L’assessore al Personale: “Sui 19 dirigenti che occorrerebbero ben 8 posti sono vacanti”. “L’organico attuale non è qualitativamente adeguato, servono nuove competenze”. “Sugli 850 dipendenti del Comune, 300 hanno orario ridotto”. “Si deve valorizzare il merito”
La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016
“Il tema del personale è strategico nella vita di qualunque ente pubblico” conferma l’assessore Pier Paolo Coppa iniziando la nostra conversazione su uno degli argomenti che trova maggiore spazio nelle critiche che impazzano sui social, soprattutto tra coloro che vorrebbero vedere quanto prima la fine dell’amministrazione in carica. E tra le più recenti contestazioni, alcune riportano di aumenti stipendiali sino a 45 mila euro.
“Non c’è nessun aumento stipendiale di 45 mila euro. È impossibile. Tutti i dipendenti comunali percepiscono la retribuzione prevista dalla contrattazione collettiva nazionale e tutti, oltre alla retribuzione, possono percepire il c.d. salario accessorio, ma escludo con certezza che un dipendente comunale possa ricevere un aumento stipendiale di 45 mila euro. È vero che al personale inquadrato nella categoria D (nel vecchio ordinamento i c.d. funzionari), incaricato della responsabilità della posizione organizzativa o di un’alta professionalità, viene riconosciuta una indennità di posizione e di risultato oltre alla retribuzione ma non è di 45 mila euro, bensì varia dai 6 mila ai 15 mila euro lordi all’anno.
È possibile poi che a un dipendente categoria D, a seguito di una selezione interna, possa essere conferito l’incarico dirigenziale a tempo determinato che prevede la retribuzione tabellare, l’indennità di posizione e di risultato significativamente diverse e in aumento rispetto a quella della categoria D. Se il riferimento è a quest’ultima ipotesi, affermare che c’è un aumento stipendiale di 45 mila euro significa ignorare che l’incarico dirigenziale è diverso da quello della categoria D per funzioni e per responsabilità e per esserne destinatari occorre avere i requisiti di legge (laurea ed esperienza maturata pluriennale) e partecipare a una selezioneˮ.
Un altro tema caldo è quello della regolamentazione degli incarichi delle c.d. posizioni organizzative. Cosa si è fatto in merito?
“Riconosco che è un tema difficile. Negli scorsi mesi c’è stato un primo confronto con i sindacati che hanno anche formulato delle proposte. Spero che entro la fine dell’anno la giunta approvi un nuovo regolamento per il conferimento delle posizioni organizzative”.
È evidente come non sia per nulla facile intervenire e cambiare passo.
“Le aspettative, tutte legittime, dei dipendenti sono diversificate. I sindacati legittimamente si fanno portatori di questi interessi. I dipendenti di ruolo a tempo pieno hanno aspettative (avanzamento di categoria) diverse dal personale a tempo indeterminato stabilizzato sei anni fa (211 dipendenti) con un orario ridotto e ovviamente si augurano un prolungamento dell’orario di lavoro. I dipendenti a tempo determinato aspirano alla stabilizzazione. Sono tutte richieste che avrebbero un impatto finanziario importante e alcune, anche ammesso che il Comune le possa sostenere finanziariamente, sono comunque inattuabili perché l’attuale normativa ha sostanzialmente ingessato il comparto del personale degli enti locali. Ovviamente questa situazione crea un clima difficile e un dialogo difficile con i sindacati”.
Sono difficoltà che si riscontrano in tutte le amministrazioni comunali o esiste un caso Siracusa?
“I problemi nascono sia da politiche del personale delle passate amministrazioni che da una politica nazionale in materia di pubblico impiego che, in un’ottica di contenimento della spesa, impedisce di fare nuove assunzioni, pone vincoli rigidi del rapporto tra spesa del personale e spesa corrente e impone da anni una riduzione della spesa del personale. Ma certo chi nel passato è intervenuto con una politica del personale lungimirante oggi ha meno problemi di quanti ne ha il comune di Siracusa”.
Può fare qualche esempio dei problemi che se affrontati avrebbero reso meno gravosa l’attuale vostra gestione della cosa pubblica?
