandite gare d’appalto su vari servizi da anni affidati per proroghe e senza evidenza pubblica. Terzo. L’opinione pubblica cittadina non è (soltanto) quella che appare su certi commenti sui social o alle sparute contestazioni al Vermexio, che sputa sui consiglieri e che urla accuse in maniera impropria, che insulta senza criterio da dietro una tastiera.
Abbiamo motivo di confidare in una cittadinanza responsabile e consapevole, informata e motivata, che si confronta e dibatte nelle associazioni e nei movimenti, che si mobilita e impegna sulle questioni fondamentali della realtà cittadina. E ci piace ricordare il percorso sociale e politico che portò circa 500 persone a manifestare, raccogliere firme, adesioni autorevoli, a presenziare ai consigli comunali, ad intervenire in maniera incisiva per fare approvare (agosto 2011) la famosa delibera della “Variante della Bellezza” a tutela del territorio e del paesaggio.

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