Scardinando relazioni border line, interessi occulti, affari in cui nessuno ha ancora veramente messo le mani
La Civetta di Minerva, 30 settembre 2016
Nel corso dell’audizione avanti la commissione antimafia dell’ARS di giovedì 22 settembre, il sindaco Giancarlo Garozzo avrebbe messo in evidenza (la sua audizione “secretata” è diventata in un attimo di pubblico dominio) in particolare: i trascorsi e le contiguità della consigliera Simona Princiotta, alcune disfunzioni di ordine burocratico, la costruzione del centro commerciale ex Open Land, le vicende del consigliere Antonio Bonafede lo scorso aprile arrestato dalla polizia con 20 chili di cocaina.
Dichiarazioni sicuramente degne di seria attenzione se hanno indotto il presidente della commissione, l’avvocato Nello Musumeci, ad affermare: “Alla luce di queste dichiarazioni si rende necessaria l’audizione di altri soggetti, non solo nell’ambito della politica siracusana. La nostra Commissione ha il dovere di accertare se alcune pericolose contiguità possano aver condizionato la sfera politica locale. Dobbiamo mettere assieme i diversi tasselli del mosaico per capire se si tratta di episodi disarticolati o di un preciso disegno”.
Finalmente, ci sarebbe da commentare. Magari si facesse veramente chiarezza sulla suburra siracusana (e sulla sua provincia, aggiungeremmo), su quel sostrato di relazioni, interessi, affari in cui nessuno ancora ha messo veramente le mani, che nessuno ha ancora scalfito nelle fondamenta annullandone le capacità di ripresa, di riorganizzazione. Magari si avesse la determinazione e la volontà di andare oltre i confini cittadini e provinciali per dipanare una trama che non è solo locale. Avremmo bisogno davvero di uno di quegli acuti osservatori della realtà che sanno mettere i tasselli al loro posto, che non osservano e valutano i singoli casi come se fossero separati gli uni dagli altri, disaggregati e disgregati così da non consentirne la reale comprensione, come se i collegamenti (per altro in alcune circostanze evidenti) davvero non potessero essere leggibili.
Eppure molti dei commentatori nostrani hanno operato una sorta di sottovalutazione di quanto sta accadendo, confinando le dichiarazioni di Giancarlo Garozzo nell’asfittico limite delle beghe di partito, del “curtigghiu” dei social. Alcuni anzi lamentando il “danno d’immagine alla città” come se la forma potesse sostituirsi alla sostanza, come se fosse l’apparenza a soddisfare le istanze di chi vorrebbe vivere in una società ordinata e regolata dalle norme, come se si potesse programmare seriamente la quotidianità cittadina senza prima aver eliminato sacche di potere e malaffare.
La valutazione ultima sul primo cittadino di Siracusa non potrà non tener conto – oltre che degli eventuali errori, dei legami insostenibili (da cui a quanto pare si sarebbe affrancato), dei rapporti da tagliare, di sudditanze non tollerabili, dei metodi da vecchia politica (tutte ipotesi che comunque hanno bisogno di documentazione certa, anche delle denunce di Simona Princiotta se adeguatamente supportate) -, del percorso amministrativo realmente fatto in particolare ripristinando lo stato di legalità (al netto degli errori e nei tempi forse inevitabilmente lunghi, il ricorso a pubbliche procedure di gara per l’affidamento dei servizi sono un dato di fatto), delle denunce presentate, e semmai non sbandierate ai quattro venti, di cui l’audizione all’antimafia non sarebbe che un ultimo atto, delle scelte per la città.
In questo senso la difesa di Garozzo contro chi ha trasformato le esangui casse comunali in un bancomat mettendo in campo ogni mezzo per ottenere risarcimenti milionari nella sostanza non dovuti (situazione simile a quella emersa negli attacchi alla soprintendenza colpevole di difendere il territorio, e i nomi erano sempre gli stessi; o flussi di denaro esorbitanti come quelli che hanno caratterizzato la gestione Sai8, e idem), piuttosto che essere ostacolata dai sedicenti benefattori della comunità siracusana che in più occasioni hanno invitato il sindaco a pagare e basta, dovrebbe essere compresa e sostenuta da tutti.
Sai8, Soprintendenza, centri commerciali, edificazione selvaggia, IAS, Oikothen, impianti fotovoltaici, e qualche altra cosuccia, a noi appaiono tutte tessere dello stesso mosaico.

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