De’ Sarausani o della Superbia. Da una presunta lettera r’o zù Luca apostata ai Corinzi

Da una presunta lettera r’o zu’ Luca apostata ad Archia di Corinto. Per questa città le mezze misure sono da principianti, solo primati: altissimi o bassissimi

La Civetta di Minerva, 28 ottobre 2016

Alla cortese attenzione di Archia, ecista, c/o Ade (citofonare Alfio), Inferi (EN). Oggetto: Controllo Missione, rapporto anno 2750, Siracusa 37°05’N 15°17’E.

Carissimo, lo so avrei dovuto scriverti un sacco di volte, e parecchio tempo fa, ma che vuoi farci: siamo sempre di corsa. Ora sono appena rientrato, dopo anni di travaglio girovago, e mi ritrovo spesso a dover rispondere della mia salute mentale (cosa che alimenta i numerosissimi dubbi già sviluppati autonomamente): la questione cercherò pertanto di chiarirla in questa sede, approfittandone al contempo per aggiornarti su quanto ho trovato in Patria, forse più a beneficio del sottoscritto che nell’interesse del lettore.

Sempre più spesso mi sento rivolgere le medesime perifrasi, tu che hai viaggiato lo saprai bene: “Ma che sei venuto a fare? Cu nesci arrinesci, cu torna si spacch’i corna. Qui non c’è futuro. Hai lasciato la civiltà per cosa? Ma quanto ti manca Torino? Già te ne sei pentito!”. Solitamente sorrido e cerco di eludere l’argomento, penso a Terzani e faccio un respiro profondo ma dentro di me quella presunzione, che pazientemente coltivo dall’infanzia, grida vendetta. Nel tentativo di disintossicarmi, almeno per qualche tempo, la sfogherò tutta qui in un’unica soluzione.

Infatti è proprio della presunzione che voglio parlarti, caro Archia. Molti attribuiscono alla mia predisposizione per la superbia una qual certa ereditarietà; cosa che per me rappresenta una comoda giustificazione: a ben vedere la questione affonda le sue radici ben più addietro, le sue ragioni sono puramente etno-antropologiche e la colpa è sostanzialmente tua Infatti è il siracusano ad essere presuntuoso, splendidamente e senza malizia: sempre primi nel bene e nel male (e lo sanno tutti gli altri ma non ce lo dicono perché ci vogliono male). Solitamente non amo categorizzare ma qui è utile alla narrazione e credo anche sia il resoconto che tu tanto aspettavi. Siamo estremi, nel vantarci delle nostre fortune come nel lamentarci delle nostre disgrazie. Penserai che siano i tempi moderni ad averci ridotto così ma ti sbagli: munnu ha statu e munnu è, e così i siracusani sono come sono sempre stati.

Ad esempio era il 1791 quando il Cavaliere Tommaso Gargallo, che già avrai incontrato dato che ormai dovrebbe stare dalle tue parti, pubblicava le Memorie Patrie per lo Ristoro della Città di Siracusa (che pare una burla ma le ha scritte davvero). “V’è una città delle più cospicue, che palpita tra le più violente confusioni quasi d’una vicina morte politica. Questa città è Siracusa: paragonando se stessa, non già a quella, che fiorì sotto i Greci, quando debellò gli Ateniesi, che soli in que’ tempi dominavano sul mare, quando sostenne le più ostinate guerre colla Repubblica di Roma; quando impadronissi dell’Affrica a fronte della potentissima Cartagine, non già a quella, che ne’ bassi secoli ancor appariva sotto gli Imperatori d’Oriente, ma a quella medesima paragonandosi, ch’è stata sotto gli stessi Vicerè nell’età men lontane; ritrovasi tanto avvilita che non riconosce se stessa.” E ancora “La natura nella fertilità e nel sito nulla dippiù potea darle di quanto le ha dato; l’opera dell’uomo nell’opprimerla da tutte le parti nulla dippiù potea toglierle di quanto le ha tolto”.

