“Le novità della Buona Scuola sono toppe a un vestito vecchio”

Lettera di una docente alla Civetta: “La riforma mutua il concetto di impresa, ma noi formiamo persone per farle diventare autonome e critiche”

 

La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016

Cara Civetta, sono un’insegnante ormai anziana e mi avvio alla pensione ma non posso rassegnarmi a questa operazione astutamente architettata per distruggere la nostra scuola pubblica e farla diventare “scuola di stato”.Quando si attacca la scuola così, come una macchina da guerra, una domanda ce la dobbiamo porre: la democrazia è in pericolo? Io credo di si!

Non può passare sotto silenzio lo stravolgimento in atto che è stato annunciato da quel pasticcio raffazzonato che va sotto il nome pomposo di “buona scuola”!

È già da diversi anni che si parla di scuola-azienda, di meritocrazia, di valutazione dei docenti e via andare con parole vuote… in questo paese, quando si parla di merito, è proprio perché si vuole attuare una selezione arbitraria che premierà chi il merito non ce l’ha. Adesso Renzi ha portato a compimento un disegno che viene da lontano e sta riducendo la scuola alla brutta copia di un’azienda!

Come può la scuola diventare un’impresa? Noi non consegniamo prodotti finiti, anzi siamo fieri di avviare alla vita persone “non finite” ma in grado di diventare persone risolte, autonome e critiche. Ed è questo che si deve vietare assolutamente! Ecco perché si impongono modelli aziendali che omogeneizzano i giovani, li svuotano della possibilità di riflettere e studiare soprattutto! Abbiamo il fiato sul collo: arranchiamo tutti fra la vecchia didattica che impone i programmi e un vortice incessante di attività progettuali che ingolfano le nostre giornate!

Non importa niente nemmeno ai ragazzi di tutta questa frenesia che copre interessi economici che con la scuola non c’entrano! Sono confusi e disorientati, amareggiati e non sanno più cosa significa studiare! Nella buona scuola non c’è una parola che riguardi la didattica, lo studio, i tempi morti che esso richiede perché lo studio è inutile, direi meravigliosamente inutile! Parola orribile per gli imprenditori sempre a correre di qua e di là e mai a leggersi un libro, anche un classico greco e latino che servirebbe tanto loro per fare meglio impresa!

Il bersaglio sono i professori vessati e puniti non so per cosa, forse perché pensano e aiutano a pensare? Non hanno più stato giuridico, sono nelle mani di presidi-monarchi assoluti, e non sto a dire come alcuni si sono inebriati di questo potere, che ti chiamano direttamente senza ausilio di graduatorie, ultimo baluardo di una trasparenza sparita, e ti assumono se nel curriculum hai corsi on line, corsi ministeriali e master vari e non importa se non sei mai entrato in una classe! L’anzianità di servizio…via! Buttata come carta sporca!

Non mi dilungo sul benefit di cinquecento euro, che io ho lasciato lì nel mio conto corrente a marcire, la graziosa elargizione di un governo che non ci rinnova il contratto, fermo dal 2009, perché non c’è concertazione, i sindacati sono degli spaventapasseri e i contratti non ci sono più! Questo è il lavoro che ti viene offerto, prendere o lasciare, precarizzato e schiavo a vita, asservito ad un dirigente che è la caricatura del padrone ottocentesco, altrimenti… com’è di moda adesso, Ciaone!

Il bonus per il merito seleziona tutto tranne i meritevoli! Chi sta in classe e “insegna” non riceve premi, si chiama “ordinaria diligenza” e non è valutata! Il bonus è dato a chi fa progetti e alternanza scuola-lavoro, un altro mostro proteiforme che fa entrare nelle scuole interessi particolaristici, a chi corregge i test Invalsi, boicottati dagli alunni, insomma a chi fa “rumore” e dà polvere negli occhi e soprattutto a quegli insegnanti che “escono”, che si fanno vedere, perché oggi questo conta “farsi vedere”.

Agli studenti non verrà chiesto più: “cosa hai studiato?” bensì “dove sei stato?”

La scuola, invece, avrebbe bisogno di una vera valutazione dei docenti come si fa in altri Paesi, soprattutto in quelli anglosassoni, che prevede esami veri, aggiornamento non fittizio con corsi gestiti dai raccomandati del software. Valutazione fatta da agenzie esterne non da un comitato composto da docenti, genitori e alunni che ha stilato criteri al buio perché ovviamente il ministero in quel campo non capisce un’acca e il lavoro sporco lo fanno i professori!

Nella mia scuola, ad esempio, dopo il lavoro del comitato, il bonus lo ha assegnato il preside (non riesco a chiamarlo “dirigente”!) coadiuvato dal collaboratore vicario e da una rappresentante RSU! Non faccio commenti perché è superfluo e offensivo per chi legge farli!

Adesso chiudo con le note più dolenti: i nostri ragazzi! E quando tocco questo argomento mi viene il groppo in gola! Che generazioni prepariamo? Abbiamo tolto loro tutto: il piacere e la passione di studiare, il metodo per studiare, il gusto della scoperta, soprattutto quella dei loro talenti.

Non sanno chi sono e cosa vogliono, ma sanno intrupparsi perché questo li rassicura. Se non hai idee tue, vai benissimo per questa scuola, più sei uguale a tutti più piaci, studia poco e solo per il risultato tanto poi ti salva il punto di credito per l’alternanza scuola-lavoro o per il progetto di scrittura creativa (quale scrittura? Quale creazione? Quella che ti instilla l’insegnante del corso che studia per avere il bonus e la carezza del dirigente!).

Siamo ladri, ladri di speranze, maestri di manipolazione, bugiardi matricolati, perché tutte queste novità non sono “riforme”, sono toppe di paillettes ad un vestito vecchio che non puoi più indossare. Come si può riformare la scuola se non ci sono nemmeno edifici decenti e a norma? Dove vai a fare alternanza scuola-lavoro se il tuo territorio è fortemente in crisi e di imprese non ce ne sono quasi più?

I ragazzi ci osservano, capiscono l’impostura e imparano da noi a diventare ipocriti, simulatori e inclini ai compromessi! Come possiamo salvarli? Cominciamo a riflettere sull’etimologia di “scuola”: la “scholè” greca che i latini chiamavano “otium”. Non passivo, subito e imposto con riforme demagogiche che ottundono la mente!

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