Ambiente e verde pubblico, Siracusa ancora 102esima

Per il secondo anno consecutivo, Siracusa si piazza agli ultimi posti nella classifica nazionale Istat (dati 2014). Eppure ci sarebbero tante aree da utilizzare, sempre che non finisca come la barriera arborea della Targia

 

La Civetta di Minerva, 10 maggio 2016

Quello della mancanza di verde e di aree pubbliche attrezzate è un problema cronico della nostra realtà, a cui la cittadinanza sembra ormai rassegnata. Non particolarmente bisognoso di ingenti risorse finanziarie ma a cui nessuno sembra dare l’attenzione necessaria. Se non aspettare qualche manna dal cielo (o finanziamento europeo) su cui lucrare miserevolmente. A proposito, chi si ricorda più il progetto di barriera arborea antinquinamento realizzata, anzi propinataci nel 2009 come il rimboschimento più gigantesco di Siracusa? Prevedeva la piantumazione di 7.500 ulivi e 2.500 tra carrubi e altri arbusti lungo la fascia costiera tra Targia e S. Panagia. Costo dell’operazione: oltre 830 mila euro finanziati dal ministero dell’Ambiente come Piano di Risanamento Ambientale. Risultato: zero assoluto, deserto dei tartari.(https://www.lacivettapress.it/archivio/2010/LA_CIVETTA-AII-n.22_05.06.2010.pdf)

A metà anni ’90, durante l’Amministrazione Fatuzzo, Laboratorio Città Progetto (il Movimento che lo aveva proposto e sostenuto) aveva abbozzato un progetto che per vari motivi non prese corpo e non fu realizzato: la trasformazione dell’ex Ospedale Neuro Psichiatrico (allora libero e inutilizzato) a Grande Parco Urbano Polifunzionale: giardini attrezzati, piste ciclabili, orto botanico, percorsi dei sapori, parco giochi, padiglioni adibiti ad auditorium, teatro, impianti sportivi… insomma, un grande polmone verde capace di offrire servizi culturali e di svago del tutto assenti (allora come oggi) ma assolutamente necessari alla cittadinanza. Chissà se prima o poi qualcuno sarà capace di riprendere e realizzare questa idea.

Ma nel frattempo altre soluzioni potrebbero adottarsi per rispondere alla perenne e indifferibile domanda di verde, parchi e spazi attrezzati in città.

Per esempio, l’area abbandonata a ovest di v.le Paolo Orsi in prossimità dell’incrocio con Via Basento (prospiciente e includente i Mulini Spagnoli affidati alla Soprintendenza): con fondi irrisori si potrebbe realizzare una vasta zona a verde collegata con l’area (e i giardinetti) di P.za Adda (includente il parcheggio recintato), magari  in collaborazione con l’Azienda Forestale, tramite apposito cantiere di lavoro. Per non osare abbozzare a un’idea di parco ancora più coraggiosa che da via Basento – piazza Adda includa e arrivi al parco archeologico della Neapolis.

Altre zone a verde da rendere fruibili con pochi fondi e semplici interventi potrebbero individuarsi:

–  Villa Reimann, inspiegabile e imperdonabile la non utilizzazione dell’immobile a fini culturali, così come l’inaccessibilità del parco circostante;

– ex Tribunale di piazza della Repubblica: piuttosto che aspettare di veder nascere l’ennesimo albergo a 5 stelle, il Comune potrebbe espropriarlo (tra l’altro è pericolante) e affidarlo a privati con la destinazione di struttura culturale e/o sportiva. Nelle more tutta l’area recintata retrostante (ex parcheggio) con interventi a basso costo potrebbe essere da subito destinata a impianti sportivi liberi. Basterebbe installarvi due canestri o una rete da pallavolo o due porte da calcetto, per la gioia di tanti ragazzi privati dall’uso di spazi aperti;

il parco della Testa ‘O Re (Balza Acradina) che non si comprende come mai non si faccia nulla per renderlo fruibile;

–  i  Parchi Robinson di Bosco Minniti e Via Ramacca del tutto abbandonati e inutilizzati. Affidati ad associazioni (scout, parrocchie, cooperative sociali) potrebbero certamente rispondere in modo efficace alla mancanza di spazi per giovani;

–  il Parco di Villa Landolina (all’interno del Museo P. Orsi); non sarebbe affatto impossibile ipotizzare un suo utilizzo aperto alla cittadinanza oltre che ai turisti (orto botanico, eventi culturali);

–  piazza S. Lucia; p.za M. Sgarlata; l’area e il parco dell’ex scuola elementare di Via Calatabiano;  la vasta area a nord di V.le S.Panagia tra le Vie mons. Caracciolo, S. Amato e I. Immordini (Largo Emilio Prazio e Largo Giuseppe Prazio); la piazza adiacente Via B. Cannizzo; non avrebbero bisogno di nessuno o quasi intervento finanziario, sono già lì pronte ad essere utilizzate per eventi sportivi, musicali, teatrali a disposizione dei quartieri.

Questi tra i più evidenti esempi di come con interventi semplici e alternativi ma soprattutto con intelligenti azioni di collaborazione con il territorio (associazioni, imprese, mondo del volontariato) e di coinvolgimento della cittadinanza molti risultati possono essere raggiunti anche in situazione di pesante crisi finanziaria.

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