‟L’ultimo concorso per assumere dirigenti di ruolo a tempo indeterminato è stato espletato dal Comune nel 2001. Le precedenti amministrazioni hanno preferito coprire i posti dirigenziali vacanti in organico affidando incarichi a personale che non aveva vinto un concorso per dirigente utilizzando quindi lo strumento della nomina a tempo determinato di funzionari comunali. Negli ultimi anni progressivamente alcuni dirigenti di ruolo sono andati in pensione ed oggi, su un organico che necessiterebbe di almeno 19 dirigenti, ben 8 posti sono vacanti, cinque sono ricoperti da dirigenti di ruolo e sei da dirigenti con un incarico a tempo determinato individuati con una selezione pubblica. Non potendo coprire i posti vacanti, alcuni dirigenti sono chiamati a dirigere oltre al settore di appartenenza almeno un altro ad interim. Sarebbe stato sufficiente che le precedenti amministrazioni avessero programmato e indetto i concorsi per coprire i posti vacanti ed oggi non avremmo dirigenti che devono occuparsi contemporaneamente di diversi settori.
Lo stesso problema lo abbiamo con i funzionari direttivi (Categoria D). Negli ultimi anni molti sono andati in pensione e non potendo indire concorsi interni e esterni ovviamente molti funzionari sono chiamati ad occuparsi di più servizi contemporaneamente.
Inoltre l’organico attuale non è quantitativamente e qualitativamente adeguato alle esigenze dell’amministrazione. Le funzioni dei comuni sono aumentate nel tempo e il numero di dipendenti è diminuito. Ciò determina una gestione che ovviamente ha delle lacune che allo stato sono colmabili solo in parte con un percorso di riorganizzazione che non è ancora attuato integralmenteˮ.
E ancora?
‟L’età media del personale del Comune, soprattutto nelle figure apicali, è elevata. Alcuni sono andati in pensione negli ultimi anni, alcuni quest’anno e molti nei prossimi tre anni. Al di là degli sforzi del personale dipendente, è un dato oggettivo che molti dei problemi che oggi i comuni devono affrontare sono nuovi e occorrono competenze professionali nuove. Se è vero che si potrebbe intervenire con la formazione, è altrettanto vero che le risorse economiche che possiamo destinare alla formazione sono esigue e comunque si tratta di figure professionali che sino a qualche anno addietro non esistevano. Possono essere coperte solo ricorrendo a concorsi esterni che aprano ai giovani laureati”.
Spesso capita che gli uffici comunali rimangano semi vuoti dopo un certo orario o nel pomeriggio, come mai?
‟Pochi sanno che quasi trecento dipendenti del Comune hanno un orario ridotto. Si tratta di più di un terzo del personale comunale che conta circa 850 dipendentiˮ.
Un quadro sconfortante! Ci sono soluzioni immediate o possibili?
‟Le leggi nazionali impediscono di potere espletare concorsi per dirigenti nell’immediato e le regole del c.d. turn over rendono di fatto impossibile una programmazione di assunzioni di personale esterno e di consentire una progressione di carriera per il personale interno che lo merita. Ci sono anche altri vincoli derivanti dalla riforma delle province che in Sicilia è stata realizzata mediante la trasformazione delle province in liberi consorzi che impone di non coprire i posti vacanti nel biennio 2016/2017 sino a quando non viene completato il percorso di mobilità del personale delle province.
Ad ogni modo: nel DUP (documento unico di programmazione) del triennio 2017/2019 adottato nel mese di luglio dalla giunta abbiamo inserito l’aumento delle ore del personale che oggi ha un orario ridotto; nella programmazione del fabbisogno del personale del triennio 2016/2018 la giunta ha previsto la stabilizzazione di una piccola quota del personale precario (nel 2016 nove unità e nel 2017 due unità) e la copertura di due posti vacanti dirigenziali nel 2018 sempre che le norme lo consentano.
In questo quadro gli interventi possibili sono la riorganizzazione della struttura amministrativa e rendere più efficiente la struttura amministrativa valorizzando il merito. Il processo di riorganizzazione è già stato avviato con la delibera di giunta del marzo del 2016 che ha ridisegnato la struttura amministrativa dell’ente. Abbiamo approvato un nuovo regolamento dell’orario e installato in tutti gli uffici comunali il c.d. badge che, al di là dell’essere un obbligo di legge, comunque garantisce un maggiore controllo e maggiore efficienza”.
Un’altra critica che viene dall’esterno è quella di non avere fatto alcuna rotazione degli incarichi dirigenziali e che in alcuni settori chiave i dirigenti sono sempre gli stessi…
“È falso e chi lo afferma o ignora o mente. Due dirigenti a tempo determinato sono esterni e sono stati incaricati da aprile 2016 a seguito di una selezione pubblica. A uno dei due è stato affidato da aprile 2016 il settore delle politiche sociali e all’altro il patrimonio. Quindi non è vero che in alcuni settori chiave i dirigenti sono sempre gli stessi. All’ambiente, al personale, alla cultura e in altri settori i dirigenti sono stati rotati. Quindi non è assolutamente vero che non applichiamo il principio della rotazione”.

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