È solo questione di prospettiva, e lo sai bene anche tu vecchio briccone. Non le immagina nessuno ma tu conosci le circostanze che t’hanno portato alla fondazione della città: quando giovane e ricco discendente di Bacco, immigrato bisessuale e violento, dedito al sollazzo con i tuoi compari uccidesti Atteone, figlio prediletto di Corinto, nel tentativo di rapirlo ai suoi cari per festeggiare Dioniso con uno stupro di gruppo; non ti restò che fuggire in Sicilia. ‘A quantu si sarausanu? Al tuo confronto siamo circondati da principianti: clamoroso esempio di modernità, oggi faresti la fortuna delle cronache mondane. Ma non temere, questione di prospettive: tutti ti ricordano come un grande condottiero, un saggio asceta, e non sarò certo io a svelare questa mirabile opera di negazionismo. E quando gli Dei ti offrirono ricchezza o salute per la tua nuova città e tu preferisti la prima? Di questo documento programmatico hanno fatto tesoro gli imprenditori nostrani che difatti sono maestri nell’accrescere l’una a discapito dell’altra: questione di prospettive.

Così siamo noi: come te luce e ombra. Siamo in grado di vette inarrivabili d’accoglienza e di oscuri abissi di diffidenza. Tutti ci sentiamo nipoti di Archimede ma non brilliamo per meriti accademici. Abbiamo il sole più caldo della nazione e delle piogge monsoniche che neanche ai tropici. Innalziamo cattedrali barocche ma dimentichiamo di scavare canali di scolo. Ci incoroniamo come più grande città della Magna Grecia, senza vedere le nostre piccolezze. Abbiamo il mare più bello del mondo, ma ci dilettiamo con la pesca di frodo. Godiamo del più bel paesaggio del Mediterraneo e del peggior piano regolatore della storia. Promuoviamo gli eventi culturali e tendiamo agguati sanguinari ai giornalisti d’inchiesta. Santifichiamo le tradizioni ma condanniamo gli anziani al rogo. Abbiamo tanto di tutto, purché sia troppo: le mezze misure sono da principianti, per noi solo primati; altissimi o bassissimi.

Ma mentre tutti devono riverirci nelle nostre bellezze, solo noi possiamo lamentarci delle nostre brutture: passiamo gran parte della giornata a sputarci addosso e non appena un estraneo si avvicina corriamo a stendere il tappeto rosso. Siamo così esperti nella nostra presunzione che ci vantiamo sempre in prima persona ma ci lamentiamo sempre alla terza. Noi siracusani siamo i migliori e loro, sempre i siracusani, sono il peggio che esista. È tutta una questione di prospettive. Ma tutte queste cose loro, i siracusani, le sanno benissimo. Quello che non sanno (e io invece sì, ché la mia presunzione è un po’ sopra la media, ora che posso anche fregiarmi degli studi al Norde non ne parliamo) è che Siracusa non è affatto speciale: è così ovunque, dappertutto accade lo stesso e noi campiamo in un posto come un altro: tutt’u munnu è paisi.

Ovviamente ci sono, com’è giusto, delle cose più belle e delle cose più brutte che verrebbero fuori al confronto con qualsiasi altra località. Questione di prospettive, a volte di scelte, ma non siamo speciali, non abbiamo primati: perfino la nostra classe politica rientra perfettamente nei tristissimi standard nazionali. Rassegniamoci al fatto che esiste di meglio, ma può anche esistere di peggio. Se si pensa che basti cambiare residenza per trovare la serenità allora non si conosce l’essere umano. Una volta accertato questo bisognerebbe smettere di lagnarsi, soprattutto se lo si fa alla terza persona: chi si lamenta trova una comoda scusa per non assumersi le proprie responsabilità. Dobbiamo liberarci da questa zavorra di deleghe, dello spettro di un colpevole che non è mai presente: iniziamo a parlare in prima persona e a prenderci cura di quello che non ci piace, più che di quanto apprezziamo.

Perdona lo sfogo vecchio mio, adesso è meglio che ti saluti. Un caro abbraccio anche ad Eumelo e ancora grazie per tutto quello che ci avete lasciato. Ogni giorno ci impegniamo a distruggerlo ma è talmente tanto e tanto bello, troppo (ca sempri sarausani siti), che ne avremmo ancora per un po’ prima di completare l’opera. Se riesco intanto proverò a lamentarmi un po’ meno per qualche tempo. Buon anniversario, Luca.

P.S.- Ora possiamo lagnarci con soddisfazione anche del Siracusa Calcio, che si è fatto superare dal Catania.

Da leggere

Villetta Aretusa: l’ascensore che “non va giù”. Intervista al sindaco Francesco Italia

Quando è iniziata a girare la notizia, molti hanno pensato a uno scherzo, la provocazione …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti