Indagini Procura sul Comune, sisma di magnitudo nove

Diamo uno sguardo ai fronti caldi: rimborsopoli, Siam, asili nido, impianti sportivi, Stes, Zuimama… La giunta Garozzo resti  al suo posto e faccia controlli rigorosi

 

La Civetta di Minerva, 25 novembre 2011

Abbiamo provato a rimetterli insieme questi tre anni della Giunta Garozzo fissando però l’attenzione non su quanto fatto ma su alcune delle denunce che li hanno caratterizzati: un autentico terremoto, come mai era successo nella storia delle amministrazioni della città, che, dopo il caos iniziale, potrebbe portare a un rinnovamento della classe dirigente e della vita amministrativa cittadina se solo se ne sapranno cogliere le conseguenze. Un’opportunità, se davvero si farà chiarezza e si accerteranno tutte le responsabilità presenti ma, dal nostro punto di vista, soprattutto passate.

Esposti e accuse hanno scaraventato Siracusa ignominiosamente sui media nazionale con i peggiori risvolti nelle trasmissioni televisive di Giletti e delle Iene, non sempre fondate su imparzialità esaustività e rispetto del contraddittorio, e tali quindi da rendere ancora più confuso il quadro generale. Con il rischio di mettere tutto e tutti insieme e allontanarsi così da un’analisi critica dei fatti.

Forse, a rileggere di seguito quelle vicende, è possibile acquisire una chiave di lettura più oggettiva, meno condizionata dalle opinioni di giornalisti e commentatori, o di chi vuol solo ricavarne un personale tornaconto.

Ma, prima di iniziare, va precisato che non tutto ha quale punto di origine l’azione di denuncia della consigliera Simona Princiotta perché prima di lei, ad alzare il tappeto per scoprire la polvere, oltre ad alcune inchieste giornalistiche, è stato il Movimento 5 Stelle o, in altri casi, altri consiglieri comunali.

 

GETTONOPOLI E FANTASSUNZIONI (marzo 2015) – Ai pentastellati la palma per aver sollevato il caso dei gettoni di presenza distribuiti con generosità e i corposi rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri comunali: un aumento dei costi del 16% in più in un anno e mezzo, che fonda però le proprie radici nel disinvolto uso della legge regionale 30 del 2000 da parte, se non di tutti, della stragrande maggioranza dei consigli degli enti locali siciliani (e non solo), e che ha visto tutti, proprio tutti i consiglieri beneficiarne (forse con le rarissime eccezioni di chi ha voluto poco per sé ma, per spirito di appartenenza, ha sempre convissuto con il sistema) perché nessuno, né di destra né di sinistra né di centro (per restare a desuete definizioni), ha mai denunciato lo spreco di pubbliche risorse, sebbene si sia poi mostrato indignato per la chiamata in correità.

Nessun eroe quindi, nessun santo, bensì tutti, nella qualità di eletti dal popolo, di pubblici rappresentanti, pronti ad accettare/tollerare prassi consolidate e condivise a danno dei cittadini.

Una vicenda che, in questo caso, si iscrive tutta nell’amministrazione Garozzo – con la particolarità degli assessori che si tagliavano le indennità e i consiglieri che aumentavano i loro compensi – e che è però rimasta nel limbo per quanto riguarda la restituzione delle somme indebitamente percepite. Non solo infatti l’ispettore regionale Carlo Turriciano ribadì l’interpretazione autentica della legge per la quale, a differenza della delibera 109 in salsa siracusana, capigruppo o loro delegati che partecipino alle commissioni consiliari di cui non siano componenti, a meno che non lo facciano in sostituzione dei membri assenti, non hanno diritto al gettone di presenza così come all’eventuale datore di lavoro non spetta il rimborso, ma chiarì anche che andavano recuperate tutte le somme non dovute anche prima del settembre 2013 (data in cui la delibera veniva cassata). Nulla si è mosso e il rischio è che ancora una volta intervenga direttamente la Corte dei Conti.

Sul fronte penale una cinquantina di consiglieri indagati e 6 i rinviati a giudizio, per truffa e falso ideologico, insieme ai propri datori di lavoro. Superano i 650mila euro i rimborsi illeciti. Il Comune si è costituito parte civile.

