Salvatore Castagnino (centrodestra): “Ci sono troppe incognite: il M5s, molti candidati a sindaco… Potrebbe esserci uno scompaginamento politico”
La Civetta di Minerva, 25 novembre 2016
Salvatore Castagnino, in seno al Consiglio Comunale, a torto o ragione è il vero rappresentante dell’area siracusana del centro destra. Un buon motivo per chiacchierare con lui sullo tsunami che sta sconvolgendo l’amministrazione Garozzo.
Ma cosa succede a Siracusa?
Mi sembra sotto gli occhi di tutti! Stiamo rappresentando tragicamente la sconfitta del sistema politico, ma ancora peggio, la sconfitta della gente. I politici siracusani siamo rimasti imbrigliati, attanagliati nelle logiche di appartenenza. Laddove la gente reclamava attenzione per le esigenze quotidiane, per i bisogni essenziali, noi facevamo il teatrino municipale. Siamo stati colpevolmente distratti. Io personalmente non mi sono reso conto di certe questioni morali; alla fine sono esplose! Sono sinceramente turbato. Dovevo essere molto più attento. Purtroppo quegli anni mi hanno visto concentrato su me stesso a causa di gravi problemi personali. Ma non mi devo giustificare. Ho appena ammesso la mia mancata sorveglianza. Oggi sono pronto a battermi. Coi fatti. Non devo andare in televisione, non serve. Abbiamo la procura. Quello di cui ho veramente bisogno è il sostegno della gente.
Salvatore Castagnino, il pubblico tende a generalizzare; tutti uguali, tutti collusi. Tu, a differenza di altri, non figuri tra le inchieste. Sei stato molto furbo?
Ho iniziato la mia esperienza politica nel centro destra. Dopo dodici anni sono ancora nel mio schieramento. Non ne faccio un fatto ideologico, non mi pare sia tempo di ideologismi. Non ho dovuto cambiare per baratti e compravendita. Sono un professionista impegnato nel lavoro e con la passione politica. Non sono entrato in politica per sbarcare il lunario, non cercavo la notorietà. Chi mi conosce, compresi i miei avversari, sanno di che pasta io sia fatto. Ho dignità e onore come ideali. Il rispetto della gente come motivazione.
Hai appena rinunciato ai gettoni di presenza per le commissioni consiliari, ma non a quelli dei consigli comunali. La gente è rimasta perplessa. Solite furberie?
I gettoni per le commissioni hanno determinato l’assurdo sconfinamento economico. I consiglieri comunali, taluni, hanno dilapidato soldi pubblici a colpi di gettoni per commissioni. Tra loro anche quelli che oggi si strappano le vesti. Personaggi che hanno sottoscritto fino a tre commissioni al giorno. Ma per carità!
Rinuncio allora ai gettoni per commissioni. Il consiglio comunale ha una frequenza di tre sedute al mese. Per 65 euro lorde a seduta, costano 195 euro. Data l’enorme lavoro che svolgo, costantemente registrato e protocollato, mi sembra un giusto, lecito e onesto riconoscimento economico. Se aggiungiamo che non ho appalti pubblici in affidamento diretto, mi sembra il minimo.
Quale pensi che sarà lo scenario prossimo venturo?
La tensione è altissima, per quanto si parli di dimissioni di massa al fine di indire nuove elezioni credo che tutti i consiglieri comunali abbiamo serie preoccupazioni. La gente è delusa e sfiduciata. Potrebbe esserci uno scompaginamento politico. Ci sono troppi candidati a sindaco e poi c’è l’incognita dei 5 stelle. Il rischio è di restare col cerino in mano.
Lasciamo questo rampante giovane ma veterano politico con qualche dubbio non chiarito. Magari chiariremo in un’altra intervista. Tanto ci pare che voglia restare in politica, e pure per molto tempo.

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