 

LA VICENDA SIAM – Un caso che esplode nella primavera del 2014 e che potrebbe essere la mina su cui rischia di saltare l’amministrazione Garozzo. Nonostante l’atto di diffida a non rivelare “atti secretati” (consegnato dai Carabinieri alla consigliera Princiotta prima della sua conferenza stampa all’indomani dell’audizione a Palermo in commissione antimafia), è diventata un segreto di Pulcinella la probabile iscrizione del sindaco Garozzo nel registro degli indagati, pare insieme ad altri sette tra cui l’ingegnere Borgione. La consigliera lo ha più volte sfidato ad ammetterlo: “Renda pubblico il suo 335! Lo faccia entro quindici giorni altrimenti lo farò io, come ho fatto davanti alla commissione antimafia”.

La SIAM, società di scopo costituita dalla spagnola DAM  (che detiene il 70% di quote) e la siracusana Onda srl., ottiene la gestione del servizio idrico a Siracusa e a Solarino per un anno grazie a una convenzione siglata il 13 febbraio 2015 ma il relativo bando di gara del 25 giugno 2014 è subito sotto la luce dei riflettori. A parere di molti infatti avrebbe dovuto essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Europea come successivamente confermato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione chiamata in causa dai consiglieri dell’area Vinciullo. E anche proprio dai rilievi dell’Anac si originano le indagini della Procura affidate al sostituto Giancarlo Longo che, oltre agli interrogatori di rito e, a quanto pare, ad alcune verifiche su società maltesi, ha nominato, quale consulente tecnico per l’esame della documentazione acquisita dagli uffici comunali, lo studio Boeri di Pisa, specializzato in consulenze giudiziarie. Una vicenda ancora coperta dal segreto istruttorio e corredata da un esposto del sindaco Garozzo (l’8 settembre 2014) per presunta turbativa sulla gara d’appalto (la stessa accusa che viene a lui rivolta). Probabile obiettivo dell’esposto proprio il deputato regionale Vincenzo Vinciullo critico sia sui tempi del procedimento (per l’onorevole scaduti prima che la proposta di convenzione con avviso pubblico fosse approvata dal consiglio comunale) sia sugli accordi con il comune di Solarino che si era limitato a un atto di indirizzo senza arrivare mai a una specifica delibera. Infatti, mentre alla fine del primo anno di gestione previsto dal contratto del 13 febbraio 2015 Solarino è passato alla gestione diretta, il sindaco di Siracusa, con relativa ordinanza, ha disposto la continuazione del servizio fino al 31 dicembre 2016. Di questi giorni la notizia data dal sindaco che ci sarà una nuova gara.

Tra i “casi” che infiammano ormai da mesi i social, proprio questo sembra essere il più critico, sebbene poco trapeli dagli uffici della Procura e poco se ne parli sui media.

  

LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI – La gestione degli impianti sportivi si può considerare il vero casus belli perché si direbbe sia all’origine della lunga e controversa questione dei presunti rapporti tra la consigliera Princiotta, il collaboratore di giustizia Rosario Piccione, ex esponente del clan mafioso Bottaro-Attanasio, e l’ex latitante Alfredo Franzò, coinvolto nell’operazione Tauro ma poi scagionato, che giorni addietro ha comunque confermato di essere stato ospite di Simona Princiotta.

Ma che quanto ruota, ha sempre ruotato intorno agli impianti sportivi sia da valutare con grande attenzione è certo, perché è storia vecchia e non è per nulla un portato dell’amministrazione Garozzo che al contrario, nell’affidamento dei servizi pubblici, ha dato segnali di inversione di rotta rendendo più trasparenti le procedure sebbene, a nostro avviso, in maniera ancora parziale e a volte pasticciata (e se poi anche commettendo illiceità sarà la magistratura a dirlo) come dimostra lo stesso ricorso della ASD Circolo Canottieri che, riscontrando illegittimità proprio nell’assegnazione del servizio di gestione degli impianti a seguito di gara, si è rivolta all’ANAC.

Le anomalie, la gestione, anzi la non gestione, improduttiva per le casse comunali, di questa parte del patrimonio pubblico della città, le morosità mai riscosse, sono questioni datate che negli anni della giunta Bufardeci e poi Visentin hanno visto meticolose relazioni e analisi dei consiglieri diesse allora all’opposizione. Tra questi il più attivo l’ingegnere Domenico Richiusa, spesso da noi intervistato. Segnalazioni del tutto ignorate le sue, come tante altre relative ai fatti che solo oggi agitano l’amministrazione cittadina e fanno “invocare” l’intervento della Procura (e come d’altra parte quelle proprio sulla gestione degli impianti sportivi presentate da Giancarlo Garozzo quand’era consigliere nella giunta Visentin); inutili perché mai sfociate in formali denunce all’autorità giudiziaria come invece legittimamente fatto dalla consigliera che, eletta nella lista Mangiafico, già nel novembre 201, gettava un sasso nelle acque calme del consiglio comunale con un atto di indirizzo e una disamina a tutto campo del settore.

Ne seguivano alcune sedute del consiglio comunale arroventate, con la Princiotta che chiedeva l’allontanamento dall’aula dei consiglieri Roberto Di Mauro e Alberto Palestro “per incompatibilità con l’argomento trattato”, quindi in conflitto di interessi, uscissero dall’aula proponendo in particolare la revoca della gestione degli impianti alle società morose e il ritorno alla legalità (partendo dal bar del Di Natale abusivo).

Lo scontro inaugurato allora con il consigliere Palestro vede oggi i due fronteggiarsi a distanza, a colpi di dossier si dice, nelle audizioni della commissione Antimafia di Palermo e immaginiamo quindi che si possa arricchire il carnet della Procura che ha comunicato la chiusura indagini sulla gestione dei servizi pubblici (asili nido impianti servizi sociali) nel giugno scorso: 12 avvisi di garanzia per tre consiglieri e tre dirigenti comunali insieme a sei rappresentanti legali di cooperative sociali e associazioni sportive. Nessun assessore coinvolto, se non per il tempo necessario a chiarire la propria posizione.

Se le ipotesi di abuso d’ufficio, truffa aggravata, falso ideologico venissero confermate, il danno patito sarebbe pari a 6,3 mln, ma solo tra il 2013 e il 2015, gli anni passati a setaccio. E per gli altri? Da quanto tempo sono in vigore le convenzioni? Quali le modalità di affidamento? Alla città non possono bastare occhi miopi o strabici per poter ripartire da zero e dare trasparenza e legalità alla propria azione amministrativa.

A corollario di questo caso lo scambio di denunce tra la consigliera e il presidente del consiglio comunale Leone Sullo, raggiunto da un avviso di garanzia (insieme al direttore del Diario Pino Guastella) per indebite pressioni nei confronti della Princiotta.

 

 

LA GESTIONE DEGLI ASILI NIDO – In questa vicenda, per lo meno, c’è già chi ne è uscito “pulito”. Alfredo Foti, assessore ai lavori pubblici, nel momento in cui si è dimesso dalla carica, all’indomani dell’avviso di garanzia e di conclusione delle indagini preliminari del giugno 2016, sapeva bene che, quando si fosse saputo che il suo coinvolgimento era frutto solo di una banale omonimia, la sua scelta del silenzio avrebbe avuto l’effetto di un guanto di sfida per quanti, anche nel suo partito, non hanno impiegato più di qualche secondo per marcare le distanze da lui. Si direbbe che abbia giocato come il gatto con il topo, con pazienza, senza mai dire una parola di troppo, senza precipitarsi a dichiarare, semmai in conferenza stampa come probabilmente altri avrebbero fatto, di essere vittima di qualcuno o di qualcosa. Ma che si trattasse non di lui bensì del cugino si è saputo subito. Uno scambio di persona quindi, grave, come comunque gravi restano i fatti denunciati dalla consigliera, anche questi però con forti e lunghe radici. Una di quelle verità che a Siracusa tutti sanno ma che non esistono fino a quando a qualcuno, più coraggioso, o più temerario, o più incosciente di altri, non viene in mente di dirla coram populo. E solo allora quei fatti esistono e ci si lacera le vesti.

E di certo la Procura nelle sue indagini non si sarà solo fermata alla gara d’appalto che, espletata finalmente dall’amministrazione Garozzo, dopo anni e anni di proroghe, ha determinato la denuncia della consigliera e chissà se anche in questo settore non si faccia avanti qualche imprenditore, come il rappresentante della Stes, ansioso di raccontare la verità su quel regime di accredito del servizio che dura addirittura dal 1996.

Simona Princiotta già nell’ottobre del 2013 aveva convinto la quasi totalità del consiglio comunale (23 voti favorevoli su 26) ad approvare il proprio atto di indirizzo per l’indizione di una gara pubblica per l’assegnazione del servizio. D’accordo anche la giunta, pur se nel rispetto di quei tempi tecnici che faranno slittare la gara al settembre 2014, contrari tre consiglieri tra cui gli indagati di oggi. Di un anno dopo le denunce che hanno coinvolto, oltre al poi scagionato Alfredo Foti e a consiglieri e dirigenti, l’ex capo del gabinetto del sindaco Giovanni Cafeo, a cui si imputa in più il reato di traffico di influenze illecite.

En passant ricordiamo, tra i servizi in esternalizzazione su cui probabilmente c’è ancora molto da portare alla luce, anche il telesoccorso, tagliato senza indugi da Garozzo per la sua inutilità ma solo dopo aver pagato quanto sospeso. E in questo la critica sebbene fosse atto in ogni caso dovuto per evitare dispendiosi contenziosi. Noi ne parlammo sin dal suo nascere ed è un caso che potrebbe portare alla ribalta qualche altro  nome eccellente.

STES E CASO ZUIMAMA – Il resoconto è sul numero scorso e non ci dilunghiamo. Per quanto riguarda la Stes a noi sembra che la giunta Garozzo ne sia completamente fuori e che non è facile riportare rigore e onestà là dove la corruzione si sia annidata nel tempo. Forse davvero solo l’azione della magistratura può fare piazza pulita e mandare il messaggio che nulla potrà essere come prima. Per il secondo, fatta salva da parte nostra la fiducia nella consigliera Castelluccio e in suo marito, non sarà difficile verificare se, e da quanto tempo, nel bilancio comunale siano presenti voci utilizzabili per determinate finalità così come indicato dal consigliere Di Mauro. Basterà sentire il ragioniere generale del Comune.

IL PROGETTO OBIETTIVO – Chiudiamo la carrellata con la vicenda che forse brucia di più perché ad essere direttamente coinvolte sarebbero famiglie in stato di bisogno che, secondo la denuncia della consigliera Princiotta,  dovrebbero ancora percepire il contributo straordinario di 200 euro del 2014 o che non potranno più usufruire del servizio domiciliare per i minori portatori di handicap interrotto per carenza di fondi. In realtà più di 50mila euro sarebbero stati spartiti tra funzionari e dipendenti delle politiche sociali (in tutto venti) come indennità di straordinario nell’ambito di un misterioso “Progetto obiettivo”.

L’accusa rivolta ai tre funzionari (Rosario Pisana, Rita De Caro e Graziella Zagarella) è di “falso ideologico continuato in concorso e abuso d’ufficio continuato in concorso”: imprecisato il lavoro svolto e false le attestazioni delle presenze in ufficio.

CONCLUSIONI – Non è stato un elenco esaustivo, lo sappiamo. Altre vicende hanno caratterizzato, nel male, la vita pubblica di Siracusa, non solo quella dell’amministrazione cittadina: segno di un degrado dell’etica comune che non è comunque solo siracusana. È il mondo intero a dover essere ripensato. Ma per restare nel microscopico, quali conseguenze trarre dalle vicende riassunte?

Non ci schieriamo tra quelli che chiedono le dimissioni della giunta Garozzo che, a nostro giudizio, eredita un malcostume che si è talmente incancrenito non solo da esprimersi in reati di varia natura ma soprattutto da non essere più percepito come tale. L’assuefazione al “così fan tutti” genera mostri, corrompe chiunque. L’assenza di un diffuso controllo sociale può generare eroi che tali non sono. La “distrazione” degli organi di controllo ha effetti devastanti perché consente metastasi.

Ma la giunta Garozzo, le cui dimissioni consentirebbero solo l’insediarsi di rappresentanti probabilmente non più capaci né più onesti, può fare qualcosa in questi due ultimi anni di legislatura: segnare un radicale punto di svolta intervenendo con mano pesante negli organici comunali, sul personale, attivando un reale sistema di controllo anche con il supporto delle segnalazioni dei cittadini/movimenti/associazioni più attenti, immediatamente verificandone la veridicità invece di ignorarle e ogni volta dando adeguate spiegazioni alla cittadinanza che ne ha diritto, punendo con il maggior rigore possibile i responsabili di illeciti, costituendosi parte civile in tutti i processi per ritornare anche così a rappresentare la comunità che le ha dato fiducia.

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